Marvel MaXimum Collection – Recensione
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria proliferazione di raccolte dedicate ai grandi classici degli anni ’90, specialmente nel genere dei platform e picchiaduro (vedi la Capcom Fighting Collection). A cavalcare l’onda di questa operazione nostalgica troviamo Limited Run Games, che ha deciso questa volta di portare sul mercato una collezione di classici Marvel con il titolo di Marvel MaXimum Collection.
Marvel MaXimum Collection – Recensione
Sviluppata da Marvel Games e Konami, questa raccolta propone 6 titoli classici con diverse varianti, che vanno dalla versione Arcade fino a quella portatile del Game Gear. Grazie all’inclusione di queste differenti versioni, il pacchetto offre un totale di 13 esperienze di gioco, più o meno simili tra loro.
Come per altre raccolte proposte da LRG, anche questa si pone l’obiettivo di preservare un pezzo di storia videoludica che rischiava di rimanere intrappolata nei cabinati e console di un’epoca ormai passata. La collection include i seguenti titoli:
- X-Men The Arcade Game
- Captain America and the Avengers (versione Arcade, Mega e NES a 8-BIT)
- Spider-Man and Venom: Maximum Carnage (versione SNES e Mega)
- Venom/Spider-Man: Separation Anxiety (versione SNES e Mega)
- Spider-Man and the X-Men in Arcade’s Revenge (versione SNES, Mega, Game Gear e Game Boy)
- Silver Surfer (versione NES a 8-BIT)
X-Men è l’unico gioco della raccolta ad avere una sola versione, ovvero quella Arcade; allo stesso tempo, però, si distingue dagli altri titoli in quanto è supportata da una componente online con netcode rollback per un massimo di sei giocatori.
X-Men rimane il picchiaduro a scorrimento – o beat’em up per i più puritani – invecchiato meglio in assoluto dell’intera raccolta, rimanendo godibile ancora oggi. Il multiplayer è disponibile anche in locale sempre fino a 6 partecipanti, con la possibilità di selezionare la ROM di riferimento (europea, giapponese o americana). Il grado di sfida è altamente modulabile attraverso 8 diversi settaggi di difficoltà.

A seguire troviamo Captain America and the Avengers, anch’esso un picchiaduro a scorrimento con protagonisti il Cap e gli Avengers (Iron-Man, Hawkeye e Visione). Il gioco è fruibile in single player o in multiplayer locale, ma solamente per le versioni Arcade (fino a 4 giocatori) e SEGA Mega Drive (2 giocatori).
La versione 8-BIT del NES, invece, ha una versione multiplayer locale differente. Si tratta di infatti di una battle mode 1VS1 in cui ci sono dei personaggi preimpostati da utilizzare. Diventa quindi una sorta di picchiaduro in aggiunta alla modalità classica della versione NES.
Spider-Man è nella raccolta
Iniziamo a entrare nel vivo della collection con i giochi dell’era del Super Nintendo. Spider-Man e Venom: Maximum Carnage è uno dei giochi principali della Marvel Maximum Collection con protagonista l’Uomo Ragno. Come per gli altri due appena citati, anche questo è un picchiaduro a scorrimento disponibile solamente in single player.
Le versioni per Super Nintendo e Mega Drive risultano pressoché identiche sotto il profilo strutturale. La controparte Nintendo vanta una maggiore ricchezza di dettagli ambientali, mentre l’edizione SEGA si distingue per una palette cromatica più vivida e satura, ma di base rimane lo stesso gioco.

