Il ritorno della Master League (o quello che ne resta)
Konami rispolvera il nome ma dimentica la sostanza.
C’era un tempo in cui bastava selezionare una squadra improbabile, guardare una rosa fatta di nomi sconosciuti e pensare che da qui si può costruire qualcosa. La Master League non era semplicemente una modalità bensì un racconto, il cuore pulsante e motore di PES, il motivo per cui milioni di giocatori tornavano partita dopo partita, stagione dopo stagione ad approcciare un titolo celebre, all’epoca.
C’era un tempo in cui non era necessario dotarsi di licenze complete o presentazioni hollywoodiane di figurine statiche incorniciate in carte luccicanti. Bastavano Castolo, Minanda, Valeny, una manciata di crediti e tanta pazienza. Il resto lo faceva il campo e, soprattutto, un gameplay che, almeno fino a PES 2020 e PES 2021, riusciva ancora a distinguersi rispetto alla concorrenza per fisicità, credibilità e realismo.
La vera forza della Master League era un’altra ovvero la continuità. Dopotutto, era una modalità costruita per durare e per crescere nel tempo, forte di una community che ruotava attorno al titolo, community instancabile, serbatoio inesauribile di patch, aggiornamenti delle rose, miglioramenti estetici, interventi artigianali che rendevano ogni stagione diversa dalla precedente.
E poi? Poi, improvvisamente, tutto si è fermato a causa della transizione da PES a eFootball. Attenzione, non voglio parlare di evoluzione perché non si tratta di questo bensì di una rottura netta con il passato, un cambio di identità che quasi ha fatto trasparire vergogna nella volontà di spezzare le catene che formalmente legavano i due titoli (si pensi che PES2021 non è giocabile se non in copia fisica).
Con il lancio di eFootball 2022, Konami prometteva una nuova era: piattaforma gratuita, aggiornamenti continui, espansione progressiva dei contenuti. Tra questi, ovviamente, anche il ritorno della modalità offline più amata, la Master League. Promesse che, col tempo, si sono trasformate in attese sempre più lunghe e sempre meno giustificate. Nel frattempo, la direzione del progetto è diventata chiarissima.
Abbiamo assistito alla centralità totale dell’online alla ricerca da parte di Konami di una monetizzazione costante, contenuti costruiti per trattenere e convertire l’utenza, in particolare quella legata alla modalità Ultimate Team del defunto Fifa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, un titolo che funziona come piattaforma economica, ma che ha progressivamente perso una propria identità ludica.

L’equivoco su cui si poggia la Master League
La prima cosa da chiarire è proprio che quella rilasciata in data odierna da Konami non è la vera Master League bensì evento a tempo che ne riprende alcuni elementi particolarmente superficiali, oltre al nome (elemento su cui Konami ci ha sguazzato). L’impostazione iniziale prova a richiamare il passato, con la presenza dei giocatori iconici e una struttura che, almeno sulla carta, dovrebbe simulare la scalata verso il successo della propria squadra.
Nella pratica, però, emergono subito limiti evidenti che non possono essere sminuiti. In primo luogo, l’esperienza resta vincolata alla natura online di eFootball, non potendo essere eseguita senza una connessione. In secondo luogo, non è possibile intervenire liberamente sulle squadre non essendo presente una modalità modifica (guai a parlarne con Konami).
Le licenze continuano a essere incomplete, con campionati ricostruiti solo parzialmente, nonostante gli sforzi profusi da Konami per accaparrarsi licenze di campionati e team famosi. Aggiungo che il mercato è legato a un sistema di crediti, che sostituisce la gestione tradizionale, superficiale, basilare, privo di alcuna trattativa e scarno nella sua globalità.
Anche la progressione risulta semplificata e poco strutturata, quasi a voler assecondare le esigenze del pubblico moderno. Alcune partite vengono giocate, altre simulate, ma senza alcun tipo di approfondimento, mancando statistiche, analisi o riassunti del match. Il risultato è una sequenza di eventi poco leggibili e piatti che restituisce una sensazione di generale superficialità e disinteresse.
Un’esperienza ridotta
Voglio sottolineare quello che, a mio parere, risulta essere il problema principale dell’evento ovvero non ciò che è stato inserito, quanto ciò che manca. La Master League originale funzionava perché offriva al giocatore controllo e profondità, permettendo di sentirsi manager e player al tempo stesso, nonostante alcune meccaniche basiche. Qui, al contrario, tutto appare limitato, privo di fantasia e originalità.
Manca la gestione dettagliata della squadra, manca la libertà decisionale e manca una struttura capace di conferire peso alle stagioni che passano e agli eventi che si susseguono. Quello che rimane è un contenuto ibrido, a metà tra un evento tour e una modalità sfida, che semplicemente utilizza il nome “Master League” senza riuscire a riprodurne le caratteristiche fondamentali.

Una parte della community ha accolto comunque positivamente questo rilascio, interpretandolo come un primo passo verso una versione più completa in futuro. Sia chiaro, è una posizione comprensibile, ma che va letta con cautela, soprattutto alla luce della recente gestione di Konami. Questa, difatti, mostra una linea chiara che costruisce il progetto eFootball attorno a logiche di servizio e mercato, con aggiornamenti mirati a mantenere alta l’attività degli utenti e a incentivare la spesa in game.
In questo scenario, ma si tratta di una mia previsione che manifesta una certa negatività personale, una modalità come la Master League, così complessa e lasciata alla gestione della community, offline e poco (o per nulla) monetizzabile, fatica a trovare spazio e faticherà a essere resa credibile da parte di Konami.
Quello che resta, comunque, è un tentativo di recuperare un elemento storico adattandolo a un contesto completamente diverso, un’esperienza ridotta all’osso che richiama il passato solo alla lontana e che difficilmente può soddisfare chi cercava una modalità profonda e strutturata. Un compromesso, in partica, e solitamente i compromessi non risultano funzionare.