The Miniature Wife – Recensione
Recensione della nuova serie dramedy su Sky
Accesso fornito tramite screener digitale privato (VOD/Streaming dedicato).
The Miniature Wife – Un piccolo problema è la nuova serie che ci accompagnerà su SKy con il rilascio di 2 episodi a settimana a partire dal 9 giugno. Viene definita dall’emittente stessa come una “Dramedy romantica e fantascientifica” interpretata da Elizabeth Banks (40 anni Vergine – Hunger Games) nel ruolo della moglie e da Matthew Macfayden (Succession) nel ruolo del marito e scienziato protagonista.
Se ritenete che questa definizione non vi chiarisca le idee è perchè in effetti i temi abbracciati sono molti, forse troppi, tanti abbozzati e tratteggiati superficialmente, tutti collegati tra loro in maniera un pò raffazzonata; ma, proprio come questa serie, vi esorto a leggere fino in fondo la presente recensione, perchè niente è come sembra.

The Miniature Wife – Un piccolo problema: di cosa parla?
Les è uno scienziato sposato con Lindy, autrice di un best seller che le è valso il premio Pulizer, grazie anche al supporto a 360 gradi del marito. Adesso sarebbe il suo turno di ricevere sostegno, come da patti matrimoniali, dato che è sul punto di perfezionare un’invenzione che può cambiare il mondo: un raggio miniaturizzante che nella sua visione rivoluzionerebbe l’agricoltura e debellerebbe la fame nel mondo. A seguito di un litigio coniugale Lindy viene miniaturizzata accidentalmente (o meno – chissà) quando ancora non è stata perfezionata la formula per tornare alle dimensioni originarie (qui il trailer).
Se vi sta cogliendo una leggera sensazione di deja-vù non avete tutti i torti: già nel 1989 usciva “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi“, cult degli anni 80′ (uno dei tanti nel decennio più prolifico da ogni punto di vista) che ha dato vita ad un vero e proprio franchise della Disney, con una trilogia cinematografica ed una serie televisiva.
Ma l’evento scatenante è solo il pretesto per introdurre all’interno dei 10 episodi svariate tematiche, quali il rapporto madre-figlia (con la protagonista nel duplice ruolo di figlia e madre), l’indipendenza, la fiducia in sé stessi, l’ambizione, il cinismo delle grandi aziende, ma soprattutto le dinamiche coniugali che dopo l’iniziale idillio sfociano in una guerra senza esclusione di colpi.
Come dite? anche questo vi ricorda qualcosa? Chi ha detto “La guerra dei Roses“? Bravi, ci siete andati vicini, forse troppo vicini… L’impressione iniziale è che gli autori abbiano lavorato su un’idea centrale (peraltro riciclata, parliamoci chiaro) ammucchiando eventi e temi per “allungare il brodo” quanto basta per 10 episodi, ma senza grande convincimento, fino ad introdurre prepotentemente l’altro tema principale – anch’esso visto e rivisto – dello scontro coniugale, descritto mediante flashback. Il che può funzionare, ma serve un’altra mano ed una maggiore sensibilità.

Il mood della serie è leggero, ma ricerca un divertimento un pò forzato, veicolato da una storia telefonata e stereotipata: nonostante la trama cerchi di essere unica nel suo complesso, non possiamo ignorare l’elefante nella stanza: si tratta di idee riproposte in una salsa neppure troppo difforme dalle originali.
Purtroppo a ciò si aggiunge il fatto che i personaggi, specialmente nei primi episodi, sembrano un pò delle macchiette prive di molte sfaccettature, alcuni addirittura insulsi e poco simpatici; in generale non convincono nè attirano. Non s’impara niente da nessuno di loro, come raramente accade quando i personaggi sono ben caratterizzati, e risulta difficile anche provare empatia ed immedesimarsi in qualcuno di essi.
Non aiutano i continui doppi sensi e le battute alquanto scontati, così come il canovaccio che si trascina fino al nono episodio provando a mettere ulteriore carne al fuoco, tanto da far diventare la serie sempre più surreale ed alla ricerca di una comicità che risulta però troppo forzata, esacerbando le maschere dei personaggi che estremizzano i loro comportamenti senza che ci sia una reale motivazione.

Si salva la parte finale
Si cerca quindi di arrivare distrattamente alla fine, dato che tutto appare troppo forzato per risultare avvincente, almeno per capire la storia dove voglia andare a parare, seppur con poche aspettative vista la scontatezza generale della serie… Ma incredibilmente l’episodio n. 9 tira su radicalmente il livello di The Miniature Wife – Un piccolo problema: sembra quasi che gli autori avessero in mente questo punto della storia, dal quale la scrittura diventa brillante ed il tutto risulta gradevole e divertente, ma che non abbiano saputo costruire il prologo e l’intelaiatura della trama sullo stesso livello.
Non aspettatevi chissà quale finale imprevedibile o rivoluzionario, ma certamente gli ultimi due episodi innalzano il livello generale dell’opera, lasciando una sensazione complessivamente gradevole.
Se però siete abbonati sky e cercate una serie veramente degna di essere vista – seppur appartenente a tutt’altro genere – vi consiglio Poker Face, alla cui recensione vi rimando augurandovi buona visione!
Due idee riciclate e fuse insieme possono avere successo solo se la mano dell'alchimista è fenomenale. In caso contrario rimane un prodotto leggero ed a tratti gradevole ma troppo piatto e scontato.
Pro
- Performance degli attori protagonisti molto buona
- Mood leggero adatto ad una visione poco impegnativa
- Gli ultimi due episodi alzano il livello generale dell'opera
Contro
- Troppi temi, tutti tratteggiati superficialmente
- Personaggi stereotipati e battute scontate
- Tesoro mi si sono ristretti ragazzi e La Guerra dei Roses rappresentano più che ispirazioni
- Comicità forzata