Battlefield 4 – [E3 2013] Battlefield 4

Non è stato difficile capire che Battlefield 4 sarebbe stato il titolo più sponsorizzato dell’intera fiera: bastava guardare l’ingresso del padiglione principale per trovarsi di fronte a una gigantografia dell’ultimo titolo sviluppato dai ragazzi di DICE.

La mancanza di sobrietà è proseguita anche all’interno dello stand di EA, dove Battlefield 4 occupava la maggior parte dello spazio con la bellezza di 64 postazioni PC ad alte prestazioni con periferiche di qualità, nonché due piattaforme sopraelevate sulle quali risiedevano un enorme display centrale e otto laterali; tutto ciò costituiva non solo uno spettacolo quasi orgasmico per ogni appassionato di hardware, ma anche una dedica al Commander, nuova classe il cui ruolo non opera sul campo ma bensì al di sopra della mappa, fornendo supporto tattico e balistico alla propria fazione.

La battaglia di prova, che abbiamo giocato come comuni soldati, si è svolta nella mappa Siege of Shangai, la medesima che abbiamo avuto modo di vedere nel corso della pre-conferenza di EA. L’allestimento fornito ha permesso di godere appieno di una battaglia in modalità Conquest, ove il punto centrale della mappa era rappresentato da un edificio dal grande potenziale tattico, ma al contempo sofferente di un punto debole notevole: poteva essere abbattuto.

Dopo aver esplorato il nuovo menù, la cui accessibilità è migliorata, abbiamo stabilito di voler giocare con il classico Assault, soprattutto per poter vivere in prima linea ogni eventuale novità. La battaglia è diventata presto frenetica, e con altre 63 persone intente a uccidersi è stato difficile tenere il passo, cosa che abbiamo abbandonato in favore dell’esplorazione: Siege of Shangai si è rivelata una mappa immensa e sviluppata non solo orizzontalmente ma anche verticalmente, permettendo ad ogni palazzo di essere una potenziale posizione tattica interessante. Le “potenzialità tattiche” sono probabilmente la chiave di questo seguito: la complessità della mappa si accompagna con una maggiore distruttibilità di edifici e strutture, che come già visto in fase di conferenza possono portare al crollo di gallerie e palazzi. Non solo: sono anche molti di più gli oggetti con cui si può interagire; ci è stato possibile ad esempio sollevare i paletti anti-traffico all’inizio di un ponte, rendendo impossibile il passaggio a ogni veicolo.

Il match si è concluso con una vittoria del nostro team, in modo piuttosto frettoloso ma che ha comunque permesso di farci un opinione: la spettacolarità di questo episodio è sicuramente superiore a quella del predecessore, grazie a tutti gli elementi interattivi e anche al motore grafico Frostbyte 3. Il problema però è che le novità finiscono qui. La sensazione generale è stata quella di trovarsi né più né meno che a giocare a una mappa del vecchio Battlefield 3 con una grafica leggermente migliorata ed elementi interattivi nuovi ma certamente non rivoluzionari.
 

Premesso che non abbiamo potuto provare la nuova modalità e che sicuramente un match di mezz’ora su un titolo incompleto non permette di formulare una conclusione definitiva, la sensazione generale è che questo Battlefield 4 sia più un miglioramento di quanto fatto con Battlefield 3 che non un titolo nuovo: la sostanza è rimasta pressoché invariata, e per quanto gli sviluppatori si siano sforzati di rendere più animati gli scontri non è nulla che non si sarebbe già potuto fare con il precedente motore Frostbite 2. Concludendo, riteniamo che EA stia davvero avendo una pessima influenza su DICE, cercando di trasformare la saga di Battlefield in un equivalente di Call of Duty, solo su scala più ampia.

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