Crimson Desert – Provato
Recensione (in progress).
In un 2026 dominato dall’attesa per l’arrivo di GTA VI, su cui aleggia ancora qualche dubbio, a strappare lo scatto di titolo più atteso è, per moltissimi, Crimson Desert. Il gigantesco e ambizioso progetto di Pearl Abyss, compagnia famosa per lavorato a diversi MMORGP, tra cui, in primis, lo spettacolare ma “incompleto” Black Desert, ha catturato le attenzioni del pubblico e degli addetti ai lavori sin dal primo annuncio, per ovvie ragioni.
Del resto, quando una software house ti presenta un progetto, sulla carta, potenzialmente senza precedenti, è chiaro che, per forza di cose, ne si sente il richiamo, la eco, che rimbomba sempre di più, col passare dei giorni. Se a questo, poi, si aggiunge una campagna di marketing spietata, continua, quasi violenta, è chiaro che il progetto Crimson Desert sia, per forza di cose, nato per far parlare di sé, in un mercato sempre più desideroso di novità e di colpi di genio.
Questo preambolo è necessario per comprendere con quanto hype abbiamo iniziato la nostra avventura in quel di Pywel, che, a essere sinceri, ci ha subito saputo stupire, per diverse ragioni. Volendo essere del tutto onesti, l’impatto iniziale con Crimson Desert è stato veramente importante, per certi versi inaspettato. Proveremo a spiegarvi il perché in questo primissimo pezzo dedicato a questo ambizioso progetto, in attesa di una recensione che arriverà quanto prima, ma che, per ovvie ragioni, richiederà un po’ di tempo extra per poter essere più accurata possibile.

Crimson Desert: un mondo enorme e spettacolare, ma basterà?
Le prime ore in compagnia con il gigantesco titolo che mixa un po’ tanti generi si sono rivelate meravigliose e allo stesso tempo complesse, ma siamo veramente tanto fiduciosi sulla buona riuscita di un progetto che trasuda amore e passione da ogni poro. L’amore, però, lo sappiamo, non sempre basta. Crimson Desert è un titolo con tantissime cose incredibili ma anche diverse criticità, che impareremo a scoprire e a soppesare nelle prossime ore, e che, per ora, ci hanno un po’ fatto storcere il naso, seppur contestualizzate a un progetto dalla dimensioni titaniche.
Quello che ci ha colpito, sin da subito, è il comparto tecnico, seppur non avevamo grandi dubbi, in tal senso. Ciononostante, l’impatto iniziale ci ha, per certi versi, stupiti e sconvolti, e siamo abbastanza tranquilli e sicuri di poter affermare che, con questo titolo, si è raggiunto un livello tecnico veramente fuori scala. Pearl Abyss, inoltre, ha saputo rispettare appieno le proprie ambizioni, creando un mondo di gioco vivo, dinamico, vasto, curato e splendidamente al servizio, anche esteticamente, dell’avventura, il tutto, però, tenendo conto anche della community dei videogiocatori.

Al netto di una qualità generale degli asset, e in particolare in quello dei modelli dei personaggi “umani”, il motore di gioco si è dimostrato molto generoso in termini di performance e stabilità. E non è poco. Chi ricorda Black Desert Online (stiamo parlando di tempi e modalità di gioco differenti, ovviamente) lo sa bene che la compagnia non è esattamente famosa per l’ottimizzazione dei suoi titoli e, invece, con Crimson Desert è stato fatto un ottimo lavoro. Nelle ultime settimane, si erano moltiplicate le voci su un possibile “downgrade” evidenziato dalle specifiche PC apparentemente molto più basse rispetto a quelle iniziali.
Per quanto ci riguarda, pensiamo che, invece, Crimson Desert sia assolutamente in linea con gli standard previsti e il lavoro fatto in termini di ottimizzazione del prodotto, almeno su PC, ci è sembrato solidissimo. Sull’aspetto tecnico, magari, ritorneremo in futuro – con uno speciale dedicato – ma, intanto, ci tenevamo a sottolineare questo aspetto, anche per cercare di demonizzare tutto il gran parlare che c’è stato sul gioco nelle ultime settimane. Crimson Desert è un titolo tecnicamente molto avanzato, con alcuni scorci di vera next-gen, ma è anche un titolo intelligente e ben sviluppato e che può essere tranquillamente gestito anche su macchine meno performanti, cosa che ci fa ben sperare anche per le versioni console.
Potenzialità narrative, tra familiarità e voglia di stupire
Uno degli aspetti più enigmatici della produzione è sicuramente quello narrativo e tematico. Crimson Desert, e questo non è un mistero, è un progetto enorme, ambizioso, vastissimo ma anche squisitamente single player cosa che, per ovvie ragioni, richiede un grosso sforzo anche in termini di narrativa e world building a supporto. Inutile, però, negare che le pregresse esperienze lavorative non abbiano avuto un ruolo importante sullo sviluppo della storia di Crimson Desert, perché, essendo dei giocatori di vecchia data di Black Desert Online, abbiamo trovato più di qualche punto in comune tra le due produzioni.
L’impostazione generale, infatti, è quella di un mondo di gioco in cui Kliff, il protagonista della storia, non è il centro di tutto ma, anzi, sembra essere un tassello, un mezzo per un fine e per mire decisamente più grandi di una singola persona. Con il mondo di Black Desert Online, Crimson Desert condivide la passione per quel fantasy “storico-politico” molto apprezzato anche in altri contesti, al di fuori della sfera videoludica e che rappresenta uno sfondo piacevole e familiare per l’avventura.

