People of Note Anteprima: un RPG a colpi di musica
La leggerezza di un musical e la profondità di un JRPG
Esiste una convergenza tra appassionati di musica e gioco di ruolo? Sicuramente sì, a cominciare da Jason Wishnov, creative director di Iridium Studios, team indipendente al lavoro su People of Note, che si propone di offrire un’esperienza RPG tematizzata con una narrativa fantasy-musicale in collaborazione con Annapurna Interactive
Abbiamo avuto la possibilità non solo di assistere ad una presentazione del gioco per bocca dello stesso Wishnov, ma anche di provare una demo del gioco per saggiare con mano le sue meccaniche.
In particolare ho potuto provare una sezione di gioco che si svolge poco dopo l’incipit dell’avventura, e che vede la protagonista reclutare il suo primo compagno di squadra.
La sequenza ha offerto un antipasto tanto della trama di gioco quanto dei fondamentali del sistema di combattimento, nonché della componente esplorativa: People of Note offrirà un vasto mondo suddiviso in macro aree liberamente esplorabili: tra villaggi colmi di NPC con cui interagire, tesori nascosti, dungeon con annessi puzzle ambientali e combattimenti non banali, mette sul piatto un’offerta ludica variegata.
La commistione tra impianto da JRPG e immaginario musicale “occidentalofilo” (pop, rock, metal, progressive, elettronica, punk…) punta a un sincretismo che possa far breccia su un pubblico ampio. Vediamo come!
Let’s pop-rock!
Wishnov ci ha raccontato di aver riversato nel titolo le sue due anime lavorative: forte del suo background da ingegnere, e al tempo stesso di esperienze da voice actor in titoli quali League of Legends e Danganrompa 2×2 di prossima uscita, è anche un fan sfegatato dei JRPG team-based, da Chrono Cross a Final Fantasy, passando ovviamente per Dragon Quest.
L’idea alla base di People of Note è proprio la commistione di queste due anime: da una parte la profondità strategica dei giochi di ruolo alla giapponese basati sulla gestione del party, dall’altra la leggerezza e l’entusiasmo di una narrativa sopra le righe, fortemente incentrata sui rapporti tra personaggi scanzonati e vivacemente caratterizzati, confezionando il tutto con una storia fantasy che sia un grande omaggio alla musica leggera, con una evidente predilezione per i generi sviluppatisi nella seconda metà del Novecento in Europa e Stati Uniti.

People of Note ci mette nei panni di Cadence, un’aspirante cantante pop della città di Chordia che sogna di vincere il Notemerge Contest, passaporto verso la fama musicale eterna.
Tuttavia il processo di selezione non va a buon fine, e la ragazza si rende conto che le sue doti vocali non bastano: ha bisogno di una band formare una band con cui dar vita a sonorità nuove, in grado di colpire il pubblico.
Parte quindi alla volta di varie regioni del mondo, dalla città del rock Durandis a quella dell’EDM Lumina, alla ricerca di talentuosi musicisti da reclutare. Ma ben presto quella doveva essere solo un viaggio di reclutamento musicale si trasformerà in una missione per salvare il mondo da forze malvagie che vogliono portare dissonanze nell’armonico mondo di Note.
Il canovaccio di People of Note riprende molti luoghi comuni di stampo JRPG, a partire dall’arco trasformativo della protagonista che, da persona comune dotata solo di un particolare talento naturale, diventerà un’eroina scontrandosi con una forza oscura che minaccia il destino del mondo.
Un concetto che si applica bene anche alla fatica di intraprendere un percorso di carriera in ambito musicale, come può confermare chiunque ci abbia provato o ci stia provando oggigiorno.
Il tessuto di queste due anime narrative – l’epica fantasy da JRPG e l’estremamente verosimile ricerca di successo in ambito musicale – è il fondamento del concept di People of Note, con cui Iridium Studio ha l’ambizione di offrire un gioco di ruolo di ampio respiro che richiederà svariate decine di ore per essere completato (Wishnov ha dichiarato che durerà meno di Persona 5, ma senza specificare se intenda la Royal Edition o il gioco base!).
Un mondo di musica
La demo, della durata di circa 90 minuti, ha permesso di esplorare la città di Durandis in cui Cadence recluta il suo primo compagno, il rocker misantropo Fret, che metterà la sua chitarra elettrica al servizio della causa. Si tratta di un capitolo-tutorial che illustra tutte le principali meccaniche di gioco, dall’esplorazione al combat system. Partiamo dalla prima.

La città di Durandis è in realtà un piccolo villaggio arroccato sui picchi di un promontorio desertico che richiama i paesaggi e l’immaginario della Route 66: locande scalcinate e polverose, duri bikers dalle poche parole, rangers doppiogiochisti e un covo di individui poco raccomandabili immischiati in loschi affari. Tuttavia c’è anche spazio per una biblioteca pubblica, un emporio di punkettoni e ovviamente una zona palco per esibizioni live.
L’estetica fumettistica e colorata, un po’ Arcane un po’ Brutal Legend, unita a suggestioni urban fantasy memori di The World Ends With You, appare lontana dai canoni del JRPG, tuttavia di recente Clair Obscur: Expedition 33 ha dimostrato che il pubblico può essere ricettivo al cambiamento, se concepito nel segno della continuità.
E da questo punto di vista, è indubbio che le dinamiche esplorative di People of Note peschino a piene mani dal suo genere di riferimento: possiamo decidere se concentrarci sulla quest principale, evidenziata da obiettivi progressivi, oppure esplorare le location in cerca di compiti secondari, scrigni nascosti e negozi in cui rifarsi l’equipaggiamento.
C’è stata anche l’occasione di esplorare il primo dungeon del gioco: si tratta di un piccolo labirinto con combattimenti occasionali, tesori nascosti e un rompicapo spalmato su più stanze incentrato sull’orientamento di alcune parabole per trasmettere un fascio di energia attraverso un percorso a ostacoli.

