Rayman Raving Rabbids 2 – Recensione Rayman Raving Rabbids 2

Rayman, corri!

Risale al 2006 il tentativo di rivoluzionare, da parte della Ubisoft, la serie legata a Rayman, nota creazione di Michel Ancel, designer francese legato alla casa produttrice.
La prima apparizione della nuova serie era Rayman Raving Rabbids, che presentava una meccanica a piattaforma divisa in 70 minigiochi nei quali Rayman doveva destreggiarsi in mille e una capacità su tutte le console allora disponibili, senza effettuare eccessivi cambi di console in console. Ora, con questo secondo capitolo, avremo la possibilità di sperimentare meccaniche diverse per tutti i minigiochi possibili, e anche i possessori Nintendo (si ricorda che il gioco è un’esclusiva per la console nipponica) potranno gioire di un’implementazione perfetta dei controlli che hanno reso famoso il Nintendo DS. 

A tenere saldo l’intero gioco, che ancora una volta si presenterà sotto le vesti di un agglomerato di minigiochi, gli sviluppatori hanno inserito una banale, ma che dovrebbe soddisfare gli acquirenti, trama. I conigli, tornati ancora una volta alla riscossa, hanno conquistato il pianeta Terra, senza però avvisarne gli abitanti, e facendo di un centro commerciale la loro base segreta proveranno ad assomigliare quanto più possibile ai terrestri: toccherà anche stavolta a Rayman intervenire e debellare la minaccia mimetizzandosi tra il nemico e quindi vestendosi in pieno stile "conigliesco". 

È aperta la caccia ai conigli

Da buon party game qual è, Rayman Raving Rabbids 2 ci permetterà di affrontare esclusivamente due modalità di gioco, che si differenziano in modalità single player, che prevederà la vostra storia, e la modalità multiplayer, che prevede delle avvincenti sfide a suon di record con un massimo di altri tre amici collegati in wi-fi che non dovranno necessariamente disporre di una copia del gioco. Nelle modalità multiplayer sarà possibile anche sfoggiare i conigli da voi creati nell’apposita modalità: avremo infatti la possibilità di creare un coniglio molto più ridicolo ed esilarante di quanto non ci venga già presentato nelle normali sessioni di gioco, per poi lanciarlo nella mischia del multiplayer. Ovviamente all’inizio avrete a disposizione ben pochi oggetti, ma procedendo nell’avventura e quindi completando il gioco e aumentando la percentuale di completamento avrete la possibilità di sbloccare sempre nuovi oggetti per decorare come meglio credete il vostro coniglio. Oltre al poter aggiungere oggetti per decorare il vostro coniglio, potrete usare il pennino e la sua ottima implementazione per disegnare tutto ciò che volete sulla pelle della vostra protesi digitale: potrete cambiargli totalmente colore, mettergli una scritta sul viso e tanto altro ancora. Nelle immagini di seguito potrete capire quante cose si possano fare per personalizzare al meglio il vostro coniglio.

 

In giro per il mondo

Parlando ora del single player andiamo ad analizzare come si svolgerà la nostra avventura. Avremo dinanzi a noi un mappamondo con sei sturalavandini che ci andranno a segnare le zone dove potremo agire: ovviamente all’inizio ne avremo solo una a disposizione e piano piano sbloccheremo le altre. Ogni zona rappresenterà un continente, quindi America, Europa, Oceania e così via.
Nello schermo superiore del DS avremo poi un termometro che indicherà la percentuale di completamento dei minigiochi e ci aiuterà a capire quanto ci manca per raggiungere l’agognata vittoria. Ogni continente avrà sei carote da conquistare e avrete una carota solo all’ottimo conseguimento del minigioco da voi scelto, che di conseguenza sarà scelto tra uno dei sei a disposizione. Per capire quando sarete vicini al completamento perfetto del vostro minigioco dovrete guardare la barra in alto a sinistra che aumenterà a seconda dei punti conseguiti dopo ogni azione: punti che ovviamente compariranno sullo schermo e che non sempre prevederanno un’addizione, ma che potrebbero farvi incappare anche in una sottrazione. I minigiochi saranno tutti basati su movimenti del pennino e metteranno a dura, o forse non tanto dura, prova le vostre capacità di movimento con la mano. 
Troveremo anche un’altra modalità nel single player, ovvero quella Punti dove dovremo battere noi stessi e i nostri record imposti nella modalità avventura: insomma una sfida nella sfida per chi non si è accontento di giocare con i conigli nella modalità avventura. 

Un coniglio in jeans!

