Bully: Scholarship Edition – Recensione Bully: Scholarship Edition

Rockstar, Rockstar, Rockstar

Più lo dici e più suona duro come termine, e l’accostamento alla durezza di suono di giochi altrettanto duri è più che giustificata. Dopo aver prodotto violenza negli anni il suo lavoro videoludico è andato sempre più apprezzato: dai tempi di una ripresa della saga Grand Theft Auto della DMA Design nel 1999, ne è stata fatta di strada, passando per un ottimo Max Payne, ad un Midnight Club, gioco di corse clandestine, fino ad arrivare ad un GTA più giovane. Canis Canem Edit, ex Bully, proponeva i soliti messaggi lanciati dalla Rockstar Games: violenza, droga, sesso, anche se meno accennati di quanto avesse fatto con la serie di Grand Theft Auto nel corso degli anni. Nel 2008, quindi, ci troviamo con una seconda espressione di violenza scolastica, guidata sempre dalla scia di Canis Canem Edit, col nuovo capitolo intitolato Bully: Scolarship Edition, che rischierebbe, per chi l’aveva già giocato su Ps2, di assomigliare solo ad un banale remake per Xbox360 e Wii m,a in fondo, il gioco presenta molte innovazioni ed inserimenti inediti nella storia.

Jimmy Hopkins è tornato a far danni

La domanda che ci si pone dinanzi ad un protagonista così strano e così sfacciato è: chi è Jimmy Hopkins? Qual è la sua storia? Perchè si comporta così? Cosa lo spinge alla mala vita? La risposta potrebbe essere facile visto che la Rockstar ci ha abituati ad avere a che fare con personaggi dediti al guadagno losco preferendolo alla vita retta, seguendo lo stile di Tommy Vercetti o Carl Jonson, intramontabili protagonisti di Grand Theft Auto Vice City e San Andreas. Jimmy è un ragazzo di 15 anni che si ritrova alla Bullworth Academy, un’accademia che richiama molto alla mente i tipici college americani che si vedono nei film, con la differenza di essere molto più severa soprattutto con un ragazzo come Jimmy, espulso dalle numerose scuole frequentate precedentemente. Figlio non fortunato di una madre più fortunata sotto alcuni punti di vista, si vede abbandonato dalla genitrice in questa accademia per poter lasciare campo libero alla, per la quinta volta sposa novella, pronta a partire per la ovvia quinta luna di miele. Abituato alla vita da bullo nelle altre scuole, certamente Jimmy non si farà problemi a continuare come ha sempre fatto negli anni precedenti, nonostante la nuova scuola sia peggio delle altre. Ricercatore di sfide, risse e quant’altro di violento può esserci in una scuola, prendendosi gioco dei suoi compagni più "sfigati", Jimmy arriverà a distruggere la patacca che avvolge la Bullworth Accademy in grande stile.

Oggi niente scuola

Siete in college, liberi dalla tutela di vostra madre e bene o male, potete fare quello che vi pare, altrimenti che bullo sareste? Marinare le giornate scolastiche, che vanno dalle 9 alle 13, è la cosa più semplice da fare in Bully, facendo ovviamente attenzione ai prefetti pronti a controllare il flusso degli alunni nei corridoi: ma questo ovviamente comporterà anche qualcosa di cattivo in voi. Per quanto possa essere divertente non andare a scuola perdere comunque l’occasione per imparare qualcosa di nuovo: infatti durante le lezioni potrete imparare come usare alcune sostanze chimiche, tramite la lezione di biologia o di chimica, nuove mosse di lotta nella lezione di ginnastica e anche perfezionare l’uso delle armi con la mira. In camera vostra avrete un interessante set di fiale che potrete usare con le giuste abilità potenziate di volta in volta per creare delle fastidiose fiale puzzolenti per degli esilaranti scherzi da fare ai vostri compagni. Quando l’accademia diventerà troppo stretta per le vostre esigenze, poi, vi si aprirà un mondo tutto diverso, enorme, nel quale vi potrete muovere con le biciclette che avreste potuto costruire da voi dopo le lezioni di meccanica: si tratta della città che ospita l’accademia nella quale Jimmy è "recluso", una città carica di innovazioni rispetto all’edizione per Ps2, con nuove missioni e nuove armi da poter usare.

Un bacio o un pugno?

Interagire con i vostri compagni è d’obbligo per poter godere a pieno questo estratto violento della Rockstar: ogni personaggo avrà il proprio nome, caratteristica e reazione alle vostre provocazioni, che si parli di un palestrato, o di un secchione, o di una ragazza, che può essere con attenzione corteggiata a seconda delle proprie passioni per poter raggiungere un mirato contatto fisico che porta ad un bonus energico per il nostro bullo preferito. Con i palestrati il tutto certamente non finirà con un bacio, che non solo sarebbe contronatura ma che sarebbe anche antitetico nei confronti del gioco: prendendo quindi un notevole sistema di combattimento pieno di prese, arsenali d’armi caratterizzati da mazze da baseball, fionde e tutto quello che potete trovare in giro nella sezione nella quale svilupperete la vostra rissa, che può durare quanto volete fino a quando il malcapitato non scapperà a gambe levate a mo’ di, come si è soliti dire, femminuccia. Un’avventura che si articola intorno alle 20 ore di gioco, che aumentano ovviamente nel momento in cui decidete di intraprendere anche le missioni secondarie e completarlo al 100%, compresi gli Obiettivi Xbox che vi costringeranno, purtroppo, a rifare molte azioni più volte per rispondere ai requisiti richiesti. Col sonoro, guidato da un doppiaggio rigorosamente in slang inglese, come accade in tutti i giochi Rockstar che si rispettino è caratterizzato da effetti sonori degni di nota. Il comparto tecnico anche nella grafica fa la sua bella figura: partendo dalle condizioni delle aule e fino agli ambienti interni o esterni,  tutto è estremamente fluido con una colonna sonora stile anni 70/80 degna di nota che ben accompagna la strana accademia stile antico.

Aspettando un nuovo Grand Theft Auto

Irriverente, il giovane Jimmy, ironico il suo modo di fare con i professori, trasgressivo l’uso degli oggetti trovati in giro per l’accademia, tutto alquanto violento il resto, come già ben chiarito poc’anzi dicendo che la violenza è alla base delle produzioni Rockstar. La riproposizione su console next gen si presenta interessante, piena di extra e nuove armi, missioni e personaggi da incontrare e utilizzare: ovviamente chi ha già giocato sul monolite nero a Canis Canem Edit eviterà quasi sicuramente di acquistare questo rifacimento, per evitare di ritrovarsi nelle stesse condizioni spendendo soldi che andrebbero conservati per ben altre ragioni. Il gioco è più che mediocre e le possibilità di libertà assoluta riporta gli accaniti della serie GTA in quel mondo particolarmente violento nell’attesa di un nuovo GTA.

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