Pragmata Anteprima
Provata una sezione avanzata di Pragmata, il nuovo action sci-fi di Capcom: combattimenti frenetici e hacking evoluto, rendono il gioco un divertimento unico
Dopo anni di silenzio, rinvii e apparizioni sporadiche, Pragmata è finalmente tornato a mostrarsi in una forma molto più concreta. La nuova prova a cui abbiamo avuto modo di giocare non coincide con la demo “Skatchbook” già pubblicata sugli store, ma con una sezione più avanzata della campagna pensata per mettere in evidenza le meccaniche di combattimento più evolute, nuove armi e nemici più aggressivi.
Il risultato è stato sorprendentemente convincente: il titolo Capcom si è dimostrato solido, originale e soprattutto divertente, grazie a un sistema di gameplay che riesce a fondere azione, progressione e hacking in tempo reale con un ritmo sempre elevato.
C’è anche una notizia importante sul fronte dell’uscita: Capcom ha confermato che Pragmata arriverà il 17 aprile 2026, anticipando di una settimana la finestra di lancio inizialmente comunicata.

Una decisione che sottolinea il grande lavoro svolto dal team di sviluppo, soprattutto considerando i problemi che hanno afflitto il progetto nei primi anni, tra cambi di direzione, rinvii e una lunga fase di silenzio che aveva addirittura fatto temere per il futuro della nuova IP. La build provata, invece, mostra chiaramente un gioco ormai rifinito e vicino alla versione finale.
Ambientato in una stazione di ricerca lunare controllata da un’intelligenza artificiale ostile, Pragmata segue la collaborazione tra l’astronauta Hugh e l’androide Diana, coppia che costituisce il fulcro sia narrativo sia ludico dell’esperienza.
Il gioco si presenta come un action-adventure in terza persona in cui il combattimento tradizionale si intreccia costantemente con un sistema di hacking da utilizzare in tempo reale durante gli scontri, supportato da una struttura di progressione sorprendentemente completa.

Pragmata Anteprima | Più pressione, più nemici, meno margine di errore
Come già scritto in apertura, la sezione provata si colloca chiaramente più avanti rispetto alla demo distribuita nei mesi scorsi.
Se quella versione serviva soprattutto a introdurre le basi del sistema di gioco, il nuovo segmento mostra come Pragmata cambi ritmo quando il giocatore ha accesso a più strumenti, nuove abilità e nemici più complessi.
Fin dalle prime fasi si percepisce una maggiore pressione: i robot non si limitano più ad attaccare frontalmente ma utilizzano scudi, contromisure elettroniche e movimenti più aggressivi per impedire a Diana di hackerarli con facilità.
In alcuni casi è necessario interrompere il minigioco di hacking per schivare attacchi improvvisi, per poi riprendere immediatamente ad hackerare.
Il sistema di combattimento continua a ruotare attorno all’idea dell’hack-and-shoot: le armi da fuoco di Hugh da sole non sono sufficienti per abbattere i nemici più resistenti, e solo dopo un hack riuscito è possibile esporre i punti deboli e infliggere danni reali.
Nella build provata, però, questa formula viene spinta molto più in avanti, costringendo il giocatore a gestire contemporaneamente movimento, mira e hacking senza mai potersi permettere di rallentare il ritmo.

Nuove armi e più opzioni tattiche
Uno degli aspetti più interessanti della prova è stata la possibilità di utilizzare diverse armi non presenti nella demo iniziale, ognuna con caratteristiche pensate per interagire direttamente con il sistema di hacking e con il comportamento dei nemici.
Tra le novità spiccava il Charge Piercer, un fucile perforante in grado di infliggere danni elevati anche contro le unità più corazzate, particolarmente utile per aprire rapidamente una finestra d’attacco prima di avviare l’hacking.
Accanto a questo abbiamo potuto provare il Decoy Generator, una pistola speciale che genera un ologramma capace di distrarre temporaneamente i robot, permettendo di muoversi con maggiore libertà o di completare le sequenze di hacking senza essere interrotti.
La terza arma introdotta nella prova è probabilmente la più interessante dal punto di vista delle meccaniche: la Stasis Net, un dispositivo che rallenta il tempo per pochi secondi all’interno di un’area limitata.
Questo effetto si rivela fondamentale contro i nemici più aggressivi, perché consente di affrontare con maggiore precisione gli hacking più complessi o di colpire punti deboli difficili da raggiungere a velocità normale.
Si tratta di strumenti molto diversi tra loro, che non servono semplicemente ad aumentare la potenza di fuoco ma che modificano concretamente l’approccio agli scontri.
Alcune armi risultano più efficaci contro determinati nemici, mentre altre permettono di controllare il ritmo della battaglia, creando opportunità per hackerare in sicurezza od ottenere vantaggio tattico nelle situazioni più caotiche.

