Back in Time – Sparkle Unleashed

Un simpatico puzzle game per finire l'estate in serenità.

Nell’affollato panorama dei marble shooter, Sparkle non è certo il primo arrivato: il capostipite della serie, infatti, fece il suo esordio alcuni anni dopo il celebre Zuma (già analizzato in questa rubrica), da cui non si discosta molto. Questa somiglianza non impedì al gioco di raggiungere il successo, che portò 10tons a sviluppare un secondo episodio, uscito su quasi tutte le piattaforme esistenti all’epoca. Tranne quelle Microsoft.

Sparkle Unleashed, terzo capitolo della serie, fu il primo a debuttare su console Microsoft, uscendo su Xbox One (versione testata) nel 2015, con oltre un anno di ritardo rispetto alle versioni iOS, Android e compagnia cantante. Il port più recente del gioco è quello per Nintendo Switch, pubblicata nel 2017.

 

I primi due Sparkle sono piuttosto simili fra loro, e, a loro volta, ricordano molto il succitato Zuma. Lo scopo è quello di ripulire lo schermo dagli orb colorati che lo popolano prima che raggiungano il buco (o i buchi) posto alla fine del percorso; il tutto secondo l’antica meccanica match-three che caratterizza moltissimi puzzle game. Il giocatore controlla un lanciatore, posto (più o meno) al centro dello schema e in grado di ruotare. Si, esatto, come in Zuma.

Sparkle Unleashed cambia completamente il lanciatore: esso, infatti, si trova nella parte bassa dello schermo e può essere spostato a destra e a sinistra con l’analogico – inspiegabilmente non con le frecce direzionali. 10tons prende le distanze dal titolo di PopCap Games, nonché dalle sue opere precedenti, ma non ci regala certo un’esperienza inedita: chiunque abbia provato Luxor si renderà conto che il sistema di Sparkle Unleashed è identico. Fra le aggiunte segnaliamo anche due nuovi tipi di orb: il primo è la biglia incatenata, che deve essere matchata più volte per essere eliminata (prima va rimossa la catena); il secondo è la sfera di pietra, che va eliminata facendo esplodere gli orb contigui.

sparkle unleashed

Sparkle Unleashed vanta una modalità principale piuttosto corposa, composta da 108 sfide. Potremmo stimare la durata dell’avventura in una decina di ore, ovviamente secondo un calcolo molto “a spanne”, posto che molto dipende dall’abilità del giocatore. A ciò si aggiungono due livelli di difficoltà e una modalità survival.

A voler fare tutto, il gioco si rivela longevo, ma è il caso di osservare più da vicino questi dati. Le sfide sono effettivamente 108, ma gli stage sono solo 21, quindi si ripetono più volte; inoltre, anche la modalità sopravvivenza utilizza gli stessi schemi. La varietà è data dalla diversa velocità degli orb e dai nuovi pattern, che vanno a complicare gradualmente le cose, con orb di pietra, orb incatenati, orb di pietra doppiamente incatenati… Il senso di progressione viene accentuato anche dai 18 power up, sbloccabili tramite un rudimentale skill tree. In sostanza, i potenziamenti sono sei, ma ciascuno di essi conosce due ulteriori evoluzioni.

I livelli di difficoltà offrono pane per i denti dei giocatori più esperti, ma sono inspiegabilmente bloccati all’inizio, sicché i veterani sono costretti a finire il gioco (non brevissimo, come abbiamo detto) una prima volta in modalità Normal. Vi assicuro di non essere un asso dei marble shooter; eppure, ho perso solo due volte nel corso dei primi cinquanta livelli. Sarebbe stato ragionevole rendere disponibile sin da subito almeno la modalità Hard.

sparkle unleashed

Sparkle Unleashed è un buon puzzle game, non particolarmente originale ma ben confezionato. Quale versione acquistare? Il gioco costa un paio di Euro in meno su iOS (€ 5,99), ma probabilmente il modo migliore per godersi il gioco di 10tons è utilizzare il mouse.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche