Back in Time – Helldivers

Tuffiamoci nell'Inferno.

Oggi Back in Time vi parla di un titolo abbastanza recente (spegne in questi giorni la sua sesta candelina), anche se ormai pienamente old gen: si tratta di Helldivers, shooter di Arrowhead Game Studios pubblicato nel marzo del 2015 da Sony su PlayStation 3 e PlayStation Vita e uscito pochi mesi dopo su PlayStation 4 e, infine, su PC. Non fatevi ingannare dai tentativi – perché di tentativi si tratta, non c’è niente che faccia minimamente ridere – di humour visti nella presentazione e nel design di Helldivers: lo sparatutto SCE è tutto tranne che “una passeggiata nel parco”, la quale rappresenta, incidentalmente, il livello di difficoltà più basso offerto dal titolo.

Nonostante l’ispirazione, assolutamente non nascosta, presa da uno dei capolavori del cinema e della letteratura sci-fi “leggera” come Starship Troopers, la realtà di Helldivers è dura e cruda e non fa prigionieri. Verremo catapultati all’interno di una tremenda guerra tra gli umani, raffinati abitanti della Super Terra (…) e tre fazioni aliene: gli Insetti, i Cyborg e i misteriosi Illuminati. Non aspettatevi cutscene o una storia intrigante: l’unico riferimento alla lore del titolo viene dalle schermate di caricamento e, soprattutto, dalla mappa nella quale scegliere il pianeta e la missione da affrontare.

Come già visto in passato in altri titoli online, in Helldivers i risultati delle sfide che affronteremo, siano esse in solitaria o in multi, influiranno sul risultato della guerra globale contro le sopracitate razze aliene. Un metagame che servirà a dare un po’ di pepe al gioco, il quale risulta per il resto molto blando e poco ispirato artisticamente. Le decine di livelli presenti si assomigliano moltissimo – a parte per i cambi di ambientazione tra i classici deserti, foreste e ghiacciai – e sono di dimensioni davvero risicate; il design dei nemici è banale e solo ai livelli alti di sfida qualche creatura più imponente o creativa farà capolino.

Helldivers

Un altro elemento chiave come la personalizzazione e equipaggiamento del personaggio si presenta con risultati alterni: ci sono sicuramente molte armi, molti perk, i tutti migliorabili e da sbloccare nel tempo, ma l’assenza di classi e le poche opzioni cosmetiche lasciano un po’ a desiderare. Quello che funziona, fortunatamente, è il gameplay a doppio analogico, davvero solido e ben fatto. La squadra, giocando insieme, dovrà collaborare per portare a termine semplici obbiettivi, prima di venire recuperati da una nave amica. Il tutto, ovviamente, cercando di portare a casa lo scalpo di più bestiacce possibile, senza disdegnare un approccio stealth di tanto in tanto, evitando qualcuno dei tremendi scontri a fuoco. Nella maggior parte dei momenti, tutto funzionerà alla grande e vi divertirete parecchio, magari con qualche amico sul divano con voi (attenzione però, la co-op locale non è delle più intuitive e veloci e, per partecipare al metagioco, richiede un account PSN per tutti i giocatori, N.d.R.); peccato che, in altre situazioni, la produzione Arrowhead presenti dei problemi di ritmo. Capiterà parecchie volte di ritrovarsi in zone o troppo affollate dalle quali la fuga sarà impossibile o, al contrario, aspettare minuti fitti prima di veder spuntare un nemico.

Descritto così Helldivers sembra un gioco come tanti. Certo, vi assicuriamo che si tratta di qualcosa di davvero difficile, ma niente che non abbiate già affrontato in questi ultimi anni. Giusto? A peggiorare, e tanto, le cose, arriva il temibile fuoco amico. Pensavate di affrontare insettoni su pianeti lussureggianti con una sigaretta in bocca, sparando a tutto quello che si muove senza farvi troppe domande? Beh, dimenticatevelo: in Helldivers la componente tattica e strategica sarà preponderante, per evitare di finire le missioni in un bagno di sangue dopo pochi secondi, visto che ogni colpo sparato potrebbe finire nel carapace di un insettone gigante come da programma, ma anche nella testa di un altro Helldivers. Considerate il caos di partite a quattro giocatori ai livelli più impegnativi: evitare di colpire gli alleati sarà il diktat da seguire per tutto il team, a costo di fallimento della missione.

