Assassin’s Creed II: Discovery – Recensione Assassin’s Creed II: Discovery

In questi giorni il mondo videoludico sta conoscendo un’Assassin’s Creed-mania senza precedenti, complice l’uscita del secondo episodio della saga, quell’Assassin’s Creed 2 che è stato capace di surclassare il predecessore e di procacciarsi ottime votazioni un po’ in tutte le riviste ed i siti di settore. Ezio Auditore, dunque, ha convinto più di Altair, grazie ad una varietà, una cura ed uno stile di gioco creati ed ideati non per essere una copia potenziata del primo, ma per esserne la naturale evoluzione. Un’evoluzione di qualità!

Ed un’evoluzione la si cerca anche nel fratello minore del titolo, ossia Assassin’s Creed 2: Discovery, titolo per DS che fa il verso al precedente episodio per la console portatile Nintendo, quell’Altair’s Chronicles che aveva deluso un po’ tutti. Con la rivelazione della controparte per console HD, questo piccolo episodio DS sarà capace di portare un po’ di bontà ludica anche sulla console portatile della grande N? Presto detto, vediamolo insieme.

Una faida eterna: Assassini VS Templari

Se avete già giocato, spolpato ed amato i due Assassin’s Creed presenti su console next gen, saprete sicuramente di cosa parlerà questo Discovery. L’anno è il 1476 ed Ezio Auditore è uno dei figli maggiori del nobile Giovanni Auditore, banchiere al soldo della più potente stirpe dei Medici, i signori di Firenze. Il padre di Ezio è in segreto un membro a tutti gli effetti del clan degli Assassini, del quale faceva parte l’oramai leggendario Altair (il protagonista del primo AC). Caduto nelle mire di una misteriosa ed inquietante congiura Templare, Giovanni muore impiccato ed Ezio dovrà raccoglierne il pesante fardello. Diventato così assassino, ecco iniziare l’avventura per DS, sostenuta qua e là da un impalcatura narrativa appena accennata, nient’altro che un mero pretesto per spedire il giocatore verso furtivi assassini nell’ombra.

Assassini d’altri tempi

Appena catapultati nell’azione di gioco, ci accorgeremo di una singolare scelta strategica degli sviluppatori: niente pennino, ma solo la croce direzionale del DS. Questa particolare ed anacronistica scelta, un artificio poco riuscito per spezzare la connessione col precedente episodio DS, trasformerà tutto il gameplay in un action di vecchio stampo. Avremo dunque il sentore di trovarci immersi in un vecchio Prince of Persia rinascimentale, sensazione ancor più accentuata dalla scelta delle due dimensioni, condita qua e la da elementi stealth e platform davvero old school, ossia privi di quegli elementi ammiccanti ad un free roaming appena accennato. Un po’ come fondere Super Mario con le avventure di Ezio presenti su console casalinghe: il risultato è dei più inaspettati.

Ci troveremo dunque alle prese con una serie limitata di tipologie di missione, tutte baciate da una ripetitività di fondo non proprio passabile. Ritroveremo i classici stilemi del genere: uno stealth di basso livello e le corse contro il cronometro, tutte tipologie che andranno poi a fondersi in missioni più variegate ma ugualmente ripetitive. Il resto si presenta come un action dei più riciclati. Durante i combattimenti avremo a disposizione un tasto per l’attacco ed uno per le parate, che dovremo ammaestrare al fine di uscire vincitori da tutti gli scontri. Peccato che, se pur interessanti, le battaglie finiscano per essere pesanti e noiose a lungo andare. Meno male che qua e la alcune varianti, prima tra tutte la possibilità di uccidere in maniera furtiva (vero marchio di fabbrica del titolo), riusciranno a risollevare le sorti della componente action.

Alla fine di ogni missione verremo premiati con dei punti sincronizzazione, utilissimi al fine di sbloccare inutili quanto costosi extra. A sollevare ancora una volta il voto finale, ecco presentarsi delle interessanti sfide aggiuntive, qui rappresentate dalla presenza di mappe segrete foriere di corse sfrenate e tesori nascosti. Intendiamoci, si dovranno fare le medesime cose della modalità storia, ma con un livello di difficoltà quasi triplicato.


Spagna rinascimentale, arriviamo!

Tra Spagna ed Italia, avremo mille possibilità di godere appieno dell’ottimo motore grafico, tale da coccolare gli occhi nonostante le bassissime potenzialità tecniche della console Nintendo. Tutto, dalle animazioni alle belle ambientazioni, renderà onore alla storia di Ezio ed alla sua vendetta contro i Templari. Soprattutto, da elogiare la costruzione delle ambientazioni, tutte diverse, proprio per sottolineare il salto, sia temporale sia spaziale, tra città così lontane tanto stilisticamente quanto geograficamente. Peccato per saltuari ma fastidiosi cali di frame rate, vero smacco di una cura grafica e tecnica comunque di alto livello.

Anonimo e al limite dell’insopportabilità il comparto sonoro, scevro di qualsivoglia spunto creativo, ed incapace di accompagnare in maniera credibile i vari momenti di gioco. Se a questo aggiungiamo anche un doppiaggio inglese davvero inutile, che scimmiotta le parlate italiane e spagnole con un accento a dir poco uguale e parodistico, ebbene, la frittata e fatta.

In conclusione

Assassin’s Creed 2: Discovery non si attesta certo come un lavoro di ottimo livello. Tuttavia, il netto miglioramento in confronto al predecessore per DS, un comparto grafico bello a vedersi ed un gameplay tutto sommato passabile, rendono il titolo in questione quantomeno sufficiente.

Consigliato solo agli amanti della saga. Gli altri dovrebbero cercare altrove.

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