[MOBILE GAME] I 5 giochi più originali per Android ed iOS

Per inaugurare questa rubrica dedicata esclusivamente al mobile gaming, ho deciso di stilare una breve top 5 dei giochi per piattaforme mobili più innovativi, originali e strani comparsi negli ultimi anni. Trovo infatti che per introdurre un pubblico perlopiù avvezzo a titoli cosiddetti “hardcore” all’universo videludico mobile, sia opportuno stilare una classifica dei titoli che, attraverso il loro livello di sperimentazione, originalità e bellezza estetica – anche l’occhio vuole la sua parte – rendono questa dimensione del gaming unica a suo modo. Senza perdersi troppo in chiacchiere, ecco la top 5 dei giochi più originali disponibili su piattaforme iOS ed Android.

5) PolyFauna
  top 5 giochi originali android ios

« No alarms and no surprises »

Quale miglior modo per iniziare questa lista dei videogiochi più innovativi degli ultimi anni se non con un gioco ideato da una delle band più innovative degli ultimi vent’anni ? PolyFauna rappresenta il debutto sul mercato mobile games da nientepopodimenoche i Radiohead, la band di Thom Yorke, che ha collaborato con la casa di produzione Universal Everything per dar vita a quest’esperienza visiva e sonora.

“Giocare”, se così si può dire, a PolyFauna è un’esperienza simile ad assistere per la prima volta a della performance art, risvegliarsi all’interno di una galleria di arte contemporanea o assistere a una proiezione di Inland Empire di David Lynch. O fare tutte queste cose allo stesso tempo. Dai Radiohead, d’altronde, non potevamo aspettarci di meno.

Il gioco non-gioco, ideato a seguito delle registrazioni di King of Limbs, l’ultimo album della band, si piazza decisamente all’interno della categoria sperimentale. Lo “scopo” è quello di esplorare questo campo visivo e sonoro in 3d utilizzando l’accelerometro del telefono come controller, spostandosi in un universo a dir poco onirico, scandito dalla musica della band inglese. L’ambientazione, basata sul calendario lunare, cambia ogni giorno, insieme agli elementi del paesaggio quali meteo, colori e fase lunare.

Un’esperienza particolare ed ipnotica, che porterebbe PolyFauna al primo posto di questa classifica dei giochi più innovative se solo il gameplay fosse più sviluppato e intrigante. Per i fan della band, un’esperienza sicuramente da provare.

4) Shadowmatic

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Chi non conosce la forma d’arte delle ombre cinesi? Questa tecnica di arte figurativa vanta una tradizione millenaria e grazie a Triada Studio Games, la sua storia può finalmente approdare sulle piattaforme mobili. Shadowmatic è un gioco di ombre e luce, nel quale il giocatore ha il compito di ruotare delle figure in 3d, una sorta di UFO non meglio definiti, al fine di proiettare l’ombra di un oggetto, un animale, una cifra o un simbolo sul muro di diverse stanze. Una barra nella parte inferiore dello schermo indica – a seconda dei casi – la vicinanza o la lontananza dall’obiettivo da raggiungere.

Shadowmatic si struttura seconda una successione di livelli a tema a difficoltà crescente : ogni tema – da animali a giocattoli d’infanzia – ha una stanza apposita. Inoltre, il timer terrà conto del tempo necessario al giocatore per completare il livello, assegnando in base ad esso i punti.

Il gioco merita di far parte della classifica per l’originalità, il bel design e l’interfaccia stimolante. Vincitore dell’Apple Design Award 2015, oltre che del premio Apple al migliore gioco nello stesso anno, Shadowmatic è uno dei miei preferiti perché dimostra la volontà, da parte di Triada Studios di proporre un prodotto davvero elegante ed innovativo in una categoria di videogiochi che ha sofferto gli spettri della monotonia e della ripetitività negli ultimi anni.

3) Race the Sun

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« In the end, the sun always wins »

La categoria endless runner divide il pubblico di gamer in due grandi gruppi : chi li trova frustranti e chi passerebbe ore a migliorare il proprio record sottoponendosi a un’infinita corsa contro gli avversari nella classifica globale.

Dimenticatevi Temple Run, Subway Surfers e compagnia. Race the Sun è l’endless runner a cui giocare. In uno scenario che potrei descrivere solamente come geometrico e post-apocalittico ma di gusto estetico indubbiamente meritevole, il giocatore è al controllo di un non meglio identificato veicolo spaziale ad energia solare. Lo scopo del gioco è, come in ogni altro endless runner, di evitare ostacoli, raccogliere punti e bonus al fine di ritardare il tramonto del sole, che coincide, ovviamente, con l’interruzione della vostra corsa – siete alimentati dall’energia solare d’altronde.

Flippfly, casa di produzione indipendente fondata dai fratelli Forest e Aaron San Filippo, si propone di creare videogiochi “innovativi, divertenti ed onesti”. Se l’endless runner è un genere che esiste da anni ed anni, Race the Sun è forse uno dei pochi a dar senso a una corsa infinita e a proporre una vera variazione sul tema. Le ottime recensioni parlano da sole d’altronde.