Se da questo punto di vista il gioco non inventa nulla di nuovo, è proprio l’immaginario da fantasy musicale a offrire una ventata di freschezza.
I rimandi a band e musicisti reali abbondano, opportunamente celati dietro a doppi sensi nelle linee di dialogo o citazioni dirette negli asset grafici, oltre che esplicitati da occasionali commenti di Cadence qualora decidiamo di esaminare particolari elementi dello scenario.
Il director ha confermato che il gioco abbonda di riferimenti reali, che omaggiano i più disparati generi musicali, e che scovarli tutti sarà quasi un gioco nel gioco.
La musica è il vero valore aggiunto della produzione: lo studio è ricorso a cantanti e musicisti professionisti tanto per il voice acting quanto per la composizione della OST del gioco.
Ad esempio la protagonista Cadence è doppiata dall’attrice Heather Gonzales per le parti recitate, e dalla musicista LEXXE per quelle cantate. Allo stesso modo, Fret è doppiato da Jason Charles Miller, musicista e compositore che ha lavorato alla colonna sonora originale del titolo. E questo vale per molti membri del cast.
Inutile dire che le musiche che accompagnano l’avventura saranno “a tema” con i biomi che esploreremo di volta in volta – a Durandis le sonorità erano soprattutto rock, ma altrove saranno maggiormente elettroniche, rap o pop. Inoltre gli stessi pezzi presenteranno arrangiamenti differenti a seconda della situazione, e ci saranno musical numbers che sono vere e proprie sequenze da musical.
Insomma il gioco promette di essere musica per le vostre orecchie!
Il ritmo nel sangue
Se è vero che la forza dei JRPG migliori risiede spesso nella bontà del combat system, quello di People of Note sembra bilanciare bene semplicità d’uso e profondità strategica. Si tratta di un combattimento a turni, il cui ordine è sempre esplicitato a schermo in pieno stile Final Fantasy X.
Le azioni possibili spaziano dall’attacco base all’utilizzo di abilità specifiche (da scegliere tramite Gemme Melodiche equipaggiabili), con una serie di condizioni che possono alterare l’efficacia dell’uno e dell’altro, anche in virtù dell’ordine con cui vengono eseguiti.
Ad esempio, ci sono abilità più o meno efficaci a seconda che siano giocate a inizio o fine turno. Inoltre, ogni azione innesca un QTE che prevede di premere tasti a ritmo di musica, aumentando l’efficacia dell’azione stessa in caso di successo.

Non è finita qui perché il gioco prevede anche l’utilizzo di Gemme Remix, che fungono da veri e propri modificatori delle abilità, in grado di aggiungere effetti elementali, alterazioni di status, variazioni di attributi o abilitare condizioni particolari.
Queste pietre possono essere associate liberamente alle abilità che vogliamo, in base al numero di slot offerti dall’arma equipaggiata, e alla loro disposizione: un’arma può avere tanti slot di abilità ma pochi slot di gemme o viceversa, delegando al giocatore la scelta di come combinare tra loro le abilità, in modo simile al celebre materia system di Final Fantasy VII.
Il sistema di People of Note è però vincolato alla classe dei personaggi, che è fissa in partenza (a meno che non si possa cambiare in seguito?) e determina la tipologia di abilità equipaggiabili.
A tutto ciò si aggiungono attacchi speciali eseguibili al riempimento di un’apposita barra – l’equivalente delle limit break – e un classico sistema di equipaggiamento che tra armi, vestiario e accessori stimola alla creazione di build sempre più potenti.
D’altro canto i combattimenti che non devono essere presi sottogamba, anzi spingono ad usare ogni componente del sistema senza limitarsi a spammare l’attacco base. Il livello di difficoltà della demo è stato generalmente accessibile, ma il boss di fine quadro ha richiesto comunque una preparazione assennata per essere messo al tappeto.

I nemici più ostici infatti cambiano fase durante lo scontro, ampliando il roster delle azioni disponibili e diventando via via più letali, il che obbliga a pianificare attentamente le mosse, magari calcolando già a 1-2 turni di distanza, tenuto conto del cooldown di alcune abilità.
Oltre alla turnazione dei personaggi, infatti, c’è anche una sorta di ciclo elementale che, di turno in turno, aumenta l’efficacia di specifici tipi di danni/cure, diminuendone altri: siccome ogni abilità consuma mana, serve pensare bene non solo quale usare, ma anche in quale momento, per massimizzarne l’efficacia.
Il combat system è apparso quindi ben stratificato e sufficientemente complesso da non poter essere fruito in modo triviale, e ciò lascia ben sperare riguardo il bilanciamento del livello di sfida nel prosieguo dell’avventura.
In definitiva la prova di People of Note è stata positiva e mi ha lasciato con la curiosità di provare l’esperienza completa e a gennaio 2026 sono stati anche annunciati: Joe Zieja (Sharp), Erika Ishii e Amanda Angeles (Synthia) e Debra Wilson (Martell).
Bisognerà saggiarne la tenuta delle meccaniche sul lungo periodo, nonché valutarne compiutamente l’apparato tecnico, che in questa build era ancora provvisorio sia in termini di asset grafici che di stabilità e pulizia generale.