Progressione, upgrade e hub centrale
Oltre al sistema di combattimento, la prova ha mostrato anche una struttura di progressione piuttosto articolata. Durante l’avventura è possibile ottenere punti esperienza e risorse utili per migliorare diversi aspetti dell’equipaggiamento, dalla tuta di Hugh all’arma primaria, fino alle abilità di hacking di Diana.
Gli upgrade permettono di aumentare la resistenza, migliorare la potenza di fuoco, ridurre il tempo necessario per completare gli hack e sbloccare nuove funzioni utili contro i nemici più avanzati. Questa componente diventa particolarmente importante nelle fasi più difficili, soprattutto negli scontri contro i boss, dove arrivare preparati fa una grande differenza.
Tornare all’hub e usare i Cabin Points per personalizzare la base
La progressione è legata anche a un hub principale in cui è possibile tornare periodicamente tra una missione e l’altra. Qui si possono gestire gli upgrade, modificare l’equipaggiamento e personalizzare l’ambiente grazie ai Cabin Points, una valuta che permette di sbloccare miglioramenti permanenti e nuove opzioni di supporto.
Questa struttura incentiva a tornare spesso alla base, non solo per prepararsi agli scontri più difficili, ma anche per ottimizzare la build del personaggio in base al tipo di nemici che si stanno affrontando.
Modificare e costruire armi con un sistema semplice e intuitivo
Durante la prova è stato possibile anche modificare le armi, migliorarle e costruirne di nuove utilizzando le risorse raccolte nelle missioni. Il sistema di crafting e potenziamento è stato pensato per essere semplice e intuitivo, senza complicare inutilmente la gestione dell’equipaggiamento, ma lasciando comunque spazio alla personalizzazione.
Questo rende la progressione molto fluida: si sale di livello, si torna all’hub, si potenzia l’equipaggiamento e si riparte, in un ciclo che funziona bene e che aiuta a mantenere sempre alto il senso di crescita del personaggio.

Nemici più intelligenti e difese anti-hacking
La build avanzata introduce anche nemici più reattivi, dotati di sistemi difensivi pensati per contrastare direttamente l’hacking di Diana. Alcuni robot sono protetti da barriere che impediscono l’intrusione immediata, per cui è necessario prima distruggere componenti secondari o colpire punti specifici per aprirsi una finestra d’azione.
Altri avversari interferiscono attivamente con l’interfaccia, aggiungendo ostacoli nel percorso del minigioco o riducendo il tempo disponibile per completarlo. Questo obbliga a muoversi continuamente sul campo di battaglia, mantenendo sempre sotto controllo sia la posizione di Hugh sia la griglia di hacking.
È proprio in queste situazioni che Pragmata mostra il suo lato più originale: il gioco costringe a gestire due sistemi contemporaneamente, creando una tensione costante e un ritmo che rimane alto per tutta la durata degli scontri.

Lo scontro conclusivo mette alla prova tutte le meccaniche
La sezione provata si conclude con una boss fight particolarmente impegnativa, probabilmente collocata in una fase avanzata della campagna. Il nemico utilizza più fasi, cambia schema d’attacco e obbliga a sfruttare tutto ciò che il gioco ha insegnato fino a quel momento, compresi upgrade, armi speciali e abilità di hacking avanzate.
Tra schivate, hacking sotto pressione e gestione dell’equipaggiamento, lo scontro riesce a mantenere alta la tensione fino alla fine senza risultare confuso, dimostrando che il sistema di combattimento regge anche quando viene portato al limite.
Il RE Engine continua a dimostrarsi una garanzia
Dal punto di vista tecnico, Pragmata fa un’ottima impressione. La stazione lunare è resa con grande cura, gli effetti dell’hacking sono chiari e leggibili e le animazioni risultano fluide anche nei momenti più caotici.
Tutto lascia pensare a una produzione ormai vicina alla versione finale, e la scelta di anticipare l’uscita al 17 aprile sembra confermare la fiducia del team nel lavoro svolto dopo un periodo di sviluppo non semplice.

Dopo anni complicati, Pragmata sembra finalmente pronto
Considerando i problemi che hanno accompagnato lo sviluppo nei primi anni, il risultato visto in questa prova è particolarmente incoraggiante. Il gioco appare maturo, rifinito e con un’identità molto chiara.
Se il resto dell’avventura manterrà questo livello, Pragmata potrebbe davvero diventare una delle nuove IP più riuscite di Capcom degli ultimi anni. Per ora le sensazioni sono decisamente positive: il gioco è solido, divertente, originale — e finalmente pronto a dimostrare quanto vale.
Con l’uscita fissata al 17 aprile, l’attesa potrebbe essere più breve del previsto.
Pragmata Story Trailer con nuova data
Un nuovo trailer di Pragmata mostra le novità di gameplay e la nuova data d'uscita