God of War alla ricerca della rotta: il brand tra la sacralità del passato e le incognite del futuro
Il nuovo "Sons of Sparta", la Serie TV annunciata e probabili nuove uscite: come si delinea il futuro di God of War?
Dal lontano 2005 la saga di God of War ha segnato in maniera indelebile la vita, videoludica e non solo, di ogni videogiocatore. Uno dei cavalli di battaglia di cui Sony dispone da più di 20 anni e che ha sempre mantenuto un livello qualitativo elevatissimo, facendo innamorare generazioni di videogiocatori: dagli albori delle avventure del temibile Fantasma di Sparta, all’arrivo nelle terre norrene.
Oggi il nome di Kratos, e di God of War in generale, è tornato prepotentemente al centro del dibattito: l’uscita di “Sons of Sparta”, titolo che ripercorre il passato di Kratos al fianco del fratello Deimos; la serie TV prodotta da Amazon che sta prendendo gradualmente forma; le indiscrezioni su un nuovo titolo in uscita nel 2027 che avrà come protagonista Faye, moglie di Kratos. Tutte cose che hanno incuriosito molto, ma che inevitabilmente spingono a fare delle dovute riflessioni.

Sons of Sparta: un ritorno al passato senza mordente
Partiamo dal nuovo titolo uscito lo scorso febbraio. Annunciato a sorpresa durante l’ultimo State of Play, Sons of Sparta doveva essere un capitolo il cui compito era di colmare un vuoto venutosi a creare tra l’ultimo God of War: Ragnarok e un titolo futuro di cui ancora “non v’è certezza”.
L’obiettivo finale era dunque concedere ai fan una piccola dose di Kratos che avrebbe smorzato l’attesa per il nuovo titolo, ma allo stesso tempo avrebbe riportato i riflettori puntati sul prodotto di Santa Monica Studios.
Tuttavia, il risultato è stato leggermente diverso. Per descrivere Sons of Sparta prenderò in prestito le parole utilizzate dal nostro Alberto nella sua recensione: “…un gioco carino che non riesce a rendere giustizia né al mondo dei metroidvania, né all’epopea epica dello Spartano di Santa Monica…”.
Aggiungo io: un capitolo che aggiunge poco o nulla alla storia di Kratos e che, oltretutto, tradisce una struttura di gameplay storica, tratto distintivo della serie (nonostante le modifiche fatte tra il filone greco e quello norreno). Un titolo scialbo che mi fa pensare ad una scelta di questo tipo votata a semplice riempitivo: una mera operazione commerciale.
Una scelta giusta? Certamente non sono io a dover insegnare come gestire l’uscita di un videogioco ad una casa di produzione che da anni sforna capolavori leggendari. Quello che penso, però, è che questa decisione, allineata alle altre di cui parleremo dopo, rischia di danneggiare l’immagine di un brand che fino ad ora possiamo dire non ha mai lasciato scontento nessuno.
God of War sul piccolo schermo, la difficile sfida di Amazon Prime
Negli ultimi giorni Amazon Prime ha pubblicato nel proprio profilo X la prima immagine raffigurante Kratos e Atreus, rispettivamente interpretati da Ryan Hurst e Callum Vinson. Catture che non hanno scaldato particolarmente il cuore dei fan, i quali hanno visto la rappresentazione del temuto Fantasma di Sparta quasi caricaturale, ridicola in un certo senso.
Personalmente sono dell’idea che sia davvero prematuro formulare delle critiche su un qualcosa di cui ancora non abbiamo nulla di effettivamente concreto. Tuttavia, è una situazione che può fornire uno spunto di riflessione interessante: questo tipo di produzioni difficilmente riescono a raccogliere la fiducia dei propri fan.
Il timore è che la narrativa superlativa che è stata ottenuta nei due capitoli “norreni” della saga venga sacrificata sull’altre del mainstream televisivo, cercando più di incontrare i gusti del grande pubblico piuttosto che rispecchiare l’autorialità che questi due titoli hanno proposto. In questo senso però il fatto che Santa Monica Studios ha preso parte alla produzione della Serie infonde sicuramente maggiore tranquillità.

Verso il 2027: un God of War può sopravvivere senza Kratos?
In questo turbine di novità, alcune indiscrezioni hanno riportato che Santa Monica starebbe lavorando ad un nuovo titolo legato al mondo di Kratos. Qui però il focus non sarà sul Fantasma di Sparta, bensì sulla madre di Atreus, Faye.
A questo punto la domanda sorge spontanea, alla luce dell’enorme successo che hanno raccolto nel 2018 e nel 2022 i due titoli del filone norreno: è davvero questo ciò di cui avremmo bisogno?
Domanda dalla difficile risposta, anche perché, probabilmente, nel 2018 non sentivamo il bisogno dell’evoluzione che ha caratterizzato Kratos nella sua avventura contro le divinità norrene. Nonostante questo, è stata una metamorfosi che non solo ha fatto emozionare molti fan di vecchia data, ma ha anche raggiunto nuovi appassionati.
Detto ciò, immaginare un eventuale God of War senza Kratos sarebbe davvero troppo. Un’evoluzione che non andrebbe a migliorare l’esperienza (a mio avviso), ma che stravolgerebbe in maniera sostanziale un prodotto così apprezzato. Nel tentativo di dare una ventata di aria fresca Santa Monica rischierebbe di generare una forzatura di cui i fan non sentono la necessità.

Conclusioni
In conclusione, credo che Santa Monica e Sony si stiano prendendo dei rischi: se azzeccati risulteranno una scelta vincente che consoliderà il brand come pilastro e fonte di ispirazioni per le produzioni future; al contrario, nel caso in cui queste scelte risultino poco centrate il brand subirebbe uno scossone importante.
L’innovazione e la voglia di proporre meccaniche inedite sono le caratteristiche che portano le case di sviluppo a migliorare ogni prodotto. Allo stesso tempo però non bisognerebbe mai perdere di vista il punto da cui si è partiti, cercando di mantenere un filo rosso di coerenza che leghi tutto quanto. Così come è successo nel momento in cui Kratos da assassino brutale ed assetato di vendetta in Grecia è diventato un padre attento e presente, mantenendo però sempre ben chiaro da dove la sua avventura è partita.
Si tratta di elementi troppo importanti, che rendono riconoscibile e unico un prodotto e che senza di essi rischiano di svuotarlo di tutta la sua essenza. Questo è il rischio a cui potrebbe incorrere Santa Monica nel suo tentativo di dare un cambio di direzione. Il timore è che sempre di più si andrà a perdere la magia che rendeva ogni uscita di God of War un evento sacro, quasi religioso, per ogni videogiocatore.