Beyond Good & Evil – Recensione Beyond Good & Evil

La nuova idea di Ancel

Michael Ancel è conosciuto per aver dato molto alla Ubisoft: partì infatti nel 1994 con l’idea di Rayman, quel personaggio diventato famoso per la sua somiglianza con una melanzana, che tutt’oggi popola il mercato videoludico; grazie ad egli la Ubisoft è cresciuta, si è sviluppata, è andata avanti con altri titoli interessanti, come Splinter Cell, dall’omonima saga di Tom Clancy, fino a Prince of Persia, aspettando il nuovo colpo di genio di Ancel che arriva nel 2003: Beyond Good & Evil è la nuova creatura di Michael Ancel, che si prospetta essere un nuovo grande capolavoro per una piccola casa francese.

Una pianeta da salvare

Il pianeta Hillys è dilaniato dai costanti attacchi da parte dei nemici alieni, i DomZ, che martellano regolarmente il suolo ed il mare del pianeta con bombardamenti seguiti da misteriose scomparse di persone. L’unica forza che tenta di contrastare questi bombardamenti è rappresentata dalle Truppe Alha, ma da qualche tempo, un’organizzazione ribelle denominata Iris, ha cominciato a pubblicare volantini che inducono a pensare che ci sia un qualche accordo fra i DomZ e le sovra citate Truppe Alpha.

Al faro del pianeta vive l’anziano guardiano Pey’J, che insieme alla nipote adottiva Jade, accudisce i bambini che hanno perso i propri genitori. Oltre a quest’impiego, Jade realizza occasionalmente dei servizi fotografici commissionati da diverse riviste. La vita dei due cambierà radicalmente il giorno nel quale Jade verrà contattata da un certo DeCastellac…

Una fusione di generi

Beyond è tranquillamente classificabile come un Arcade-Stealth: presenta infatti molte sfaccettature tipiche dei videogiochi di genere Arcade, basandosi però su missioni specifiche del genere Stealth. Procediamo con ordine: all’interno del gioco impersoneremo Jade e avremo modo di vivere la sua straordinaria avventura su Hillys. Il tutto sarà suddiviso in viaggi in hovercraft da una locazione all’altra; si passerà dalle compere ed i dibattiti realizzabili in città a pericolose missioni che richiederanno di muoversi con estrema prudenza per evitare di essere notati, per poter scattare fotografie compromettenti e riuscire ad andarsene indisturbati; aspetto questo nella quale emerge la fusione fra i due diversi generi di game. Durante le missioni Jade sarà scortata inizialmente da Pey’J, a cui successivamente si succederà, per motivi di trama, un altro personaggio che sarà dotato di abilità molto somiglianti a quelle del nostro “zietto”. Aggiungendo a questo i vari servizi fotografici che ci verranno assegnati, e le missioni in incognito per indagare sulle misteriose scomparse di persone, avremo un quadro complessivamente completo dell’intero videogame.

Un sistema multisfaccettato

A causa della variegata natura del videogame, è facile intuire come anche il sistema di controllo tenda a variare a seconda delle situazioni: inutile quindi cercare di elencare l’uso dei tasti proprio perché esso varierà spesso, ci limiteremo perciò a riassumere sinteticamente le azioni che Jade potrà compiere nel corso del gioco.

