Dust & Courage: Jake Bolton’s Journey Recensione
Al netto di franchise come Red Dead Redemption e Call of Juarez, il mondo dei videogiochi mainstream ha spesso snobbato il genere western.
Se è vero che ambientazioni di questo genere sembrano legate più al cinema d’altri tempi, non è escluso che possano comunque essere teatro di produzioni videoludiche interessanti, soprattutto in un contesto che rappresenta terreno fertile per idee nuove come le produzioni indie.
Chiaro esempio di questo concetto è Dust & Courage: Jake Bolton’s Journey, un GDR indie ambientato proprio nel far west, con uno spruzzo di elementi fantasy e un pizzico di ironia. Sviluppato da Storyforge Games, studio turco al suo primo lavoro, il titolo è stato realizzato in Unity e adotta una visuale isometrica. La grafica è in 3D low poly che, abbinata a luci dai toni caldi, si sposa bene con l’ambientazione.
Il videogiocatore è chiamato a vestire i panni di Jake Bolton, un cowboy tutt’altro che stakanovista. Questi, colpevole di non aver adeguatamente badato ai cavalli scappati dal ranch di famiglia, viene cacciato di casa.
Durante il suo girovagare incontra un misterioso indiano che gli affida una missione singolare: prendersi cura di una gallina – che da quel momento segue il buon Jake – per consegnarla a una tribù. Ecco che allora il pigro cowboy iniziare ad avere a che fare con quest di vario tipo, animali selvatici e soprattutto ogni sorta di bandito o pistolero.

Un incipit semplice, ma che non deve trarre in inganno: storia e missioni proposte da Dust & Courage non hanno nulla da invidiare a produzioni più blasonate. Quest principali e secondarie spaziano dalle semplici ricerche, con tanto di tracce a terra da seguire, fino al classico scontro con i cattivi di turno, anche se con la skill adeguata (come vedremo in seguito) spesso è possibile cavarsela anche solo con un po’ di parlantina.
Grazie alla pratica mappa, poi, anche il giocatore più incline al perdersi non avrà difficoltà a orientarsi e a portare a termine le missioni.
Dust & Courage: abilità, inventario e armi
Così come da prassi per ogni GDR che si rispetti, anche in questo caso vi sono diversi parametri per definire le abilità di Jake Bolton e per dare un senso ai livelli di esperienza mano a mano raggiunti. Nello specifico parliamo di: Iron Hide, che definisce quanti danni può subire il personaggio e il ritmo di rigenerazione della resistenza; Mustang Spirit, che influenza stamina e generazione della stessa; Rabbit Sense, per individuare trappole, porte e passaggi segreti; Silver Tongue, per ottenere prezzi più bassi negli store e per maggiori opzioni di dialogo; Pistolero, per infliggere maggior danno ai nemici e per definire la velocità degli attacchi.

Ogni passaggio di livello consente al giocatore di assegnare due punti, distribuendo gli stessi come meglio crede. Anche gli oggetti indossati possono influire sull’efficacia di Jake, condizionando aspetti come energia, danni, velocità di attacco.
Questo sistema, abbinato ai tanti accessori disponibili (dal cappello, agli stivali, passando per i guanti), rende possibile personalizzare il personaggio in ogni dettaglio. Il giocatore può creare una versione di Jake focalizzata sugli attacchi veloci oppure su maggiori danni, bilanciabile con un’arma adeguata. Il tutto accompagnato dall’appagante progredire di livelli tipico dei GDR.
Anche sotto il punto di vista delle armi la scelta è ampia: coltelli e accette per gli attacchi all’arma bianca, pistole e fucili di vario tipo (e con caratteristiche molto diverse) per agire da distanza.
Le armi da fuoco si suddividono in tre tipologie, ognuna delle quali corrisponde a un tipo di munizione diversa. Se può sembrare facile pensare di spazzare via tutti i nemici a suon di piombo, la difficoltà nel reperire proiettili e il loro costo nei negozi fa ben presto capire al giocatore quanto sia bene, di tanto in tanto, affidarsi a un buon coltello.
Armi, vestiti e munizioni possono essere ottenute tramite classico loot o attraverso gli NPC negozianti che il nostro eroe incontra durante il suo viaggio.

Il nostro Jake Bolton, con i suoi dialoghi, può modificare due “allineamenti morali”, ovvero Lawbringer e Maverick, il legale e il caotico dei più classici giochi di ruolo. Questo aspetto andrà poi a modificare le interazioni con gli NPC. Questa meccanica, abbinata alla già citata Silver Tongue hanno un’influenza sul dipanarsi della trama molto apprezzabile per un’opera indie.
Anche il comparto audio merita qualche parola. Sebbene come stessa ammissione degli sviluppatori sia stata usata l’Intelligenza Artificiale, le musiche aiutano non poco a creare un’atmosfera western, tanto più che sono diverse per ogni singola area. Altrettanto convincenti sono le voci degli NPC, anch’esse generate tramite IA, che enfatizzano le personalità degli amici e dei nemici di Jake.
Un “finto” open world e le tempistiche degli spostamenti
Dust & Courage: Jake Bolton’s Journey è senza dubbio un buon titolo ma con qualche piccola pecca che va comunque segnalata.
La più evidente, dopo diverse ore di gioco, è l’assenza di un sistema di fast travel. Se questo non è per forza un difetto, va considerato che il gioco non rigenera mob e NPC. Ciò significa che il giocatore si trova a lunghe passeggiate dopo le missioni, attraversando ampi tratti di mappa completamente deserti.
La stessa definizione di titolo Open World, etichetta assegnata al gioco su Steam, non sembra calzare a pennello. Le aree collegate tra loro sono limitate e non lasciano percepire una particolare libertà di movimento. Altro aspetto che potrebbe far storcere il naso a qualcuno sono i frequenti caricamenti tra un’area e l’altra. Sebbene si parli di un paio di secondi (forse anche meno), per i videogiocatori più esigenti potrebbero risultare fastidiosi.

Il grado di sfida proposto da Dust & Courage, almeno per i gamer più esperti, non sembra particolarmente elevato. L’energia, anche grazie ad abilità e accessori, si rigenera a una velocità impressionante: nella maggior parte dei casi basta scappare per un po’ dall’NPC di turno per tornare in piena salute e tornare all’attacco. In un paio di attacchi e fuga, anche i nemici più coriacei possono essere facilmente affrontabili.
L’asticella si alza quando Jake ha invece a che fare con NPC dotati di armi a distanza. In questi casi, soprattutto se i nemici sono diversi, la situazione può diventare più complessa, ma mai frustrante.
Un indie western scorrevole
Nel complesso, questo titolo riesce a trasmettere l’atmosfera western con meccaniche GDR che, sebbene basilari, funzionano.
Il senso di progressione delle abilità, abbinato ai tanti accessori da combinare per plasmare il cowboy desiderato dal giocatore, invogliano a continuare la partita. Il tutto viene accompagnato da una trama scorrevole.
Considerando che è la prima opera dei ragazzi di Storyforge Games e che il titolo ha un costo a dir poco accessibile, chiunque sia stuzzicato dall’abbinamento western-GDR dovrebbe dare una chance a Dust & Courage.
Dust & Courage: Jake Bolton’s Journey è un GDR western con visuale isometrica e grafica low poly dalla trama coinvolgente.
Pro
- atmosfera e musiche da vero western
- progressione di livelli/abilità appagante
- trama curata
Contro
- assenza di un sistema di fast travel
- mancata rigenerazione di mob e NPC