La protesta contro il blackout di PlayStation non ha sortito alcun effetto
Il boicottaggio digitale organizzato da alcuni utenti PlayStation non ha prodotto effetti significativi.
Il boicottaggio digitale organizzato da una parte della community PlayStation contro la crescente attenzione di Sony verso il mercato digitale non sembra aver prodotto alcun effetto concreto. L’iniziativa, nata come forma di protesta contro il progressivo abbandono dei supporti fisici, ha infatti registrato un impatto minimo sul comportamento degli utenti. Il movimento, accompagnato dallo slogan “niente disco, niente acquisto”, invitava i possessori di PlayStation a evitare per una settimana qualsiasi attività legata ai contenuti digitali. I partecipanti avrebbero dovuto rinunciare all’acquisto di giochi sul PlayStation Store, all’utilizzo di PlayStation Plus e, più in generale, al consumo di contenuti digitali sulle proprie console.
Mat Pascarella dice la sua sullo sciopero dei giocatori che ha convolto PlayStation
A fornire un’indicazione sull’effettivo risultato della protesta è stato Mat Piscatella, analista e consulente dell’industria videoludica presso Circana. Rispondendo a una domanda sulla possibilità che il blackout avesse influenzato i dati relativi all’attività degli utenti PlayStation, Piscatella ha spiegato che non era stato registrato “alcun cambiamento significativo” né nel numero di giocatori né nel loro livello di coinvolgimento. Il risultato appare quindi molto distante dalle aspettative di chi aveva promosso l’iniziativa. A rendere ancora più difficile ottenere un impatto misurabile potrebbe aver contribuito il periodo scelto per il boicottaggio, coinciso con la beta di Call of Duty: Modern Warfare 4. Un evento di questo tipo può infatti attirare un numero elevato di giocatori sulle console, rendendo più complicato distinguere eventuali variazioni provocate dalla protesta.
La questione dei supporti fisici rimane comunque particolarmente discussa tra i giocatori. Negli ultimi mesi, Sony ha mostrato una crescente fiducia nel modello digitale, mentre una parte della community teme che la scomparsa dei dischi possa ridurre il controllo degli utenti sui giochi acquistati e aumentare la dipendenza dagli store digitali. Per il momento, tuttavia, i dati disponibili suggeriscono che la protesta non abbia raggiunto una dimensione sufficiente per mettere sotto pressione Sony. Il colosso giapponese sembra quindi intenzionato a proseguire sulla strada del digitale, mentre i sostenitori del formato fisico dovranno trovare nuove strategie per far sentire la propria voce.
Intanto ti ricordiamo che Sony ha cancellato Physint di Hideo Kojima e che il progetto è stato preso in carico da Microsoft.