Nelle condizioni standard la fanciulla potrà correre, raggomitolarsi, tuffarsi in avanti, rotolare, strisciare lungo le pareti ed interagire con svariati elementi appartenenti all’ambiente circostante, come interruttori da premere od oggetti da raccogliere. Quando sarà invece impegnata in combattimento, la ragazza potrà attaccare gli avversari con il bastone o tentare di schivare i loro colpi con dei rapidi balzi all’indietro o laterali, un attacco speciale, che consiste nel concentrare la sua energia nel bastone per qualche secondo per poi saltare roteando vorticosamente su se stessa e spazzare via i nemici; questa tecnica potrà essere ulteriormente potenziata acquistando l’apposito upgrade, che consentirà di scatenare una pioggia di palle di fuoco durante l’esecuzione. In entrambe le situazioni potrà frequentemente avvalersi dell’aiuto del compagno di avventura, nella situazione standard per superare particolari impedimenti o premere un interruttore quando non si troverà vicina ad esso, nella fase di combattimento per essere supportata attraverso le peculiari abilità del compagno, un tipico attacco del nostro “collega” consiste nel sollevare da terra i nemici, così da renderli bersagliabili a mezz’aria, in modo da poterli scagliare contro le pareti. I

nvece alla guida dell’Hovercraft sarà possibile, oltre a correre qui e là, sparare a casse ed eventuali nemici e, successivamente all’acquisto dell’upgrade, saltare determinate distanze. Indipendentemente dalla situazioni in cui ci troveremo ci sarà un tasto che manterrà sempre la stessa utilità: R1, il cui scopo è quello di far passare alla modalità “macchina fotografica”; scattare foto verrà infatti richiesto spesso durante le varie missioni, essendo Jade una reporter. Dovremo però tenere presente che, impugnata la macchina fotografica, saremo totalmente indifesi di fronte ai nemici, anche se magari saranno proprio essi il nostro obiettivo.

Il comparto tecnico

Vista l’epoca in cui il videogame entrò in commercio possiamo affermare di essere su livelli qualitativi piuttosto elevati: apprezzabile e dettagliata la coloratissima grafica in stile cartoon. Non da meno i vari effetti grafici, con un eccellente impiego di luci e ombre ed alcune chicche davvero sorprendenti. E’ stato inoltre implementato il passaggio dal dì alla notte, il cielo varierà con il passare del tempo e cambierà anche lo stato delle ambientazioni, in modo da rendere l’idea di un game in tempo reale.

Beyond Good & Evil presenta un’unica pecca grafica: un motore talvolta arrancante a causa del sovrapporsi di vari effetti grafici piuttosto “massicci”. Per quanto riguarda il sonoro ci si mantiene anche qui su livelli decisamente elevati: non solo gli effetti sonori, i doppiaggi ed i suoni di sottofondo sono ben realizzati, ma anche la musica è stupefacente, con brani azzeccati in ogni situazione. Alcuni sono addirittura cantati, a dimostrazione del fatto che del comparto tecnico si sono occupati dei veri professionisti.

Giocabilità e longevità

L’intero gioco risulta immediato e divertente: i comandi sono piuttosto intuitivi e riuscire a passare da una situazione all’altra è davvero facile. Jade risponde rapidamente ai comandi ed il sistema stealth è realizzato in modo impeccabile. La longevità è forse l’anello più debole del sistema: il numero complessivo di missioni principali non è molto elevato, anche se per portarle a termine dovremo impiegare una quantità non indifferente di tempo. A riparare a questo arrivano però tutti i vari sottogiochi, tra cui le corse di hovercraft, le caverne popolate da mostri da disinfestare, inseguimenti con i ladri e foto da scattare a particolari specie di animali, che non rientrano nel filo logico della trama, ma sono indispensabili per ottenere le perle: oggetti indispensabili per acquistare gli upgrade. L’intero gioco, completo di sottomissioni, è comunque completabile in 2-3 settimane.

Concludendo in breve…

Beyond Good & Evil è un titolo che soddisfa appieno sotto ogni punto di vista: la realizzazione tecnica di elevatissima qualità, unita ad una colonna sonora di prim’ordine, fa da contorno ad un gioco a prescindere esilarante ed avvincente, con un ottima vena Stealth e dei combattimenti un po’ troppo trascurabili. La trama, pur non essendo considerabile lunga e complicata, lascia presagire un seguito dell’avventura di Jade. Da provare assolutamente se si amano i generi action, con un pizzico di mistero.

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