Scandalo eSports: pro player finge di giocare durante competizioni ufficiali

Tokyogurl, atleta Thailandese avrebbe falsificato l’intera carriera competitiva usando un giocatore remoto al posto suo durante tornei ufficiali

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Una giocatrice professionista per anni ha finto di giocare durante competizioni e tornei ufficiali

Lo scorso mese il mondo degli eSports asiatico è stato travolto da uno degli scandali più incredibili della sua storia. Warasin Naphat, conosciuta online come Tokyogurl, atleta della nazionale thailandese di Arena of Valor, è stata scoperta mentre partecipava a competizioni ufficiali senza giocare realmente, affidandosi a un’altra persona che da remoto simulava le sue giocate.

Tokyogurl si era costruita nel tempo una reputazione solida all’interno della scena competitiva di Arena of Valor, titolo mobile protagonista della vicenda. Le “sue” abilità le avevano permesso di entrare in Talon Esports, e di essere selezionata per rappresentare la Thailandia ai Southeast Asian Games 2025, senza passare da prove di selezione.

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Arena of Valor, il videogioco che Tokyogurl fingeva di giocare

Il caso esplode ai SEA Games 2025

La verità è emersa il 15 dicembre 2025, durante la semifinale dei Southeast Asian Games 2025 tra Thailandia e Vietnam, disputata a Bangkok. Alcuni membri dello staff hanno notato una discrepanza evidente tra i movimenti delle mani di Tokyogurl e le azioni eseguite a schermo durante la diretta ufficiale.

Dopo aver sospeso il match, gli organizzatori hanno scoperto che l’atleta stava utilizzando Discord per ricevere uno screen share da un’altra persona che stava giocando al suo posto da remoto. Da quel momento, privata dell’assistenza, la sua prestazione è crollata e la Thailandia ha perso l’incontro 0-3.

Nel giro di poche ore, Tokyogurl è stata espulsa dalla competizione dal Comitato Olimpico Thailandese. L’episodio ha avuto un impatto ancora più pesante considerando che i SEA Games si svolgevano proprio in Thailandia, nazione storicamente dominante nel medagliere.

Le conseguenze: ban, azioni legali, ritiro della squadra…

A seguito dello scandalo, l’intera nazionale femminile thailandese di Arena of Valor ha deciso di ritirarsi dal torneo, Talon Esports ha rescisso il contratto con Tokyogurl chiedendole il rimborso di circa nove mesi di spese di allenamento e la Thailand Esports Association ha annunciato l’intenzione di procedere legalmente contro i responsabili.

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Scandalo eSports ai SEA Games 2025

Il giocatore dietro le quinte

Il 2 gennaio 2026, è arrivata la confessione definitiva: Cheerio, ex giocatore professionista di Arena of Valor e fidanzato di Tokyogurl, ha ammesso pubblicamente di essere lui il giocatore remoto che, per anni, disputava le partite al suo posto.

In un messaggio pubblicato su TikTok, Cheerio si è assunto la piena responsabilità dell’accaduto, scusandosi con la community eSports e gli atleti coinvolti, dichiarandosi pronto ad affrontare le conseguenze.

Tokyogurl, invece, ha pubblicato soltanto un breve messaggio di scuse sui social, per poi sparire dalla scena pubblica, dopo aver ricevuto forti ondate di critiche.

Con il senno di poi, alcuni membri del team hanno raccontato di segnali sospetti già presenti: Tokyogurl evitava allenamenti in presenza, non mostrava mai mani o schermo durante le live e trovava spesso scuse per non giocare dal vivo. Tuttavia, la sua popolarità online ha avuto la meglio sui controlli.

Diverse squadre sconfitte da Tokyogurl nelle qualificazioni sono state di fatto private della possibilità di rappresentare il proprio Paese. Quello che è certo è che: questa vicenda resterà una delle pagine più controverse nella storia degli eSports competitivi.

Fonte
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