God of War Sons of Sparta – Recensione
Lo spartano più feroce di Sony è tornato a far parlare di sé proprio in questi giorni, forte dello shadow drop di God of War: Sons of Sparta, figlio dell’intreccio delle forze dello storico studio Santa Monica e dei ben più anonimi ragazzi di Mega Cat Studios.
La creatura che abbiamo tra le mani ha fatto molto discutere nelle scorse ore visto il discostamento dalla natura storicamente action 3D del brand, per virare sulla formula metroidvania corroborata da un’estetica pixel art tutto sommato godibile.
Tanto tempo fa, in Grecia: God of War Sons of Sparta
Siamo di fronte a uno spin-off prequel, dove il leggendario spartano di Santa Monica narra alla figlia Calliope alcune delle gesta d’infanzia sue e del fratello Deimos, in un racconto dal sapore formativo e molto meno epico delle gesta alle quali siamo stati abituati durante le ultime due decadi.
Naturalmente sia Deimos che Calliope sono destinati ad andare incontro a un fato amarissimo e la loro presenza in questo spin off ammanterà di nostalgia tutti quei giocatori che c’erano in quel lontano 2005, Playstation 2 rovente e pad pugno.

Inutile sottolineare che le polemiche riguardanti il “cambio genere” siano del tutto sterili e figlie di una visione parziale e limitante dell’industry, in questa sede cercheremo di offrire una recensione di God of War: Sons of Sparta, analizzandolo per ciò che è e non per cosa “sarebbe dovuto essere”.
Il genere Metroidvania è stato di recente costellato di piccoli e grandi capolavori 2D, doveroso menzionare lo splendido Silksong, che ha portato ulteriore lustro ai guasconi di Team Cherry e innalzato a vertiginosi picchi la categoria d’appartenenza. Sons of Sparta è minimamente all’altezza?
Metroidvania e narrativa
La vera anima narrativa della proposta è sicuramente il duo Kratos/Deimos, che si confrontano su schermo circa valori etici e morali, non senza un pizzico d’ironia a condire una formula che riesce a convincere senza strabiliare. Per capire meglio la cronologia degli eventi, ti consiglio il nostro articolo su come giocare la saga nell’ordine corretto.
La difficoltà dell’avventura si propone in 3 varianti tra cui scegliere e la longevità del titolo dipenderà in buona parte dalla complessità che sceglieremo di affrontare, ma non esagero a suggerire che a difficoltà normale il titolo impiegherà una dozzine di ore prima di porci di fronte ai titoli di coda.
Lancia e scudo saranno le armi alle quali Kratos affiderà la vita per tutta la durata di Sons of Sparta: al posto di una varietà d’arsenale, il team di sviluppo ha preferito concentrarsi sulla personalizzazione verticali di un solo set.
Personalizziamo lancia e scudo
Potremo personalizzare il bordo dello scudo, la lama, il manico e il corpo della lancia con parametrie differenti e una buona varietà di perk, da alternare tra parate, attacchi e schivate evasive.
Il vero unicum di God of War: Sons of Sparta è rappresentato dallo “Spirito Spartano”, che permetterà di potenziare i nostri attacchi tramite la pressione simultanea del relativo tasto, a patto di avere carica nella relativa barra.
Come ogni Metroidvania che si rispetti l’intera mappa di gioco è composta va vari biomi collegati tra loro che compongono la regione di Laconia, tuttavia la navigazione attraverso i livelli è tutto sommato semplice, se non dimenticabile.
Linearità ed esplorazione
Laddove il genere splende proponendo segreti e una struttura a tratti labirintica, Sons of Sparta predilige una linearità a tratti banale, andando a penalizzare fortemente il sentimento avventuroso che segue l’esplorazione.
Non possono mancare gli strumenti in grado di risolvere e aumentare le potenzialità in fase di platforming, utili anche come armi secondarie e naturalmente potenziabili, a patto avere abbastanza risorse da investire.
Lo stile retro dei ragazzi di Mega Cat Studio va a sovrascrivere addirittura l’epicità delle bossfight, che è presto ridotta ad un esercizio di stile poco ispirato, ben più legato al sentimento di gimmick del secolo scorso.

Bene ma non benissimo
Diciamocela tutta: God of War: Sons of Sparta è un titolo “carino” che non riesce a rendere giustizia né al mondo dei metroidvania, né all’epopea epica dello Spartano di Santa Monica e compagnia bella.
Riesce in qualche modo a divertire lungo la sua durata, senza mai far gridare al miracolo e soprattutto grazie la sua lunghezza contenuta, non riesce quasi mai a far sopraggiungere quel sentimento di noia o ripetitività che ha sfiorato durante la sua performance sul nostro schermo.
Un buon titolo che però non è all'altezza della saga.
Pro
- Belli gli engmi ambientali
- Kratos fa sempre la sua bella figura
Contro
- Metroidvania poco approfondito
- Dialoghi dimenticabili
- Doppiaggio italiano molto dimenticabile

