Eiji Aonuma fu meravigliato da Resident Evil 4 e fece mea culpa su Zelda: The Wind Waker
Emerge una vecchia intervista del 2005 rilasciata dal produttore di The Legend of Zelda alla rivista EDGE, a proposito del titolo di Capcom e dell'avventura "marinaresca" di Zelda.
La figura di Eiji Aonuma è molto ben nota nel panorama dell’industria videoludica, essendo ovviamente l’attuale produttore di The Legend of Zelda. Recentemente è emersa in rete una vecchia e interessante intervista rilasciata dal nipponico alla rivista EDGE, risalente nel lontano 2005.
In quella circostanza, Aonuma parlò di The Legend of Zelda: The Wind Waker e di Resident Evil 4, due titoli quasi contemporanei al tempo (2002 il primo, 2005 il secondo), entrambi usciti in origine su Nintendo GameCube ed entrambi molto acclamati dal pubblico (almeno The Wind Waker in seconda battuta).

Eiji Aonuma rimase folgorato da Resident Evil 4
Mentre era impegnato sullo sviluppo di The Legend of Zelda: Twilight Princess, l’autore nipponico stava giocando al quarto capitolo di Resident Evil. L’esperienza provata con il titolo di Capcom lo lasciò totalmente ammaliato dal lavoro compiuto dagli sviluppatori. Ecco le sue dichiarazioni ai tempi dell’intervista a EDGE:
Ultimamente sto giocando Resident Evil 4. È un gioco… straordinario, molto, molto bello. A volte mi viene da pensare, sì, ce l’hanno fatta. Avrei dovuto farcela io.
A volte devo dire che, beh, forse stanno realizzando questa sezione prendendo spunto in parte a Zelda. Tutto sommato penso che abbiano scelto una direzione decisamente giusta in termini di realizzazione. Penso di poter imparare molto da RE4.
C’è da dire che per Shinji Mikami, il papà di Resident Evil, il quarto capitolo della saga orrorifica fu quello dove sentì di aver messo meno sé stesso come autore videoludico, sostenendo di aver messo in campo sia il Mikami creativo sia il Mikami produttore. A quanto pare per il produttore di The Legend of Zelda questo non pesò significativamente sul suo giudizio, piuttosto quel titolo gli offrì spunti in più dal punto di vista creativo.
Colpevolizzarsi perché The Wind Waker era più breve
Quanto invece all’avventura “marinaresca” di The Legend of Zelda, nella medesima intervista il nipponico ammise le proprie colpe per una questione di tempi molto stretti, tanto che il gioco venne percepito come “incompleto”:
Penso che sia colpa mia. A dire il vero, in origine stavamo pensando a qualcosa di più grande, e per farlo uscire in tempo abbiamo dovuto renderlo più compatto. Anche se dico “compatto”, stavamo facendo del nostro meglio per cercare di far divertire il giusto le persone.
Questa era la nostra intenzione e ho pensato che potevamo farcela, ma se la gente ha percepito il gioco incompleto, significa che è stata colpa mia per mancanza di sforzo, e naturalmente quando si tratta di un nuovo The Legend of Zelda non voglio davvero lasciare quel tipo di impressione nei giocatori.
Come detto in apertura, nonostante quel senso di incompletezza iniziale e – aggiungo – lo stile artistico cartoonesco poco apprezzato dai giocatori e giocatrici di quei tempi, The Wind Waker fu molto amato dal pubblico solo negli anni successivi alla sua pubblicazione, riconoscendone il valore dell’esplorazione e la sua libertà.
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