Crimson Desert: un capolavoro annunciato o un flop clamoroso?

Ci avviciniamo alla data di uscita della nuova creatura di Pearl Abyss e gli interrogativi cominciano ad essere tanti

Crimson desert capolavoro annunciato o flop (1)

In quanti si ricordano cosa stessero facendo nel 2019, ormai sette anni fa? Qualcuno probabilmente sì, altri avrebbero qualche ricordo vago e dispersivo, per altri ancora invece sarebbe buio totale. Una cosa che però ci portiamo avanti dal 2019 è l’hype crescente per Crimson Desert, il nuovo prodotto di Pearl Abyss che finalmente vedrà la luce il 19 marzo 2026.

Il progetto dell’azienda sudcoreana si propone di alzare l’asticella nel genere degli open world RPG, dando vita a un’esperienza mastodontica, costruita sulla varietà che contraddistingue il mondo di gioco e una libertà nel modo di approcciarsi alle varie dinamiche profonda.

Crimson Desert sembra avere davvero tutto. Almeno questo è ciò che è trapelato dai tre video pubblicati negli ultimi giorni in cui gli sviluppatori andavano ad analizzare nel dettaglio la loro creazione. Una sorta di linea guida per gli utenti e anche un modo per mostrare la propria creatura che sembra essere ormai nelle fasi finali di sviluppo.

Quello che proveremo a fare è analizzare quanto visto in questi video, mantenendo come stella polare una domanda ben precisa: Crimson Desert è un capolavoro annunciato o c’è il rischio di dare vita a un Cyberpunk 2077 2.0?

Crimson-Desert-il mondo di gioco

Un mondo grande sì, ma soprattutto vivo

L’avventura del protagonista Kliff è ambientata a Pywel, un vasto continente diviso in cinque regioni, ognuna delle quali ha una propria identità e proprie peculiarità, ma la cosa più importante è che ognuna di queste aree è viva.

Le cinque regioni saranno: Hernand, meno civilizzata e più naturalistica; Pailune, la patria dei Mantogrigio (fazione di Kliff); Demeniss, una sorta di capitale, il centro della scena politica e militare di Pywell; Delesya, la zona industriale più sviluppata delle altre sotto il punto di vista scientifico e tecnologica; infine, Crimson Desert, una distesa arida di sabbia rossa in cui a regnare è la totale anarchia.

Il colpo d’occhio è davvero notevole. Il mondo offre scorci davvero interessanti e panorami che puntano apertamente al fotorealismo. La cura con cui sembrano sviluppate le varie aree fa immaginare la maniacalità con cui gli sviluppatori hanno lavorato alla realizzazione di questo open world. In più le varie aree hanno un’identità precisa: le città danno la sensazione di essere dinamiche, in continuo movimento, respirano come delle vere metropoli, mentre le zone più “selvagge” restituiscono un’idea di ignoto, di qualcosa che va scoperto e domato.

L’esplorazione non come riempitivo: oltre il semplice vagabondare

Proprio per queste motivazioni, l’esplorazione diventa una parte fondamentale del gioco, non un semplice riempitivo. Una caratteristica imprescindibile che ogni giocatore che si appresta a prendere in mano Crimson Desert non deve sottovalutare.

I segreti che troveremo in giro per Pywel sembrano non dare mai una sensazione di inutilità, non sembrano mai qualcosa di non necessario. Esplorare le varie aree pare essere fondamentale per la progressione, ma allo stesso tempo non è un qualcosa di forzato: è quasi un accompagnamento naturale da parte degli sviluppatori a visitare ogni centimetro quadrato di questo mondo immenso.

A questo si aggiunge l’interessantissima dinamica dell’apprendimento. Il nostro Kliff sarà in grado di sviluppare le proprie abilità anche semplicemente parlando con gli abitanti delle varie regioni o semplicemente osservandoli all’opera. Una dinamica interessante che però potrebbe, allo stesso tempo, risultare dispersiva e poco apprezzabile nel corso dell’avventura.

Kliff-il-protagonista-di-crimson-desert

Kliff: una storia di caduta e rinascita

Come detto la trama si basa sulle vicende di Kliff, un guerriero membro della fazione dei Mantogrigio: combattenti che hanno lottato e ottenuto la pace a Pywel. Un equilibrio sottile spezzato dall’ostilità nei confronti degli Orsi Neri, una fazione rivale con cui è iniziata una guerra civile e da cui i Manto Grigio sono usciti sconfitti.

Kliff ha come obiettivo quello di trovare i sopravvissuti e cercare di ricomporre quella che, a tutti gli effetti, è la sua famiglia. In questo contesto si inserisce la ricostruzione del campo base in cui confluiranno tutti i Mantogrigio che troveremo nel nostro cammino o che di loro spontanea volontà si dirigeranno verso di esso.