Oltre all’aspetto « record » il gioco vi stimola a sbloccare vari livelli, con nuove ambientazioni e nuovi ostacoli. Andando in avanti, avrete anche la possibilità di personalizzare la vostra navicella spaziale, aumentandone la velocità e la destrezza. PS. Race The Sun è disponibile per iOS e Android, ma anche per Windows, Playstation, Wii, Linux ed OS X.Monument Valley.

2) Monument Valley

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«  Un viaggio illusorio alla ricerca del perdono attraverso architetture impossibili  »

Come descrivere questo meraviglioso puzzle game? Prodotto e sviluppato dallo studio indipendente Ustwo, Monument Valley è un gioco di surreale esplorazione attraverso un universo fatto di architettura visionaria e geometria impossibile. Pubblicato nel 2014, Monument Valley ha vinto i premi al miglior design e al miglior gioco da parte della Apple nel 2014 e due BAFTA awards: uno al miglior gioco in lingua inglese e uno al miglior gioco per piattaforme mobili. Questa collezione di riconoscimenti dovrebbe essere sufficiente a stimolare la curiosità di qualsiasi giocatore. D’altronde, è molto più semplice elencare il pedigree del gioco piuttosto che descrivere il gameplay vero e proprio, molto più semplice ed intuitivo da comprendere in prima persona.

UsTwo productions, sviluppatrice nipponica di giochi per piattaforme mobili, è riuscita in un difficile compito : creare un puzzle game che non sia un semplice rompicapo ma una storia affascinante con un personaggio misterioso, una trama e uno sviluppo. A differenza di colleghi come 2048, Candy Crush o Dots l’aspetto « puzzle » non è un fine ma un mezzo. Da un punto di vista puramente tecnico, la grande intuizione di UsTwo ha un risvolto interessante : come per Shadowmatic, Monument Valley ha la capacità di attirare i giocatori verso una categoria di gaming un po’ obsoleta, che negli ultimi anni ha visto susseguirsi titoli perlopiù monotoni, continuando a stimolare la loro immaginazione attraverso un universo di costruzioni geometriche mobili, dove il giocatore accompagna Ida, « la principessa silenziosa » protagonista di questa avventura architettonica.

Il gioco si struttura a livelli, progressivamente più laboriosi e complicati. Andando avanti, il gioco introduce nuovi personaggi, nuovi ostacoli e nuovi trabocchetti architettonici, chiarificando la storia della protagonista Ida e del bizzarro universo in cui si trova a vagare. Per proseguire, il giocatore dovrà risolvere puzzle architettonici che sfruttano la geometria isometrica, permettendo alla principessa di camminare attraverso porte, scale e prospettive illusorie.

Monument Valley si piazza al secondo posto per la sua affascinante storia, il suo bel design ed il gameplay stimolante.

1) Her Story

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« … they’re just that, stories »

Gli amanti di serie TV del genere Twin Peaks o di film come Gone Girl ameranno questo gioco, che per la sua originalità e per il livello di sperimentazione, è molto difficile da definire se non proprio come “sperimentale”, l’aggettivo più consono per questa detective story / film interattivo.  Her Story nasce dalla volontà del suo creatore Sam Barlow (che ha lavorato su alcuni titoli del franchise Silent Hill nel passato) di dar vita a un gioco del genere “poliziesco” dove il giocatore è responsabile delle indagini e dove il “dialogo” e l’interazione tra i protagonisti sono gli elementi principali.

All’inizio di Her Story, il giocatore si trova di fronte un vecchio computer, il cui programma chiave è il « L.O.G.I.C. Database » contenente 271 video da visionare. Più precisamente, si tratta di 271 estratti di interrogatori ad Hannah Smith, fermata dalla polizia riguardo la sparizione del suo compagno Simon Smith. Lo scopo del gioco è capire cosa è successo la notte della sparizione di Simon visionando le varie interviste all’interno del database, servendosi di parole chiave e di indizi menzionati nei precedenti video per proseguire. Si tratta quindi di un’investigazione psicologica che crea un’esperienza di gioco del tutto inedita malgrado l’apparente minimalismo dell’interfaccia di gioco.

Il finale di Her Story è quindi determinato dal giocatore stesso, similmente a quanto accade in videogiochi come Until Dawn. Forse « anti-videogame » è la definizione più corretta per questo titolo, ma l’originalità narrativa, la dimensione per cosi dire « meta-ludica » ed il finale aperto rendono questo gioco unico nel suo genere, dando agli appassionati del genere poliziesco una vera alternativa ai più tradizionali sparatutto in prima o terza persona, dove l’investigazione vera e propria è talvolta subordinata al “fare fuori”.

Her Story è sorprendente, e si merita il primo posto perché malgrado la sua apparente semplicità, sfrutta e rappresenta il potenziale dei mobile game 2.0: 20 anni dopo il debutto di Snake sugli ormai obsoleti nokia, i videogiochi per cellulare hanno decisamente superato le aspettative di chiunque ; Her Story ne è testimonianza.

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