Reanimal Recensione
Reanimal è il risultato del mix di atmosfere inquietanti, il body horror e lo stile burtoniano. Inseriamo poi in questo frullato dei ragazzini come protagonisti e abbiamo ottenuto una nuova wave horror che negli ultimi anni sta andando forte.
Limbo e Little Nightmares sono degli esponenti di rilievo di questo stile, molto simili anche alle favole dei fratelli Grimm. Si tratta di titoli di un certo livello e soprattutto Little Nightmares ha avuto un grandissimo successo, settando un nuovo standard per tutte le opere a venire.
Reanimal cerca di inserirsi in questo ambiente, non in punta di piedi, ma provando subito ad imporsi come un esponente di livello di questo genere, chiamato charming horror. Gli sviluppatori di questo titolo sono proprio gli stessi dei primi due capitoli di Little Nightmares, ossia Tarsier Studios.
Il loro scopo è proprio quello di ripetersi, ergendosi nuovamente a competitor in questo panorama, rivaleggiando con il terzo capitolo di Little Nightmares: i punti in comune fra i due titoli infatti sono molteplici, oltre allo stile, anche riguardo alla tipologia di esperienza. Vediamo quindi come Tarsier è scesa in campo.
Reanimal Recensione
Reanimal ti accoglie subito mettendo le cose in chiaro: da solo, in mare, in mezzo alla nebbia, senza nessuna spiegazione.
Il senso di smarrimento si attenua solo per due fattori: le boe luminose che ti faranno da guida nei primi minuti di gioco e l’arrivo della tua compagna dopo qualche secondo di navigazione. I dialoghi però sono striminziti, fatti di poche parole essenziali.
Reanimal comunica in maniera visiva, lanciandoti nella sua atmosfera inquietante e deformata, lasciandoti intuire cosa succede tramite i gesti e le azioni dei personaggi. Tutto questo ovviamente contribuisce a dargli uno stile comunicativo suo, che ha il suo peso nell’atmosfera del gioco.

Non vi saranno infatti nemmeno spiegazioni effettive di ciò che accadrà man mano che la trama prosegue, tanto che su alcuni aspetti sarà il giocatore a dover intuire le dinamiche narrative di Reanimal.
Non che siano complesse o astruse da seguire, tutt’altro, ma il cammino che intraprenderanno i due ragazzini sarà impervio e pieno di ostacoli che gli si pareranno di fronte, dovendo affrontarli al meglio delle loro potenzialità.
Questi ostacoli e queste peripezie il più delle volte non sembrano avere un perché ma molte di queste saranno chiarite portando a termine l’avventura, che nasconde un finale non proprio così prevedibile.
Come in Little Nightmares, tra l’altro, ciò che per buona parte del titolo rappresenta una minaccia per i ragazzini sono proprio gli adulti, coloro che dovrebbero invece avere il ruolo di protettori nei confronti degli innocenti, ma anche in questo caso sono invece motori di violenza, paura e timore.
Semplice ma d’effetto
Il gameplay di Reanimal è molto semplice e lineare: anche qui non ci saranno poi grandi spiegazioni e introduzioni, in quanto tutto ciò che si dovrà fare sarà correre, nascondersi o interagire con gli oggetti che circondano i personaggi.
Raramente sarà necessario combattere in maniera effettiva, nella maggior parte dei casi scacciare qualche gabbiano o difendersi da piccoli avversari. Il fatto però che ci si limiti a delle scelte di gameplay basilari non è necessariamente un qualcosa che viene visto negativamente, anzi.
Concede infatti spazio a tutto il resto, rendendo l’immersione nel mondo di gioco più nitida, dando anche quel senso di impotenza contro il male che si affronta.

Il più delle volte infatti si dovrà sfuggire correndo via, nascondendosi o strisciando fra le ombre per non farsi notare.
Solo di tanto in tanto si dovranno affrontare faccia a faccia le minacce reali, non avendo voce in capitolo: delle creature enormi e deformi, accompagnate da suoni gutturali e movimenti innaturali, volte letteralmente a terrorizzare il prossimo.
Questi però saranno momenti più rari, come accennato. In Reanimal buona parte del tempo va dedicato all’esplorazione, non esente ovviamente da minacce reali, e alla risoluzione di puzzle ambientali.
Questi non sono complessi ma aiutano comunque a dare varietà al titolo, mischiando ogni tanto le carte in tavola per non cadere nella ripetitività, anche se la longevità delle run previene già di suo questo rischio.
Più di qualche volta incapperai nell’effetto “pesantezza” o bambola di pezza quando impartirai dei comandi al personaggio ma non si tratta di imprecisione, quanto di volontà degli sviluppatori di dare proprio quest’effetto: anche in Little Nightmares, Tarsier ha inserito questo suo marchio di fabbrica particolare.
Insomma: se quello che stai cercando dunque è tuffarti in un’atmosfera lugubre, dove il più delle volte ti sentirai in balia degli eventi, Reanimal non ti deluderà.
Un mondo deforme e scuro
Il mondo di Reanimal non è solo un luogo, ma un incubo da esplorare, un regno sospeso tra realtà corrotta e visione distorta.
È un ambiente che trasforma l’ordinarietà in minaccia, e l’infanzia stessa in vulnerabilità continua. Le case, i cortili, le strade con i giochi per bambini sono diventati ombrosi e corrotti, con pareti sbrecciate e ambienti trasandati e sporchi.
Le scale, le porte e le stanze non conducono mai veramente alla salvezza, ma sempre alla prossima angoscia. Il cuore del gioco è la costante contrapposizione tra la fragilità dei due ragazzini (fratello e sorella) piccoli, spaventati, incapaci di difendersi con forza e un mondo tirannico di creature deformi e mostruose.
Il gioco di luci e ombre degli ambienti gioca anche a favore delle deformità dei nemici che comunicano sempre disagio, alterazione e la perdita di ogni certezza.
Ogni nemico, ogni silhouette allungata nell’ombra, diventa simbolo di qualcosa che non è solo mostruoso, ma profondamente sbagliato.

L’esperienza in cooperativa non cambia molto gli equilibri del titolo, se non dando il piacere di avventurarsi in quest’atmosfera con un compagno/a e godersela insieme, senza però perdere la sua carica horror. Anche in singolo però resta comunque un titolo godibile, con un’IA responsiva che riesce a seguire il giocatore singolo senza troppi problemi.
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Pro
- Atmosfera da charming horror interessante
- Esperienza coop gradevole
- Gameplay semplice
Contro
- A volte poco intuitivo
- Non esente da qualche bug
- Probabilmente non per tutti