Altro titolo con Spider-Man e Venom protagonisti, ma che al contrario di Maximum Carnage è giocabile in multiplayer locale, è Venom/Spider-Man: Separation Anxiety. Il genere è sempre lo stesso, ovvero un picchiaduro a scorrimento, pertanto non aspettarti una grandissima evoluzione in termini di gameplay.
Spider-Man and the X-Men in Arcade’s Revenge è l’ultimo titolo dedicato all’uomo ragno, ed è sicuramente tra i più frustranti della raccolta. Non è un picchiaduro a scorrimento, ma un platform in cui ci dobbiamo spostare in diverse aree di gioco. Non è invecchiato benissimo, onestamente, e rimane forse il meno godibile della lista insieme a quello scempio di Silver Surfer.
C’è del male in questa collection
Capisco che l’obiettivo della raccolta sia preservare il catalogo Marvel, ma c’era davvero bisogno di rispolverare proprio Silver Surfer? Non dico che non abbia il suo fascino per gli amanti del retrò, ma bastano pochi minuti di gioco per scontrarsi con un livello di sfida insormontabile. Con Silver Surfer andiamo a cambiare genere passando dal piacchiaduro a scorrimento allo shoot’em up.
Silver Surfer è sicuramente il titolo con meno appeal della raccolta: raggiunge picchi di difficoltà altissimi, le hitbox non sono sempre precise e i movimenti del personaggio sono legnosi. Un’esperienza frustrante che, fortunatamente, viene attenuata dall’utilizzo dei trucchi, a patto di perdere completamente il senso di sfida e di divertimento.

La quality of life della collection
Marvel MaXimum Collection dispone di un QoL nella norma, un po’ come tutte le altre raccolte di LRG o giochi simili. Ogni gioco dispone di un salvataggio manuale in modo tale da riprendere la partita in qualsiasi momento; ottima idea quella di rendere i salvataggi separati per ogni singola versione del gioco.
Altra punto a favore per Marvel MaXimum è la presenza del rewind, una meccanica che ci consente di riavvolgere la sessione fino a un massimo di 15 secondi circa. Questo ci permette di rimediare a qualche nostro errore e provare di nuovo. Ma anche in caso di morte, è possibile inserire un numero infinito di gettoni rendendoci praticamente immortali.
Però, nel caso in cui vogliamo risparmiare un po’ di tempo, possiamo attivare i trucchi dall’apposita sezione. Non tutti i giochi hanno questa funzione, ma per fortuna Silver Surfer si.
Sul piano tecnico, invece, abbiamo i classici miglioramenti alla luminosità, con la possibilità di aggiungere un filtro CRT. Per lo schermo è stata messa l’opzione della dimensione in cui possiamo scegliere tra: nativa, 4:3 oppure 16:9. Nel caso della nativa e della 4:3, possiamo anche personalizzare i bordi con una serie di immagini preimpostate.
Una collezione piuttosto normale
Possiamo considerare la Marvel MaXimum Collection un pezzo di storia videoludica, con titoli che risalgono a quando Marvel stava cercando ancora la sua strada all’interno dell’industria del gaming. Si tratta di una raccolta molto basilare a cui al suo interno è possibile trovare anche una sezione dedicata ai fan con la colonna sonora e l’archivio, un must per ogni fan della Marvel.
Nel complesso è un prodotto buono, ma che forse avrebbe potuto fare di più nella selezione dei giochi. All’atto pratico, quello che è invecchiato decisamente meglio è X-Men, la versione arcade, mentre gli altri sono leggermente claudicanti, specialmente Silver Surfer che è stato creato con la mentalità dell’epoca.
Parliamo comunque di titoli con più di 30 anni sul groppone, pertanto mi sembra anche normale alla fine. Rimane comunque il fatto il prezzo risulta un po’ altino per quello che offre, ma rimane nella media degli altri titoli LRG. Trovate Marvel MaXimum Collection sulle console PlayStation 5, Xbox Series X|S, Switch e su PC. Per le console è presente anche un’edizione fisica a tempo limitato sul sito di Limited Run Games.
Una raccolta di grandi classici Marvel
Pro
- L'effetto nostalgia si avverte tutto
- La Quality of Life rende i titoli più accessibili e meno frustranti
- Selezione dei titoli onesta
Contro
- Componente online limitata a X-Men
- Qualche titolo arranca
- Prezzo un po' altino