Helldivers

A rendere il tutto più complesso e tattico arrivano gli Stratagemmi, in pratica dei drop di oggetti, veicoli o aiuti richiamabili in tempo reale durante le battaglie. Attivati tramite un intelligente e originale sistema che coinvolge stringhe di comandi da replicare sul d-pad, gli Stratagemmi faranno spesso la differenza tra vittoria e sconfitta. Ricariche di munizioni, bombardamenti aerei, torrette, armi aggiuntive o magari veicoli e fortissimi mech: ogni giocatore dovrà scegliere prima del lancio di una missione le armi adatte per sterminare la “popolazione” locale. Utili in single player, gli Stratagemmi risulteranno chiave nelle partite in multi, specialmente per proteggere o rivivere i propri compagni.

Esiste tuttavia un lato negativo della medaglia, in quanto ogni potenziamento richiesto giungerà sul campo di battaglia tramite una capsula lanciata dallo spazio, un po’ come i Titani di Titanfall o le truppe ODST di Halo. Anche in questa meccanica tuttavia Helldivers dimostrerà la sua vena hardcore, in quanto persino gli effetti o il drop stesso degli Stratagemmi rispetterà le regole del fuoco amico. Piazzare una torretta per esempio potrebbe significare vittoria ma anche una morte molto veloce se ci troveremo nel range del suo fuoco. Un ulteriore consiglio: cercate di non stazionare troppo vicino al punto d’estrazione mentre attendete lo shuttle…

Helldivers

Prima di tirare le somme ci sentiamo di approfondire la versione Playstation Vita del titolo, testata a parte e disponibile a tutti gli acquirenti PS4 tramite cross-play. Sfortunatamente, sia da un punto di vista tecnico che di gameplay, l’incarnazione portatile di Helldivers si dimostra la peggiore del lotto. In primis, il già non impressionante lavoro tecnico svolto su PS4 viene semplificato esageratamente per un hardware comunque più che capace come quello di PS Vita. Anche andando al di là della grafica, la mappatura dei comandi, la quale sfrutta il touch screen posteriore per lanciare granate e ricaricare, si dimostra sub-par e poco intuitiva. Certo, non è che Arrowhead potesse costruire altri due tasti per la console da passeggio, ma forse qualcosa di meglio si sarebbe potuto pensare: nei momenti concitati vi sfidiamo a ricaricare e lanciare granate con la precisione richiesta.

Precisione, questa sconosciuta: anche per quanto riguarda la mira, i solo decenti analogici di Vita ci donano un’esperienza decisamente meno precisa rispetto al classico joypad. Helldivers resta giocabile, sì, ma la sensibilità degli stick di Playstation Vita impedisce di essere competitivi con gli utenti PS3 e 4. Poco casualmente, la sezione del tutorial dedicata ai tiri di precisione è stata ignorata sulla piccola di casa Sony…

Helldivers

A chiudere il poco edificante pacchetto, la natura sempre connessa del titolo Arrowhead significa che ogni volta che metteremo in stand-by la console – qualcosa che succede molto spesso – verremo riportati alla schermata dei titoli e dovremo riaccendere ai server per riprendere la partita. E ciò non succede solo durante le missioni, ma anche nei momenti più rilassati spesi nell’hub di gioco.

Tornando all’analisi del resto del pacchetto, dobbiamo confessare come Helldivers non ci abbia fatto sognare nei comparti tecnici. La risicata dimensione delle ambientazioni e la quasi totale assenza di effetti particellari di livello stonano abbastanza nella next-gen di Playstation 4. Se a ciò va aggiunta la triste scelta nella palette di colori e i menu che ricordano molto da vicino quelli di un titolo mobile, il quadro visivo di Helldivers, sebbene non tragico, non ci ha convinto davvero. Tutto considerato però, la grafica e il sonoro rimangono elementi abbastanza secondari all’interno di un’esperienza concentrata sul gameplay nudo e crudo come questa; tuttavia restano caratteristiche importanti che impediscono ai ragazzi di Arrowhead Studios di imporsi come avrebbero forse voluto.

Helldivers


È mancato davvero poco a Helldivers per diventare una piccola gemma del PSN. Nel caso decidiate di farlo vostro, probabilmente vi divertirete parecchio, soprattutto se saprete gestire le vostre ore con la produzione Arrowhead e se giocherete in cooperativa. Tuttavia, si sente una mancanza di identità e stile generale che deprime tutto il resto del pacchetto.

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