Drawn to Life – Recensione Drawn to Life

Stanchi dei soliti eroi? Avete mai perso ore ad immaginare come avreste concepito il character dei vostri sogni? 
Grazie alla prodigiosa console portatile Nintendo ora potrete dare sfogo alla vostra fantasia e creare il vostro game "su misura"!! Come? Leggete di seguito!!

Il mondo è caduto in rovina?! Niente paura…lo ridisegniamo noi!!

L’incipit di Drawn to Life è comune a molti giochi del genere Platform: il mondo è in rovina e a voi toccherà ripulirlo. Stilo in pugno, al giocatore spetta il ruolo di Creatore. In cosa consiste?  Avrete la libertà di creare tutto ciò che vi occorre per riuscire nell’impresa. Come da tradizione, per prima cosa dovrete creare l’"Eroe" che andrà disegnato nell’apposito editor : i contorni e le dimensioni saranno prefissati, ma per il resto tutto è affidato al vostro ingegno e alle vostre abilità "artistiche". Se avete un pc avrete senz’altro avuto occasione di usare l’applicazione "Paint", l’editor ha la stessa costituzione di questo programmino: secchiello, diverse dimensioni del tratto, la gomma e un utile zoom per la precisa gestione di ogni singolo pixel. Il risultato? Una volta finito la vostra creazione si animerà sotto i vostri occhi!!

Salta, disegna & smonta!!

I livelli di gioco vedranno il vostro alter-ego virtuale "sgambettare" in giro con un sistema di controllo anch’esso rispecchiante la classicità, che affida la maggior parte dei controlli al pad del Nintendo Ds: si salta, si sparano palle di neve, si danno "sederate" e si raccolgono monete sparse in giro dai nemici. Lo stilo verrà utilizzato, oltre che per dar vita ai vostri "art attack" per "grattare" via la melma oscura sparsa in giro dai nemici. Ritorniamo a parlare della libertà del Creatore dicendo che, nonostante le misure standard nelle quali far rientrare i vostri disegni, essa sarà letteralmente immensa. Avrete l’incombenza di disegnare nuvole su cui saltare, piante rampicanti e qua e là persino mezzi di trasporto da colorare! Non esiste nessun divieto, chi dice che al posto di una nuvola io non possa disegnare una ciambella?! Dal punto di vista tecnico tutto ciò rende Drawn to Life davvero unico nel suo genere, caratteristica indirettamente proporzionale al gameplay di scarso livello.

Come sei racchio, pupazzetto mio!!

Non appena vedrete animarsi una qualsiasi delle vostre creazioni, sia un surrogato di Picasso, sia una realizzazione pittorica a livello asilo, un paterno sorriso non mancherà di illuminarvi il volto. Indipendentemente dalla fattura degli elementi desunti dal vostro ingegno, il comparto grafico risulta essere gradevole anche se privo di originalità. Le ambientazioni sono infatti in classico stile bidimensionale cui è riservato il tipico stile superdeformed tanto caro ai giochi a scorrimento orizzontale. Le musichette allegre e quasi fischiettanti accompagnano le vicende narrate, ma sono veramente poche e ripetitive. A livello di longevità diremo che Drawn to Life, presentando livelli di difficoltà piuttosto facilotti, non occuperà molto del vostro tempo che rimarrà esclusivamente volto al completamento dell’avventura principale.

Concludendo diremo che l’idea alla base di Drawn to Life è stata davvero innovativa ma non sufficiente rispetto a una considerazione positiva della totalità del titolo: il sistema di controllo troppo classico, il basso livello di difficoltà lo rendono un acquisto adatto ai più piccoli. L’idea di essere per una volta un Creatore vale almeno qualche partita!!

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