Ghostrunner – Recensione

Recensito su PC

Gli amanti del cyberpunk possono fare sonni tranquilli: nuove leve stanno arrivando a rimpolpare le schiere di questo sottogenere della fantascienza su Steam e su console. L’apripista di questa stagione autunnale dedicata alla sci-fi è Ghostrunner, un First Person Puzzle in cui azione, frenesia e combattimenti all’arma bianca la faranno da padrone. Il lavoro di 3D Realms, Slipgate Ironworks e One More Level sarà in grado di ingannare l’attesa di titoli più blasonati e ritagliarsi un posto d’onore nel genere? Per scoprirlo non resta che avventurarsi nel futuristico complesso di Dharma Tower in cui si muove, con velocità e frenesia, il misterioso Ghostrunner.

Per quanto i nostalgici di Metal Gear Solid non potranno che pensare a Gray Fox, l’indimenticabile Ninja Cyborg dietro cui si celava Frank Jaeger, il protagonista di Ghostrunner non ha un’identità ben precisa ma fin da subito si evidenzia la sua peculiarità di combattente rapido e letale. Tuttavia il titolo si apre proprio con la disfatta del Ghostrunner, quasi a suggerire che la morte sarà una presenza costante con cui il giocatore dovrà ben presto imparare a convivere, tentando di non lasciarsi andare alla facile frustrazione del fallimento. La trama del titolo è presto detta: l’umanità è a un passo dall’estinzione e si trova arroccata nell’imponente Dharma Tower alla cui guida troviamo Mara, Maestro delle Chiavi, che governa con il pugno di ferro grazie alle sue macchine e ai suoi soldati, senza alcun rispetto per la vita altrui. Come si evince dalla CGI iniziale, il Ghostrunner è legato a doppio filo con Mara e verrà guidato nel suo cammino di vendetta e libertà da un altro personaggio chiave, l’Architetto, ridotto a IA dopo essere stato ucciso proprio da Mara nel suo piano per ottenere il potere assoluto sull’enorme fortezza.

Ghostrunner

Per quanto l’incipit iniziale possa risultare non del tutto originale, la narrazione di Ghostrunner presenta comunque alcuni spunti interessanti e accompagna in maniera altalenante il frenetico gameplay che caratterizza i 17 livelli che compongono l’opera edita da 505 Games. Come indicato in apertura di questa recensione, Ghostrunner è un FPP adrenalinico e caratterizzato da un sistema di combattimenti all’arma bianca che, se paragonato a un FPS, potremmo riassumere con l’espressione “one shot, one kill“. Il nostro ninja futuristico è infatti tanto rapido quanto letale, e non ci sarà scampo per i nemici colpiti dalla sua cyberkatana. Tuttavia non sarà così semplice sia raggiungere che colpire il nemico senza il rischio di perire sotto i colpi di pistole e fucili laser. Fortunatamente in queste fasi potremo ottenere un enorme vantaggio sui nemici grazie alle abilità innate del Ghostrunner come la deviazione dei proiettili, lo scatto e l’abilità sensoriale, in grado di rallentare l’azione per poter cogliere il nemico nel proprio punto debole.

Ghostrunner

I combattimenti si dimostrano quindi divertenti, frenetici e impegnativi, in parte a causa di un’IA totalmente indirizzata a movimenti scriptati e agganciamento automatico sul nostro personaggio – da considerarsi anche principale difetto della produzione – ma soprattutto per la complessità dei livelli. Nelle fasi più concitate e difficili avremo a disposizione quattro abilità devastanti, sbloccabili in particolari livelli all’interno di un cyberspazio gestito dall’Architetto e utilizzabili grazie alla barra di concentrazione (ricaricabile uccidendo i nemici, schivando i proiettili e così via) nonché migliorabili sbloccando i potenziamenti da equipaggiare incastrandoli in uno schema alla Tetris. Oltre alla sezione di potenziamento delle abilità, completano l’inventario l’Armeria (anche se le katane si limitano esclusivamente al mero fattore estetico) e i Codex che raccolgono manufatti e registrazioni nascosti nei vari livelli. Tutte queste componenti dovrebbero essere sufficienti a rendere gameplay e combattimenti appaganti, anche grazie alla presenza di alcune boss fight, tuttavia una certa ripetitività delle situazioni mina il quadro generale di un’opera in cui in certi casi prende il sopravvento la frustrazione. In questo non aiutano il sistema di checkpoint e la mancanza dei salvataggi manuali che, oltre a costringerci a terminare completamente un livello per non perdere i progressi fatti, potrebbero costringere a ripetere un’intera zona di combattimento anche per un solo errore fatale.

