Nintendo Switch 2, prezzo a rischio aumento causa RAM e dazi? Parla Furukawa
Il presidente della casa di Kyoto espone il punto della situazione in questo strano periodo storico con le memorie RAM e i dazi doganali.
Il 2026 segna il “primo” anno intero di Nintendo Switch 2, uscito in tutto il mondo il 5 giugno 2025. E mentre la nuova ammiraglia di Nintendo inizia a entrare nel vivo della sua esistenza, la casa di Kyoto deve affrontare diverse sfide. Tra esse la tanto discussa crisi delle memorie RAM, carburata dall’eccessiva rincorsa all’intelligenza artificiale, e la delicata politica sulle tasse doganali statunitensi.
Il presidente Shuntaro Furukawa ha trattato questi temi nel corso di un’intervista rilasciata al portale Kyoto Shimbun, dove gli è stato chiesto quali fossero le sfide riguardanti i margini ristretti di profitto di Switch 2 rispetto al suo predecessore:
La redditività dell’hardware dipende da fattori come le condizioni di approvvigionamento delle componenti, la riduzione dei costi attraverso la produzione di massa e l’impatto dei tassi di cambio e delle tariffe. È difficile da generalizzare. Fondamentalmente puntiamo ad affrontare quest’obiettivo facendo progredire l’approvvigionamento nel medio-lungo termine.
Prezzo di Switch 2, un problema chiamato “crisi delle memorie”
Furukawa ha continuato a notare che il rapido aumento del costo delle memorie RAM, che come detto in apertura è causato dalla corsa verso l’intelligenza artificiale, è qualcosa che rischia di essere un problema se tale scenario dovesse continuare di questo passo:
Produciamo da fornitori in base ai nostri piani aziendali a medio-lungo termine. Tuttavia l’attuale mercato delle memorie è molto volatile. Non c’è alcun impatto immediato sui guadagni ed è qualcosa che dobbiamo monitorare da vicino.
Quando gli è stato chiesto se i prezzi (in primis, Switch 2) avessero subito un aumento a seconda dei futuri costi di approvvigionamento, il presidente di Nintendo ha offerto una risposta dal sapore “diplomatico”, definendo tutto quanto “ipotetico” senza aggiungere altro al commento.
Questione dazi statunitensi
Più tardi nell’intervista, Furukawa ha affrontato la questione legata all’impatto dei dazi posti sul Giappone dagli Stati Uniti. Ha osservato che, all’inizio del suo anno fiscale, Nintendo aveva previsto un impatto negativo di diverse decine di miliardi di yen a causa delle tariffe, confermato il tutto dai dati del primo semestre.
Anche se è difficile valutare con precisione l’impatto futuro, la nostra politica di base è riconoscere le tariffe come un costo e trasmetterle al più possibile ai prezzi, non solo negli Stati Uniti.
D’altra parte, questo è un periodo cruciale per il nostro business, mentre promuoviamo l’adozione di nuovo hardware e manteniamo lo slancio delle nostre piattaforme. Stiamo lavorando su questo considerando attentamente la situazione.

Tra l’altro, Nintendo lo aveva comunicato anche lo scorso aprile. Inizialmente aveva sospeso i pre-ordini di Nintendo Switch 2 negli Stati Uniti a causa dell’incertezza economica nella regione. Poi aveva annunciato che, mentre la piattaforma avrebbe mantenuto il freno sul prezzo al lancio, alcuni accessori avrebbero invece seguito la via dell’aumento.
Attualmente la situazione per Nintendo Switch 2, forte delle sue vendite al lancio secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2025, sembra galleggiare in acque tranquille. Ora per la casa di Kyoto la vera sfida è cercare di mantenere tale stabilità senza aggravare sulle tasche del pubblico, nonostante i problemi appena menzionati che stanno non poco complicando la vita all’industria videoludica generale.
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