Trigun Stargaze Recensione Episodi 1 e 2

Trigun Stargaze mostra i due lati di un'opera che mi ha sempre dato sentimenti contrastanti

Trigun Stargaze Cover

Se avete cominciato a guardare anime intorno alla metà degli anni 2010, sicuramente avrete sentito il nome Trigun buttato qua e là, come uno dei “vecchi classici” da recuperare assolutamente. La serie originale, pubblicata nel 1998 e tratta dal manga del ’95, è considerata tra le gemme dell’animazione anni 90… e a me non è mai piaciuto.

L’adattamento non seguiva completamente il manga, concludendo la storia precocemente, ma sinceramente non è mai stato questo a turbarmi. Lo trovavo sinceramente poco nelle mie corte, con una comicità che non mi divertiva ed un ritmo veramente molto lento. Poi però Studio Orange ha preso le redini di un progetto di remake con due anime Trigun Stampede e ora Trigun Stargaze.

La situazione è migliorata…ma non completamente.

Trigun Stargaze Recensione Episodi 1 e 2

Trigun Stampede è una storia con due facce per quanto mi riguarda. La prima è quella della comicità caciarona, degli episodi lenti e le storie quasi auto-conclusive che non mi han mai convinto a pieno. La seconda è invece la sezione di focus sul personaggio di Vash The Stampede, sul motivo del suo carattere esageratamente giocoso e sulla rivalità con Knives, attraverso la quale si sviluppa un conflitto morale e fisico molto interessante.

Il finale di Stampede è molto avvincente, con un cliffhanger che, per paragonarlo ad un’opera molto più recente, mi ha lasciato emozioni simile a quello della stagione uno di Arcane. Attendevo con ansia di poter continuare la storia tramite Stargaze, essendo completamente ignaro degli eventi del manga e grazie a Crunchyroll ho potuto vedere i primi due episodi in anteprima

C’è un motivo se ho parlato delle due facce di Trigun. Questi primi due capitolo le rappresentano alla perfezione.

Trigun Stargaze Recensione Episodio 1 – Wandering Days

Il primo episodio è un’introduzione necessaria per riprendere confidenza col mondo di Trigun. Sono passati due anni e mezzo dagli eventi del Lost July, Vash The Stampede è disperso e gran parte degli eventi girano attorno alle due giornaliste Meryl e Milly che viaggiano documentando delle esplosioni di Plant, gli alieni utilizzati come carburante per generare acqua sul pianeta.

La situazione del mondo è ancora disperata, con risorse sempre più scarse e una generale consapevolezza dell’essere sul lastrico. Il tono però è quasi giocoso con la comicità che ho già accennato non apprezzare particolarmente, per quanto devo ammettere di essere molto più affezionato alla nuova versione di Meryl rispetto a quella dell’anime del ’98.

Il vero e proprio evento cardine di questo nuovo inizio è l’arrivo di un messaggio dalla flotta terrestre. A breve passeranno sopra al pianeta e invitano chiunque voglia unirsi loro a salire sulle navi ed abbandonare il pianeta, dando così inizio ai festeggiamenti generali. Il problema dell’esaurimento delle risorse sembra essere scongiurato, l’umanità potrà andarsene e sopravvivere dopo aver essenzialmente distrutto il mondo.

In generale, non trovo molto da poter dire sull’episodio 1. Ha un ritmo strano, vengono sparate sullo spettatore tante informazioni, necessarie a configurare il nuovo contesto, ma la trama di Stargaze in sé non ha veramente inizio. Praticamente vengono messi tutti i pezzi sulla scacchiera senza però che ci sia una prima mossa.

Al netto di una brutta scena, nella quale la CGI di Studio Orange soffre molto (sorprendentemente), il lato tecnico regge bene senza meravigliare e la stessa cosa posso dirla di ogni aspetto di Wandering Days. Questo episodio rappresenta bene quello che per me sono sempre stati il punto sofferente dell’opera, non il massimo per una prima impressione.

Trigun Stargaze nuovo personaggio
L’episodio due si conclude con l’introduzione di uno dei nuovi protagonisti.

Trigun Stargaze Recensione Episodio 2 – Unforgiven

Fortunatamente, il secondo episodio non solo rappresenta l’altro lato della medaglia, quello più in linea con i miei gusti, ma è anche stupendo sotto praticamente ogni punto di vista. Personalmente, penso questo avrebbe dovuto essere il punto di partenza per Trigun Stargaze.

Non solo inizia con l’incipit vero e proprio della nuova stagione, ma introduce con molta eleganza l’arco personale di Vash The Stampede in un mondo post-Lost July.

Andando con ordine, vediamo Home attaccata da un gruppo misterioso e Jessica inviata con una capsula di salvataggio alla ricerca del protagonista. Lo trova in compagnia di Hoppered The Gauntlet, un uomo dalle braccia enormi, tanto da usarle per camminare. Questo si sta prendendo cura di Vash dopo averlo ritrovato nel deserto, in stato catatonico.

I venticinque minuti si concentrano tutti sul rapporto tra loro Hoppered e il protagonista. Non voglio spoilerare molto, dovete vedere questo episodio. Contiene ogni possibile pregio di Trigun, concentrandosi sui sensi di colpa di Vash, la sofferenza a cui è destinato a sopravvivere e le contraddizioni del suo carattere, andando anche a mettere in discussione il valore di una vita nella quale si è perso tutto.

L'ipocrisia dei valori di Vash è al centro del conflitto con Hoppered

Il livello tecnico di Orange regge meglio rispetto al primo episodio, evitando scivoloni nei quali i modelli appaiono di bassa qualità. Forse c’è una scena nella quale il framerate sembra abbassarsi per un attimo, possibile sintomo dei problemi di produzione e di ritenzione del team, completamente cambiato rispetto a Stampede.

Dove Stargaze brilla però è nella colonna sonora, non solo molto bella ma utilizzata benissimo, contrastando la violenza dell’atto finale con le dolci note di un pianoforte. Nonostante sia presto e nonostante la concorrenza incredibile di questa stagione, posso dire con confidenza che Unforgiven si candida come un possibile episodio della stagione e vi invito a dare una chance a Trigun Stargaze anche solo per questo.

Trigun Stargaze Recensione di un continuo delle avventure di Vash The Stampede ambientato due anni e mezzo dopo la conclusione della prima stagione. Nonostante un primo episodio decisamente mediocre, paragonabile quasi a un riassuntone piuttosto che ha un’introduzione, Studio Orange corregge subito la direzione regalandoci venticinque minuti di sceneggiatura eccelsa, sorretta da una colonna sonora memorabile e un buon comparto tecnico.

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