Nel corso dell’avventura, però, non vestiremo esclusivamente i panni di Kliff. Infatti, Pearl Abyss ha confermato che ci saranno altri due personaggi giocabili, ognuno con le proprie abilità e il proprio stile di combattimento. Questo potrebbe creare assolutamente dei vantaggi in termini di varietà e di cambi di ritmo, il rischio è che queste new entry possano andare a frammentare la narrazione creando confusione in una trama che sembra già intricata.

Crimson Desert il combat system

Il cuore pulsante di Crimson Desert…

A mio avviso il cuore di questo titolo, sotto il punto di vista ludico, sarà il sistema di combattimento. Dalle immagini viste, quello proposto è un combattimento tecnico, frenetico, che alterna attacchi rapidi a poteri elementali, creando delle combo spettacolari.

Interessante, inoltre, sembra essere la profondità con cui si presenta. Tante armi, di diverse tipologie, con diversi punti di forza e di debolezza e che danno vita a una quantità di approcci incalcolabili. La domanda che però sorge spontanea, al netto della spettacolarità e della percezione di divertimento puro, è questa: il sistema di combattimento rimarrà leggibile, oppure rischierà di trasformarsi in un caotico Button Mashing?

Punto centrale su cui si sono soffermati in maniera attenta gli sviluppatori sarà il sistema di progressione. Un percorso che sembra essere molto ampio: Kliff partirà nel suo viaggio con abilità pari a zero e potrà arrivare a padroneggiare tecniche e abilità davvero grandiose. Ciò su cui dovrebbe essere stata posta molta attenzione è che lo sviluppo delle abilità sia ben bilanciato, non andando a creare squilibri: troppo punitivo all’inizio ed eccessivamente permissivo nelle fasi finali.

Crimson-desert-come Cyberpunk

C’è un reale rischio di un Cyberpunk 2077 2.0?

Partiamo dicendo che il paragone in questo senso tra Crimson Desert e Cyberpunk 2077 è inevitabile: in entrambi i casi le promesse sono e sono state tante e il marketing e la comunicazione alle spalle di queste due produzioni sono stati davvero importanti quindi il rischio che Crimson Desert in realtà non si presenti così come è apparso potrebbe essere reale, ma mai dire mai.

Il campanello d’allarme che è suonato a più di qualcuno, in questo senso, è sicuramente la complessità enorme che contraddistingue Crimson Desert, così come si proponeva Cyberpunk. Questa enorme complessità, sia dal punto di vista contenutistico sia sotto il piano tecnico, nel caso del titolo di CDProjekt Red, si è rivelata disastrosa.

Ci sono però a mio modo di vedere delle differenze tra i due titoli che mi portano a considerare Crimson Desert un passo avanti sotto questo punto di vista. Uno su tutti è il fatto che un titolo con uscita programmato per il 19 marzo, sia completo e giocabile già da gennaio, due mesi di anticipo. Questo vuol dire che il team di sviluppo ha avuto molto tempo per effettuare tutti i test del caso, così da non presentare un gioco che, quantomeno sotto il punto di vista tecnico, risulti godibile.

Crimson-Desert-tra-sogno-e-cautela

Tra sogno e prudenza

Parliamoci chiaro, Crimson Desert è un progetto potenzialmente straordinario, in prospettiva uno dei papabili vincitori, o quantomeno candidati, a vincere il Game Of The Year. Da quello che si è visto il gioco ha praticamente tutto, e tutto sembra bello, solido e divertente.

Tuttavia, sarà possibile effettuare i giudizi esclusivamente pad alla mano. In questo tipo di produzioni soprattutto, la cautela è essenziale. Come già detto non sarebbe il primo caso di giochi che si presentano lucidi e splendenti nel pre-lancio e poi… Quindi la parola d’ordine da qui al 19 marzo sarà: calma.

È giusto essere cauti. È giusto ricordare Cyberpunk 2077. Ma è anche giusto riconoscere quando un progetto prova sinceramente ad alzare l’asticella. Crimson Desert non punta a essere “un buon open world”: punta a essere un mondo. E se questa visione verrà rispettata, potremo trovarci davanti a uno di quei rari casi in cui l’ambizione non tradirà, ma ripagherà. Oggi resta un’incognita. Domani potrebbe essere il gioco dell’anno 2026.

Nel frattempo vi lascio qui la nostra anteprima dove potrete cominciare a farvi un’idea ascoltando i pareri di chi il gioco l’ha provato.

Vai alla scheda di Crimson Desert
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