Crimson Desert è un titolo che pone delle basi narrative sicuramente interessanti, ma l’impressione che ci siamo fatti è che, un po’ come accadeva in The Witcher o, più recentemente, con Baldur’s Gate 3, sia più “il campo” a parlare. Crimson Desert, infatti, costruisce la propria immagine sull’esplorazione e sulla fame di scoperta e di conoscenza dei giocatori.
Sin dalle prime battute, infatti, è subito chiaro che Pearl Abyss voglia dare al giocatore grande libertà d’approccio anche sul piano della conoscenza. E questa è proprio una dinamica di gioco. Parlare, esplorare e persino salutare, vedere se qualcuno ha bisogno di una mano, può accrescere il grado di conoscenza di un mondo di gioco che sembra essere veramente enorme, tanto sul piano “fisico” tanto sul piano tematico, con un potenziale storico e demografico apparentemente smisurato.
Crimson Desert: un mondo tutto da scoprire, al servizio del giocatore
Persino l’apprendimento delle skill è legato direttamente all’esplorazione e alla curiosità di chi sta dall’altra parte dello schermo. Che sia in fase di combattimento o, più “semplicemente” nelle esecuzioni delle attività di tutti i giorni, Kliff, osservando gli altri all’azione, può memorizzarne le abilità e utilizzarle direttamente. Ci è capitato, ad esempio, di apprendere, durante una boss fight, un’abilità molto utile, soprattutto per l’early game, carpendone i dettami dal boss di turno.
Il rovescio della medaglia, però, è quello di un racconto che potrebbe sembrare scontato e soltanto di contorno. Per gli amanti dell’azione potrebbe risultare più difficile riuscire a lasciarsi immergere dal mondo di gioco e dalla sua profondità narrativa anche se è ancora tutta da valutare. Per il momento, il piglio sembra essere molto ordinario: tutto ruota intorno a misteriosi manufatti dai giganteschi poteri, forze mistiche, predestinazioni e così via, il tutto immerso in un contesto fantasy in cui razze, uomini e fazioni diverse fanno a gare per poter prevalere sugli altri.

Questo primissimo contatto con Crimson Desert ha saputo evidenziare alcuni degli aspetti dell’esperienza di gioco seppur, chiaramente, c’è ancora tanto da vedere. Quel che è certo ed evidente è che Pearl Abyss ha giocato parecchio sulla libertà e sul senso di esplorazione, radicata nel sistema di gioco e uno degli elementi di maggior importanza nel pacchetto.
Superata la primissima parte che, a dire il vero, è anche un po’ ridondante e in pieno stile MMORPG, quindi con una platea di attività che richiedono il semplice andare da una parte all’altra della mappa, il gioco mette subito in chiaro che, volendo, ci si può dedicare ad altro. Il mondo di gioco sembra vastissimo, ma attenzione: non è liberamente esplorabile, come si potrebbe credere, sin da subito.
Durante queste prime ore di gioco ci siamo imbattuti in alcune aree con requisiti particolari d’accesso, di vario tipo, che, chiaramente, ci hanno impedito di raggiungere determinate zone della mappa, che rimangono bloccate fino al raggiungimento di determinati obiettivi. Non è un limite, anzi, perché, secondo il nostro punto di vista, quei “paletti” sono stati implementati in modo intelligente e stimolante e siamo convinti che anche il pubblico potrebbe apprezzare questo tipo di impostazione.
Dinamiche di gioco: tra buone idee e qualche svarione
Per il resto, però, Crimson Desert sembra poter offrire veramente un numero impressionante di cose da fare. Tra minigiochi (il braccio di ferro è meraviglioso!), attività secondare, incarichi di fazione, missioni principali e le immancabili taglie ai ricercati, che pullulano in ogni anfratto di ogni città, c’è veramente soltanto l’imbarazzo della scelta.
Questo assaggio ci ha lasciato pregustare il pericolo di un titolo che, potenzialmente, può rischiare di azzerare la vita sociale di buona parte dei giocatori, anche se, dobbiamo ammetterlo, per il momento abbiamo sentito la mancanza di quell’effetto sorpresa tipico delle produzioni così grosse e blasonate. Per quanto è tutto bello da vedere e da fare, per intenderci, non abbiamo ancora visto qualcosa di veramente rivoluzionario, di clamoroso, ma confidiamo nel fatto che l’esperienza di gioco potrebbe riservare sorprese per il futuro.

Per il resto, abbiamo apprezzato parecchio la scelta di dare sin da subito anche i “mezzi” per esplorare con un po’ di facilità, Kliff può sfruttare diversi “aiuti” per andare in giro e potendo avere un simile vantaggio già dalle prime ore di gioco, siamo sicuri che molti giocatori, così come chi vi scrive, passeranno buona parte delle prime ore di gioco andando a caccia di segreti e luoghi d’interesse, ignorando, o quasi, completamente la linea narrativa principale. Peccato però, per alcune scelte di gameplay non esattamente a fuoco.
La scelta, ad esempio, di dare come input principale lo stesso tasto che serve sia per interagire con il mondo che con le persone può dare qualche problema di “incomprensione” e anche il fatto che il personaggio sembra sempre un po’ scivolare su stesso, talvolta, ci ha dato qualche piccola preoccupazione anche se, onestamente, non ci è capitato ancora di avere forti ripercussioni per le nostre azioni. Il che è un bene, ma non del tutto.
Un sistema di combattimento immediato, ma non sempre a fuoco
Un altro tassello importante dell’equazione, su cui però vogliamo prenderci – chiaramente – più tempo prima di esprimere un giudizio definitivo è quello del gameplay e, nello specifico, il combat system. Avendo potuto provare il titolo per poco tempo, ci vogliamo riservare l’onere di dare un giudizio completo sulla profondità e sull’impatto della crescita del personaggio, sulla gestione delle abilità e sulla qualità dello skill tree, per la recensione completa. Anche considerando il fatto che i potenziamenti sono direttamente legati al ritrovamento dei Manufatti dell’Abisso, da reperire, ovviamente, durante l’esplorazione e, dunque, potenzialmente legati alla voglia di esplorare e non “canonici”, ci sembra una scelta decisamente più oculata.

Se, sotto questo aspetto, possiamo sbilanciarci un minimo, soffermandoci sullo skill tree, che ci sembra molto in linea con quanto visto già in altre produzioni, quello su cui abbiamo pochi dubbi è il sistema di combattimento in sé che, a essere sinceri, ci ha fatto una buona impressione, ma senza alcun tipo di sorpresa. Crimson Desert, infatti, da questo punti di vista si piazza come un gioco molto ordinario, basato su combattimenti action in cui parata, parata perfetta (parry), le schivate e l’alternanza di attacchi potenti e leggeri la fanno da padroni.
Una parata tira l’altra
Non è assolutamente un problema, anzi, anche perché il feedback dei colpi ci piace davvero tanto ed è una variante importante nel rendere gli scontri incredibilmente spettacolari e accattivanti, ma se qualcuno si sarebbe aspettato qualcosa di più “originale”, beh, potrebbe rimanere deluso.I problemi del combattimento, almeno per quanto ci riguarda, non risiedono nell’originalità delle meccaniche, bensì nella gestione del movimento in sé.
Crismon Desert sembra avere un problema di gestione del Lock sui nemici, che va a compromettere parecchio la bontà degli scontri, specialmente quando i nemici (e capita veramente spesso) sono più numerosi e tendono ad attaccare il giocatore in fila, a testimonianza di una gestione anche dell’IA dei nemici poco innovativa e nel complesso tradizionale. Talvolta, a essere onesti, alcuni nemici ci sono sembrati un attimino più scaltri, cercando di nascondersi o di attaccare sfruttando alcune possibilità in termini ambientali, ma sono casi molto isolati.

Il fatto che Kliff sembri sempre “pattinare” e “scivolare” quando si muove, per forza di cose, rende i combattimenti ancor più complessi. Questo, unito a quanto detto sulla gestione del Lock sui nemici e alla telecamera, che spesso e volentieri va veramente a farsi benedire, sporca in maniera sensibile la qualità di scontri che, altrimenti, avrebbero un sapore nettamente diverso.
Se a questo, poi, si aggiunge il fatto che lo schema di comandi, per attacchi e meccaniche “accessorie” è molto confusionario, ci si rende conto che l’immediatezza e la freschezza, nonché la spettacolarità delle fasi di azione, finiscono per andare in contro a diversi limiti, alcuni dei quali anche parecchio fastidiosi. È presto, chiaramente, per dare un giudizio complessivo, ma l’idea che ci siamo fatti, ad ora, è soddisfacente soltanto metà.
Conclusioni
Questo primo contatto con Crimson Desert ha messo in luce tante cose, e siamo convinti di aver scalfito soltanto la proverbiale punta dell’iceberg. Il nuovo progetto di Pearl Abyss, attesissimo dal pubblico (e non solo) si sta rivelando a fuoco, ricco e realizzato con grande cura per i dettagli, ma con diversi campanelli d’allarme. Alcune cose non ci hanno saputo dare le giuste sensazioni. Il mondo di gioco è gigantesco, l’esplorazione è appagante e la crescita del personaggio sembra essere veramente concepita in maniera intelligente.
D’altro canto, il sistema di controllo e il combattimento ci sono sembrati meno a fuoco. In generale, queste prime ore ci hanno presentato un progetto che ha veramente tante ambizioni ma non tutto sembra essere ugualmente “magico” e innovativo come in molti si sarebbero aspettati. Crimson Desert è il vero alfiere della tanto agognata “next-gen”? Forse no, ma è comunque un ottimo gioco, con pregi e difetti tutti ancora da soppesare.