Magical Starsign – Recensione Magical Starsign

Presentazione

Magical Starsign, 2° capitolo della saga "Magical" il cui predecessore, Magical Vacation fu rilasciato nel solo Giappone, porta avanti con orgoglio un rpg vecchio stampo colorato e vivace. Messo quindi in commercio negli States a inizio 2007, la Brownie Brown smania di estendere questo prodotto nel resto mondo speranzoso che l’old school possa aggiungere un’altra tacca nella guerra contro titoli titanici moderni. Riuscirà nel suo intento?


Musiche

Nessuna delle tracce ascoltate può definirsi memorabile anche se, va detto, le colonne sonore dei vari luoghi sanno amalgamarsi bene con l’atmosfera circostante; un esempio è l’esplorazione di Razen, pianeta del fuoco, accompagnata da una melodia forte e rozza o come sulle spiagge di Cassia a braccetto con una melodia dolce e tranquilla. Discreto l’utilizzo degli effetti sonori durante i cast magici, alquanto intriganti.

Storia

Un libro non si giudica dalla copertina e per gli appassionati degli rpg ultramoderni che questo titolo sia loro un piccolo esempio. Magical Starsign getta le fondamenta su di un protagonista senza nome, studente dell’accademia Will-o-Wisp. Le cose cominciano a volgere in negativo quando una sua insegnante, la signorina Madeline, scompare nel momento in cui avrebbe dovuto incontrarsi con un altro studente. Alcuni ragazzi della scuola, preoccupati, decidono di esporsi ai pericoli esterni e tentare di capire cosa possa esserle accaduto. Il gruppo, formato da 6 studenti (Mokka, Chai, Sorbet, Pico, Lassi e l’eroe) si divide utilizzando diversi razzi di ricerca così da poter esplorare ogni pianeta pur di ritrovarla. L’Accademia di Magical Starsign non infatti è una "scuoletta" da niente dove si può andar e venire in un batter d’occhio. In questo titolo vedrete un intero universo diviso da alcuni strampalati pianeti, simile al sistema solare. Tornando al racconto, le cose da male volgono al peggio quando questi razzi di ricerca escono improvvisamente dalle loro rotte di viaggio approdando ognuno su questi diversi pianeti. Avranno non soltanto il compito di ritrovare l’insegnante Madeline, ma anche quello di fronteggiare il malvagio di turno, che guarda caso si scopre essere lo studente che avrebbe dovuto incontrarsi con la sventurata. Questo tizio tenterà in ogni modo di ostacolare i sei servendosi addirittura della cosiddetta "polizia malvagia".


Gameplay

Eccoci giunti alla parte più interessante di Magical Starsign. Molti di voi avranno ormai riconosciuto nello stile di questo titolo grandi similitudini a livello artistico alla saga di Mana, una delle più importanti raccolte di rpg al mondo. Dagli sprites in 2D che caratterizzano i viaggi in giro per questi strani mondi alle battaglie tridimensionali dove i nemici saranno visualizzati su entrambi gli schermi, questo a dimostrare quanto giganti possano essere in confronto ai piccoli e "indifesi" protagonisti. Basilare e anche troppo banale è la scelta di opzioni fornite in combattimento, attacco – magia – items – fuga, dove una piccola alternativa è stata imposta alla creazione del personaggio. Poichè ognuno dei 6 studenti ha un proprio elemento a noi viene data la possibilità di scegliere, oltre al sesso dell’eroe, tra elemento luce ed elemento oscuro. Riguardo la magia non si può che spendere belle parole sull’idea avuta dalla Brownie Brown, queste infatti dipenderanno il loro raggio d’azione dallo schieramento del personaggio. Se in prima fila la magia danneggerà singolarmente il nemico e in modo pesante, nelle retrovie questa infliggerà danni a tutti gli avversari presenti ma con un lieve depotenziamento all’attacco. Col proseguire della trama sarà possibile apprende un sistema d’astrologia, architettato in maniera funzionale e innovativa. Magical Starsign si divide in 5 pianeti di vari elementi, eccezion fatta per gli elementi luce e oscurità, dove proprio come nell’astrologia rivista anche negli oroscopi, la sovrapposizione dei pianeti servirà a incrementare la potenza di coloro che saranno associati all’elemento appartenente a esso, nemici compresi. Altra modalità presente in questo titolo è lo Spellstrike, dove finalmente sarà richiesto l’impiego del touch screen. Un pò come già visto anche nelle serie di Mario & Luigi, lo stylus dovrà essere adoperato quando il personaggio casterà una magia e un’aura luminosa lo circonderà dandoci l’opportunità, toccando i vari segni comparsi nell’aura, di apportare un piccolo bonus all’azione. Ennesima chicca del gioco sta nell’equipaggiamento di protezioni, che oltre a modificare le statistiche permettono l’acquisizione di nuove abilità e, come in Suikoden, questi equipaggiamenti avranno differenti set speciali con differenti peculiarità. E poteva questo titolo mancare di modalità multiplayer? L’Amigo Mode, cosi viene chiamato, consente di esplorare dungeons con i nostri amici, ma la novità sta nel piazzamento a random di rarissime uova collezionabili da cui, se fatte schiudere nell’incubatrice apposita, nasceranno mostri dalle molteplici abilità che si adopereranno a nostro favore in battaglia.


Conclusione

Il titolo ha tutte le carte in regola per varcare l’arco della gloria di questa tipologia di gioco. Epico e divertente non potrete fare a meno di continuare a lottare con questi studenti contro bestioni grandi 20 volte loro. Una delle pecche del gioco rimane forse la longevità, il tempo di media di svolgimento non supera le 20-25 ore.

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