Rayman Legends Retold: la scintilla perfetta tra vecchi ricordi e neofiti
Non una semplice operazione nostalgia, ma una scommessa per il futuro del brand.
Il 2 giugno, giorno di festa. Giorno in cui molti si sono potuti riposare dalle fatiche lavorative e scolastiche. Giorno in cui altri, tipo il sottoscritto, sono stati comunque impegnati con il lavoro. Ma nonostante questo, sono sicuro che, malgrado tutti gli impegni che potevano esserci, gran parte di voi alle 23:00 del 2 giugno ha deciso di prendere parte al ricco State of Play di Sony.
Tra le varie novità che questo evento ha mostrato ce n’è stata una che ha stuzzicato e non poco il palato di molti videogiocatori. Sto parlando del ritorno di uno dei brand più amati nel panorama videoludico che, con il nuovo Rayman Legends Retold, torna in maniera prorompente con tante novità e migliorie.
Una scelta che si inserisce nel più ampio piano di Ubisoft di riportare i propri fan dove sono stati bene: un percorso iniziato prima con il progetto di remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (poi cancellato), proseguito con lo sviluppo del remake di Assassin’s Creed Black Flag e che ora trova in Rayman una fantastica realtà.
Tuttavia, quella di Rayman Legends Retold non sembra essere una semplice operazione nostalgia o una pigra remastered volta a vendere per il semplice fatto di chiamarsi Rayman. Ubisoft vuole raccontare nuovamente (Retold, appunto), ma reinterpretando il prodotto e puntando a due obiettivi: celebrare un classico come Rayman Origins del 2011 e renderlo accessibile, moderno e appetibile per le nuove generazioni, all’epoca troppo giovani per aver avuto modo di giocarlo.
Il fascino del 3D e la svolta narrativa delle cinematiche
Uno dei passi in avanti più evidenti compiuti da Ubisoft in Rayman Legends Retold rispetto ai titoli precedenti è sotto il punto di vista visivo. La cosa più immediata è la transizione tecnica: con questo nuovo capitolo, infatti, si passa dalla storica impostazione bidimensionale a una splendida veste interamente in 3D. Ubisoft ha deciso così di abbandonare il vecchio motore grafico 2D UbiArt Framework, virando verso un comparto tridimensionale, moderno e poligonale.
In più, dalle sequenze viste nel corso dello State of Play, il nuovo Rayman sembra presentare una palette cromatica vibrante e viva, oltre a un’alternanza del design tra le varie ambientazioni che colpisce l’occhio e rende lo scorrere delle immagini mai monotono. Non che nei vecchi capitoli ci fosse un problema sotto il punto di vista di “esplosività” cromatica; è inevitabile, tuttavia, che con le tecnologie odierne il risultato appaia decisamente diverso e più d’impatto.
Un’altra novità importante che differenzia in maniera netta Rayman Legends Retold dai vecchi capitoli è la presenza di sequenze cinematografiche interamente doppiate – laddove prima i dialoghi erano pressoché assenti o limitati a versi e borbottii. Il 3D e le cinematiche inedite, in definitiva, avvicinano il gioco agli standard narrativi e visivi contemporanei, rispondendo e di conseguenza adattandosi alle esigenze estetiche del pubblico attuale.

Modernità e tradizione: un level design che stimola la sfida
Nonostante un restyling sotto il punto di vista grafico, Ubisoft non ha voluto stravolgere la formula dei vecchi Rayman, proponendo quindi un platform puro che però, così come per il comparto grafico, ha fatto l’incontro con la modernità che avanza inesorabile, adattandosi a essa. Questa modernità ha portato anche a delle aggiunte, cose lievi… tipo la possibilità di cavalcare dei draghi… niente di che.
Dalle clip proposte durante lo State of Play, in Rayman Legends Retold il mood sembra davvero dinamico e frenetico. I movimenti fluidi e le transizioni rapide danno un senso di velocità e frenesia che i videogiocatori cercano in produzioni di questo tipo. A questo si aggiunge l’iconica combinazione di salti, pugni e planate che sembra mantenere il ritmo forsennato dell’originale.
Pur essendo un gioco che cerca di coinvolgere un bacino di pubblico quanto più ampio possibile, cercando di abbracciare tutte le generazioni di videogiocatori, da quello che abbiamo potuto vedere le fasi platform sembrano davvero stimolanti. A questo, per i puristi del genere e gli appassionatissimi del brand, si aggiunge anche la nuova modalità della Grotta delle Prove, di cui ancora non si sa molto ma è chiaro che sarà una modalità rivolta a chi va in cerca di un livello di sfida superiore.

