Resident Evil 9 Requiem Provato per 3 ore

L'incubo di Grace e Leon analizzati pad alla mano

Si è tenuto da poco uno showcase di Resident Evil Requiem che mostrava e raccontava qualcosa in più sul gioco, nello specifico rivelando l’atteso gameplay di Leon, che sancisce il suo ritorno nella serie dopo Resident Evil 6. Chiaramente lo showcase è stato molto striminzito, una decina di minuti con annesse pubblicità di Porsche e orologi, lasciando la gente un po’ a bocca asciutta.

Fortunatamente, però, Capcom ha organizzato un incontro di prova con la stampa e gli influencer per permetterci di giocare il titolo per ben tre ore, al fine di esplorare il gameplay di Leon e approfondire quello di Grace, che avevo già raccontato attraverso la prova della demo alla Gamescom 2025.

Resident Evil 9 Requiem Provato

Ci tengo a rassicurarvi che non troverete spoiler di trama in questa anteprima, in quanto io stesso mi sono preoccupato di saltare quasi tutti i filmati per arrivare al day one cercando di sapere il meno possibile.

Leon è sicuramente quello più facile da raccontare, visto che eredita quanto fatto con il remake di Resident Evil 4, ampliando la componente action e dando all’ex poliziotto di Raccoon City nuove possibilità per massacrare letteralmente i suoi nemici. Vi basti pensare che ora può raccogliere alcune armi utilizzate dai mostri, e parleremo anche di questo dettaglio, per usarle contro di loro.

Una meccanica che potrete testare sin dal primo momento in cui controllerete Leon, affrontando uno zombie armato di motosega che, una volta eliminato, la lascerà cadere, permettendo così di raccoglierla e usarla contro l’ondata di non morti che arriverà da lì a breve. Sembrava quasi di giocare a Chainsaw Lollipop, per chi conosce il titolo.

Piccolo aneddoto, che a quanto pare è successo solo a me in questa fase di gioco. Eliminato lo zombie con la motosega, quest’ultima ha iniziato a impazzire nello scenario, rendendola non solo impossibile da raccogliere, ma di fatto uno dei nemici più ostici e potenti del gioco.

Non c’era verso di avvicinarmi senza subire danni e, inoltre, si muoveva impazzita per tutta l’area di gioco, continuando a danneggiarmi mentre ero alle prese con altri zombie, che tra le altre cose la raccoglievano a loro volta e la riutilizzavano contro di me.

Il caro vecchio Leon

Non mancheranno i classici calci volanti quando si stordiscono i nemici, tendenzialmente colpendoli al volto o alle ginocchia, ma questa volta ci sono molte più azioni contestuali all’ambiente. Spesso, quindi, Leon userà l’ambiente a suo favore per uccidere i nemici nel peggior modo possibile.

E proprio parlando di violenza, lasciatemi dire quanto Resident Evil Requiem sia straordinariamente gore e splatter, in maniera sensibilmente più opprimente e quasi disturbante rispetto ai precedenti capitoli della serie.
Ovviamente, proseguendo, l’arsenale continuerà ad espandersi e torneranno anche le possibilità di potenziare alcune peculiarità delle armi, come mira, potenza e capacità, equipaggiando accessori come accadeva nel quarto capitolo, ma la vera novità è l’accetta, che sostituisce il coltello di RE4.

Possiamo parare, contrattaccare, uccidere in stealth e dare colpi finali, con l’unico costo di doverla affilare di tanto in tanto per ripristinare la barra della durabilità.

Ho avuto modo di affrontare anche una boss fight con Leon, ma non l’ho trovata particolarmente stimolante o innovativa, in quanto bisognava sparare con il fucile a pompa fino a far crollare il nemico e poi accettarlo in faccia, ripetendo l’operazione quattro o cinque volte e cercando di scappare nei momenti più opportuni o per recuperare munizioni. Veniamo ora a Grace, che è il personaggio con cui ho giocato di più e che ha più cose interessanti che devo assolutamente raccontarvi, quindi preparatevi.

Grace è il ritorno di Resident Evil

Cominciamo con un’affermazione importante: la parte con Grace è DIFFICILE. L’ho giocata a difficoltà Normale e, nonostante questo, ho fatto diversi game over, perché mi ostinavo a giocare Grace come ho sempre giocato tutti gli altri Resident Evil, specialmente i classici, ovvero ammazzando tutto per poi dedicarmi all’esplorazione.

Questa cosa non si può più fare, per il semplice motivo che le munizioni non bastano a far fuori tutti i nemici, quindi dovrete armarvi di pazienza e pianificare ogni singola azione e movimento. Prima di addentrarmi e approfondire quanto appena detto, è necessario fare una premessa importante. In Requiem gli zombie non sono i classici non morti che abbiamo imparato a conoscere negli anni, ma si trovano in uno stadio in cui conservano ancora una sorta di coscienza di sé e di ciò che facevano da vivi.

Questo li porta a eseguire in maniera ossessiva azioni di routine che svolgevano in vita, come macellare la carne, pulire, spegnere le luci, cantare e addirittura guidare.

Non entrerò nel dettaglio di tutti gli zombie che ho incontrato, ma posso assicurarvi che la varietà e l’unicità di alcuni di essi è spaventosa, in tutti i sensi.

In virtù di quanto detto, risparmiare munizioni è fondamentale e, pertanto, è consigliabile capire come superare questi zombie trovando delle strategie o semplicemente ignorandoli, anche a costo di sacrificare l’esplorazione o l’ottenimento di un determinato oggetto.

Bisogna accettare il fatto che combattere debba essere l’ultima risorsa e, anche qualora gli zombie vi inseguissero, accettare di correre o di esplorare in fretta, lasciandosi alle spalle alcune aree. Mi rendo conto che i perfezionisti vorrebbero ripulire tutte le stanze con calma, come si faceva un tempo, ma questo Requiem non ve lo permette più. Accettate di andare avanti e di tornare quando sarete più preparati e sicuri delle vostre risorse.

Quando ho iniziato a usare l’approccio corretto, ho finalmente preso il controllo della mia partita, ed è stato molto soddisfacente.

Ma volete sapere il bello? Gli zombie non sono le uniche creature che ci perseguiteranno, perché torneranno anche i cosiddetti stalker, sulla falsa riga di Mr. X, Nemesis e Dimitrescu.

Uno lo avevamo già imparato a conoscere nel prologo di Grace, ma nelle due ore che ho giocato ne ho incontrati altri, magari più limitati e meno iconici, ma sicuramente efficaci. Ho provato a eliminarli senza successo, ma sono convinto che non sia impossibile, grazie a uno strumento specifico ottenibile attraverso una delle novità introdotte da Requiem.

Attraverso un estrattore di sangue infetto, infatti, è possibile utilizzare quest’ultimo come materiale di combinazione per il crafting. Oltre a creare munizioni e altri oggetti già noti nei capitoli precedenti, in Resident Evil 9 il sistema di crafting è diventato leggermente più stratificato.

È possibile creare diversi oggetti, ma questi richiedono dei progetti da analizzare attraverso microscopi laser, disponibili solo in un paio di stanze. L’analisi dei progetti passa per un minigioco purtroppo piuttosto fastidioso e ripetitivo, che smorza un po’ il ritmo, ma una volta superato potrete creare i vostri oggetti speciali in qualsiasi momento, a patto di avere le risorse necessarie.

Tra questi c’è l’iniettore di sangue infetto, che, se usato contro i nemici, li farà letteralmente implodere. Nel caso degli stalker, per quel poco che ho potuto provare, probabilmente saranno necessari più tentativi. Tra l’altro, l’iniettore rappresenta l’unico modo per Grace di eseguire attacchi stealth, a differenza di Leon, che può sempre contare sull’accetta.

Un aspetto che non ho ancora menzionato riguarda la location che fa da sfondo alle prime peripezie di Grace e Leon, ovvero un ospedale psichiatrico che nasconde segreti in grado di richiamare fortemente Villa Spencer o la stazione di polizia.

Finalmente siamo tornati ad avere un’ambientazione ricca di enigmi da risolvere, chiavi da trovare e gemme da incastonare, con abbondante backtracking e continui viaggi verso i bauli in cui depositare gli oggetti per gestire lo spazio nell’inventario.

Come in Resident Evil 7 e Village, esistono inoltre sistemi per espandere lo zaino e potenziare le statistiche di Grace, principalmente salute e potenza di fuoco, che richiedono l’ottenimento di monete da utilizzare in apposite vetrine che custodiscono questi potenziamenti.

Queste tre ore con Resident Evil Requiem sono state rivelatorie per il sottoscritto. Sebbene la parte con Leon non mi abbia granché sorpreso, resta indiscutibilmente valida e divertente da giocare, ma distante dal mood e dall’atmosfera a cui eravamo stati abituati con i due capitoli precedenti. Quella di Grace, invece, è stata sorprendente, qualcosa che davvero non mi aspettavo.

Dopo trent’anni passati a giocare a Resident Evil, trovarmi a cambiare approccio e modo di giocare pur mantenendo i capisaldi della serie è stato emozionante e stimolante. Non avrei mai creduto fosse possibile.

Non so cosa aspettarmi né dalla trama né dagli scenari successivi, specialmente nelle parti finali, dove Resident Evil tende a perdere il freno, ma se dovesse mantenere il ritmo e la qualità di queste tre ore potrebbe facilmente diventare uno dei capitoli più promettenti dell’intera serie.

Sarà difficile aspettare le poche settimane che mi separano dall’uscita del gioco, che ricordiamo arriverà su PS5, Xbox Series, PC e Switch 2.

Abbiamo provato Resident Evil 9 Requiem per 3 ore... ed è DIFFICILE!

L'anteprima di Resident Evil 9 Requiem è scritta da Jgor Masera e doppiata ed editata da Enrico Andreuccetti.

Vai alla scheda di Resident Evil Requiem
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