Il titolo presenta un’implementazione ottima col touch screen che fa da anima del gioco nonché fulcro portante di tutte le nostre azioni: nei minigiochi più banali dovremo sfregare la superficie del touch col pennino seguendo le indicazioni su schermo, oppure dovremo divertirci a dipingere dei murales con l’ausilio del nostro stilo, e andando avanti la situazione esilarante capiterà sempre a fagiolo per dimostrare quanto il DS sia stato sfruttato al massimo nella sua caratteristica portante.
Per grafica e sonoro c’è da fare, poi, un discorso altalenante, dove vedremo una grafica con delle texture all’inizio simpatiche ed accattivanti ma che nelle frazioni di gioco si dimostreranno poco più che mediocri, con dei conigli poco caratterizzati, nonostante la possibilità di farlo sia stata ampiamente discussa ed elogiata poc’anzi, e con un Rayman davvero molto anonimo. Gli stessi minigiochi prevedono animazioni non eccessive, statiche e ripetitive. La colonna sonora che invece accompagna la nostra avventura si presenta monotona ma riesce ad accompagnarci senza troppo fastidio: invece gli effetti sonori sono completamente da elogiare, dagli stridii dei conigli fino a tutti i rumori di contorno che ci accompagneranno durante il gioco.

L’invasione più corta del mondo

Sebbene Rayman Raving Rabbits 2 si attesti propriamente come titolo dalla difficoltà bassa o quasi assente, lodiamo l’ottima implementazione fatta su console DS che era totalmente assente nel capitolo precedente: un’esclusiva Nintendo che sicuramente ringiovanisce le capacità del Nintendo DS e che darà nuovo lustro a chi voleva divertirsi, sia tra i giovani videgiocatori che tra quelli un po’ più esperti, a suon di pennino e tornare ad assaporare l’ilarità dei conigli arrivati per conquistare il nostro pianeta. 
La longevità non si attesterà purtroppo su ottimi livelli nel single player, dato che sono previsti poco più di 30 minigiochi, la metà di quanti ne presentasse il precedente titolo su console fissa; ma per fortuna avremo un buon multiplayer ad aiutarci nonché una simpatica implementazione della personalizzazione della nostra sagoma virtuale che ci terrà impegnati per un po’ e che ci strapperà anche qualche sorriso. Con un po’ più di impegno nella gestione grafica avremmo avuto sicuramente un capolavoro del party game. 

 

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

  • Code Vein II – Recensione

    Code Vein II – Recensione

    Il 2026 videoludico è già pronto a sganciare le prime bombe e Code Vein II ne è una delle più risonanti. Il sequel dell’ottimo Action-GDR del 2019, sviluppato ancora una volta da Bandai Namco, ha un’eredità importante: migliorare un’idea di gioco intelligente, seppur derivativa, magari rendendola più audace, intima e originale. Per farlo, Bandai Namco ha…

  • I Hate This Place Recensione

    I Hate This Place Recensione

    Molti conosceranno sicuramente Bloober Team, lo studio che negli ultimi anni si è fatto un nome nel settore grazie a titoli come Silent Hill 2 Remake e Cronos The New Dawn. In pochi sanno però, che lo studio nel 2024 ha creato una sussidiaria dal nome Broken Mirror Games, una divisione creativa nata con l’obiettivo…

  • TavernHold Recensione

    TavernHold Recensione

    Il mix tra più generi videoludici è una pratica delicata, ancor più se la ricetta è preparata da uno studio indipendente con poca esperienza alle spalle. Stiamo parlando di Tevniyal Studios che, con il suo TavernHold, cerca di alternare due fasi distinte, passando da un gestionale “su binari” a un tower defense. Il risultato è…

  • Kejora Recensione

    Kejora Recensione

    La genesi di Kejora si configura come una parabola emblematica, quasi solenne, nel panorama contemporaneo dello sviluppo indipendente, offrendo una testimonianza preziosa di come la determinazione creativa possa mutare forma senza perdere la propria anima originaria. Nato dai primordiali e fecondi prototipi del 2020 come un frenetico run-and-gun a scorrimento laterale, un esplicito tributo estetico…

  • Dragon Ball Z Kakarot Daima Parte 2 Recensione

    Dragon Ball Z Kakarot Daima Parte 2 Recensione

    A oltre cinque anni dall’uscita originale, Dragon Ball Z: Kakarot continua a essere uno dei progetti più longevi e supportati dedicati all’opera di Akira Toriyama. CyberConnect2 ha scelto di affiancare al racconto delle saghe storiche una serie di DLC sempre più ambiziosi, fino ad arrivare al progetto DAIMA, un’espansione ispirata all’omonima serie animata e costruita…

Lascia un commento