Il fattore “Origins” e il raddoppio dell’epopea moderna
Nell’epoca in cui il videogioco sta diventando sempre più elitario, con prezzi di hardware e videogiochi stessi che arrivano a cifre talvolta improponibili, Ubisoft decide di fare una scelta coraggiosa e personalmente meritevole.
Acquistando l’edizione standard, infatti, a 39,99 euro non solo verrà reso disponibile il gioco base, ma sarà anche messa a disposizione Rayman Origins: Enhanced Edition, aggiornata in 4K e a 60 FPS e con tutti gli aggiustamenti per renderlo godibile nelle console di nuova generazione. Oltre a questo, Ubisoft ha deciso che chiunque sosterrà il progetto preordinando Rayman Legends Retold riceverà il pacchetto Hoodlum Havoc, che include due costumi per Rayman e Globox, ispirati a Rayman 3: Hoodlum Havoc.
Insomma, il senso che Ubisoft vuole dare all’acquisto di Rayman Legends Retold è che chi sale a bordo oggi non compra solo un remake. Chi decide di acquistare il nuovo Rayman in un colpo solo può aggiudicarsi l’intera “epopea moderna”, con tutti i comfort tecnologici delle nuove generazioni – come il feedback aptico su PS5, per esempio.
Inoltre, a livello contenutistico, sono state inserite due modalità molto amate dai fan di Rayman. La prima è quella dei livelli musicali: si tratta di mappe in cui le azioni fatte dal personaggio equivalgono a un ritmo ben preciso di sottofondo che porta alla costruzione della colonna sonora. La seconda è il Kung Foot, un minigioco a sfondo “calcistico” con cui passare intere serate sul divano con i propri amici, e dove l’obiettivo sarà alzarsi da quello stesso divano potendo dire di essere ancora amici.
Insomma, la Radura dei Sogni in Rayman Legends Retold non è più solo una selezione di livelli statica, ma uno spazio immersivo in cui incontreremo personaggi, sbloccheremo dialoghi nuovi e segreti inaspettati. In più, per quanto riguarda la storia, il nuovo “villain ombroso” presentato nel trailer sembra poter essere così profondo tanto da rendere necessaria nel nuovo Rayman una vera e propria componente narrativa strutturata e ben caratterizzata.

Non il solito “remake tanto pe’ fa”: uno sguardo al futuro della saga
Rayman Legends Retold, in sostanza, ha tutte le carte in regola per poter rappresentare un meraviglioso punto d’incontro tra il passato e il presente. Un prodotto in grado di fondere i punti di forza di entrambi i momenti storici – così diversi tra loro – per dar vita a un qualcosa di armonioso e che possa risvegliare nei fan di vecchia data dolci ricordi, mentre nei neofiti accendere una scintilla che possa portarli a scoprire questo fantastico mondo.
Volendo chiudere il cerchio la mia speranza, e immagino che sia condivisa da più di qualcuno, è che questo remake non sia solo una cosa buttata là. “Un remake tanto pe’ fa”. Io voglio credere che Ubisoft abbia in mente una progettualità dietro la ripresa di questa IP, cercando di ritrovare i vecchi fan e avvicinare le nuove generazioni così che Rayman Legends Retold possa fungere da apripista in futuro a un nuovo capitolo totalmente inedito della saga.