CD Projekt RED ha “imparato la lezione”. L’organizzazione dietro The Witcher 4 e Cyberpunk 2

lo studio polacco rivoluziona i propri processi di sviluppo per evitare gli errori del passato e favorire la collaborazione tra i team.

cd projekt red parla dei suoi errori
Lo studio ha integrato dei nuovi processi di controllo

Il percorso di crescita di CD Projekt RED è stato costellato da successi straordinari, ma anche da ostacoli come ben ricordiamo col lancio di Cyberpunk 2077 nel 2020. In occasione del recente panel al Digital Dragon, a cui ha partecipato GamesRadar, lo studio polacco ha voluto parlare apertamente dei propri errori passati, spiegando come stia rivoluzionando i metodi di lavoro interni in vista dei suoi due progetti più attesi: il prossimo capitolo della saga di The Witcher e il sequel di Cyberpunk 2077 (nome in codice Project Orion).

I problemi organizzativi di CDPR affondano le radici molto indietro nel tempo. Jarosław Ruciński, lead technical writer dello studio, ha rivelato un dettaglio sorprendente: per The Witcher 1 e The Witcher 2 non esiste praticamente alcuna documentazione tecnica superstite. Questa totale mancanza di materiale ha mostrato i suoi limiti storici quando lo studio ha affidato a Fool’s Theory lo sviluppo dell’annunciato remake del primo The Witcher. “Ci siamo trovati a dover ricreare un classico per il grande pubblico, solo per renderci conto che non avevamo quasi nessuna conoscenza tecnica preservata da quell’epoca”, ha ammesso Ruciński.

Se nei primi anni la documentazione era inesistente, con Cyberpunk 2077 lo studio ha tentato la strada opposta, finendo però per perdersi nel caos. Adottando la piattaforma Confluence come “strumento di documentazione viva”, il team ha accumulato oltre 8.000 pagine di materiale frammentario e poco utile, la cui manutenzione è stata rapidamente declassata a “bassa priorità”. La situazione è peggiorata ulteriormente durante lo sviluppo dell’espansione Phantom Liberty, quando il passaggio a un’istanza cloud dello strumento ha creato una frammentazione insostenibile.

Oggi però, la filosofia di sviluppo all’interno di CD Projekt RED è radicalmente cambiata. Per garantire che lo sviluppo di The Witcher 4 e Cyberpunk 2 proceda senza intoppi, l’azienda ha introdotto un nuovo e rigido controllo di qualità per ogni fase di produzione.

Fulneczek dichiara: “Abbiamo introdotto nuovi requisiti, in particolare una nuova definizione di ‘lavoro concluso’. Ogni fase di sviluppo è estremamente controllata. E, a differenza del passato, far trovare la documentazione tecnica aggiornata e in ordine è diventato un requisito tassativo per passare alla fase successiva”.

Un approccio open-source

La vera rivoluzione risiede però nell’accessibilità dei dati, che abbatte i vecchi muri tra i diversi team di sviluppo dell’azienda. “Contrariamente al passato, oggi la nostra conoscenza non è più bloccata dai permessi specifici dei singoli team. È un bene condiviso”, ha sottolineato Ruciński.

Se si pensa che CD Projekt RED è stata in grado di pubblicare alcuni dei GDR più mastodontici e acclamati della storia dei videogiochi pur adottando un approccio organizzativo finora così disordinato, c’è da essere estremamente ottimisti. Una software house finalmente strutturata e coordinata non solo promette di confezionare prodotti più rifiniti, ma permette anche di gestire lo sviluppo riducendo drasticamente il rischio di crunch e burnout per i propri dipendenti.

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