Ghostrunner

Ciò che si dimostra invece davvero divertente è la fase platform, con corse sfrenate, scivolate, salti con il rampino e lo sfruttamento di bonus a tempo sparsi nelle zone di gioco (rallentamento del tempo, super salto e shuriken elettrificati): il completamento di queste fasi, man mano più complesse, restituisce un grado di appagamento molto elevato. Anche in queste sezioni di gioco il minimo errore significherà morte e alla lunga potrebbe comportare situazioni di frustrazione, sia per via di alcune meccaniche di salti e agganciamento non sempre perfette che a causa del ripetersi di situazioni già viste e affrontate. Essendo la vicenda del Ghostrunner concentrata su un singolo (seppur mastodontico) edificio, il level design risulta poco vario e non aiuta, nei livelli avanzati, a diversificare un gameplay che, seppur sempre più difficoltoso, risulta prevedibile a più riprese.

Ghostrunner

Sul versante grafico l’Unreal Engine 4 si comporta bene e, nonostante non ci sia stato possibile testare il ray tracing, la resa grafica è gradevole e restituisce una buona esperienza cyberpunk. Certo non avrebbe guastato una maggior varietà – sia degli ambienti che dei nemici – e avrebbe portato un grosso giovamento al titolo una maggiore interazione con gli oggetti scenografici, con il conseguente beneficio di rompere alcuni momenti di ripetitività e relativo aumento del fattore divertimento. Le sortite del Ghostrunner saranno sottolineate da una colonna sonora originale e caratterizzata da brani per lo più riconducibili al genere dell’elettronica, che ben si presta al tipo di avventura e alle tante sezioni di gioco frenetiche e concitate. Un’effettistica convincente e un buon doppiaggio (in inglese con sottotitoli in italiano) completano il quadro di un comparto sonoro non esente da qualche piccola sbavatura  per via della poca varietà di frasi ed esclamazioni dei nemici che incontreremo nelle fasi di gioco. Ghostrunner ha una difficoltà tarata su livelli medio-alti che contribuisce ad aumentare la longevità del titolo (tra le 15 e le 20 ore per la prima run) di base già molto buona, considerando anche la possibilità di recuperare i vari collezionabili e sbloccare i consueti achievement.

Ghostrunner


Ghostrunner si dimostra un titolo valido e impegnativo, caratterizzato da una buona longevità, un concept cyberpunk convincente e da un gameplay frenetico e appagante. Non mancano i difetti, soprattutto relativamente all’IA dei nemici e a diverse sezioni di gioco ripetitive e non supportate a dovere da una trama che non rappresenta il punto forte della produzione Slipgate, 3D Realms e One More Level. Nonostante ciò la narrazione risulta gradevole e con personaggi convincenti, riuscendo comunque a spezzare le situazioni più frustranti. Sul versante grafico si denota un buon lavoro compiuto con l’Unreal Engine 4, ma un level design più vario e caratterizzato dalla presenza di interazione con gli oggetti scenografici avrebbe senza dubbio aumentato la valutazione generale dell’opera, che resta comunque un difficile e appagante FPP cyberpunk.

7.8

Pro

  • Gameplay frenetico, impegnativo e appagante
  • Affettare i nemici con la cyber katana è davvero divertente
  • Buona longevità

Contro

  • IA nemica scarna
  • Situazioni e ambienti alla lunga ripetitivi
  • Mancano i salvataggi manuali
Vai alla scheda di Ghostrunner
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento