A Way Out

A Way Out – Recensione

Recensito su Xbox One

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a un livellamento del mercato videoludico su standard predefiniti, i quali hanno portato alla nascita di titoli che in un certo senso non hanno mai introdotto nulla di nuovo. Durante l’E3 2017 però qualcosa si è mosso, grazie alla presentazione di A Way Out, opera di Josef Fares, autore del conosciuto Brothers: A Tale of Two Sons, che ci ha incuriositi sin da subito per le sue meccaniche a tratti innovative che forse è più corretto dire “insolite”.

A Way Out framerate

Due è meglio di uno

Una delle caratteristiche principali di A Way Out è sicuramente il fatto che la storia sia fruibile esclusivamente in cooperativa, obbligandoci quindi a giocare con un amico in locale oppure online. Questo potrebbe sembrare fastidioso per chi è un amante delle esperienze in single player e per questo Electronic Arts ha pensato bene di dare la possibilità a chi possiede il gioco di permettere a chiunque nella propria lista amici di scaricare una versione “Trial” che gli permetta di completare il gioco con la persona che ha acquistato il gioco senza spendere nessun soldo, a patto di possedere un abbonamento PlayStation Plus o Xbox Live Gold per le versioni console.

I due protagonisti, Leo e Vincent, condividono lo stesso agonizzante destino, ovvero la prigionia, ognuno per i suoi motivi. Alcune risse e problemi in prigione mettono in contatto i due protagonisti che per un motivo e per un altro entrano subito in sintonia, trovando un nemico comune da sconfiggere, il quale li spingerà a cercare di fuggire dalla prigione il più presto possibile. La comunicazione tra i due giocatori risulterà fondamentale, infatti vi sarà spesso richiesto di distrarre le guardie per permettere al vostro compagno di sgattaiolare in un magazzino, oppure ad esempio anche collaborare per superare alcuni ostacoli che bloccano un determinato sentiero.

La trama di base di A Way Out ci è sembrata valida e ben realizzata anche se la parte della prigione ci è sembrata troppo breve e poco approfondita. La fuga sarà infatti limitata a un paio di ore di lavoro, mentre ci saremo aspettati una progettazione più studiata e magari più varia così da permettere al giocatore di effettuare delle scelte, proprio come accade nei successivi capitoli dove in alcune situazioni potremo scegliere se intraprendere un’azione piuttosto che un’altra.

A Way Out

Gameplay vario ma…

In A Way Out, oltre ai tantissimi “Quick Time Events” che ci accompagneranno durante le cut-scene, sono presenti anche molti altri approcci di gioco che comprendono: sessioni stealth, sparatutto, di guida (con auto, moto e barche) e piccoli rompicapo da risolvere insieme al nostro compagno per proseguire nella storia. Questi risultano ben implementati nel gioco, soprattutto grazie al particolare stile cinematografico di molte scene di gioco, anche se spesso ci sono sembrate superficiali, data la loro realizzazione ai limiti della sufficienza. Abbiamo infatti riscontrato particolari problemi con il sistema di coperture che per quanto intuitivo, non ci è sembrato molto funzionante, compromettendo spesso alcune azioni stealth o di assalto.

Per quanto riguarda le sessioni di shooting, che si intensificano nella seconda metà dell’avventura, abbiamo riscontrato problemi nel puntamento e nell’efficienza dei colpi oltre che ad animazioni ridicole durante le uccisioni, le quali risultano ancora più evidenti nelle uccisioni stealth corpo a corpo dove con un semplice colpo i nemici si accasciano a terra in modo dubbio e per nulla credibile. Anche la guida non ci è sembrata perfetta anche se, al netto di tutti i problemi, risulta divertente ed è una componente che contribuisce a variare e rendere più spettacolari le varie scene, che vengono spesso accompagnate da riprese degne dei migliori film d’azione.

A rendere il gameplay più vario e meno monotono ci pensano inoltre vari mini giochi studiati ad hoc per mettere in competizione i due giocatori. Potrete infatti sfidarvi a freccette, giocare a baseball, sfidarvi a braccio di ferro, competere in un videogioco arcade, suonare uno strumento oltre che risolvere particolari missioni secondarie presenti in alcuni capitoli. Queste piccole aggiunte, seppur futili a livello di gameplay, si sono rivelate interessanti per prendere una pausa tra le varie missioni, soprattutto perché difficilmente troverete sempre gli stessi mini giochi, ma anzi in ogni capitolo sarete spinti a esplorare per trovare altre cose secondarie da fare.

A Way Out

Artisticamente eccelso

Dal punto di vista puramente tecnico ci riteniamo abbastanza soddisfatti, infatti seppur non eccelso il comparto grafico di A Way Out risulta comunque piacevole da vedere. Nella maggior parte dei casi si notano infatti vari problemi di aliasing e texture sporche, che vengono però compensate dall’eccezionale resa artistica dei paesaggi e degli edifici, che il più delle volte ci spingeranno a perdere vari minuti nella loro contemplazione.

Su Xbox One standard la resa finale è buona, infatti la fluidità è ottimale limitando le perdite di dettagli, complice anche il fatto che nella maggior parte dei casi lo schermo risulta diviso in almeno due metà. Nella versione per Xbox One X sono invece presenti impostazioni che ci permettono di optare per una risoluzione 4K oppure per un frame rate più stabile, e stando a varie prove che abbiamo effettuato ci sentiamo di considerare maggiormente la seconda scelta, anche se ovviamente poi la decisione varierà da persona a persona.

Per quanto riguarda il comparto audio invece, abbiamo trovato eccezionali le musiche che accompagnano le nostra avventure dentro e fuori la prigione. Gli effetti ambientali invece seppur non perfetti, ci hanno convinto e sono sicuramente parte integrante dell’ottima qualità artistica di questo prodotto.

A Way Out


A Way Out è sicuramente un ottimo titolo che potrebbe fungere da apripista per futuri giochi basati sulla cooperazione tra giocatori. Il gameplay vario e ben studiato contribuisce a rendere il gioco piacevole e mai noioso, anche se alcune scelte di gameplay sono abbastanza discutibili, basti pensare all’utilizzo delle coperture, delle fasi di shooting e guida che risultano essere realizzate in modo tutt’altro che ottimale. Dal punto di vista tecnico il titolo si difende bene, soprattutto per l’eccezionale resa artistica dei paesaggi e per le musiche piacevoli e azzeccate.

8.3

Pro

  • Trama convincente
  • Gameplay vario e ben integrato
  • Ottimo comparto video e audio
  • Cooperazione ben implementata

Contro

  • Qualche piccolo bug e glitch grafico
  • Ci aspettavamo un focus maggiore sulla prigione
  • Alcune scelte di gameplay sono discutibili