The Chronicles of Spellborn – Recensione The Chronicles of Spellborn

 Il viaggio inizia.

A volte capita che titoli validi passino inosservati agli occhi del pubblico e di certo per un titolo massivo come Spellborn, la scarsa pubblicizzazione si fa sentire maggiormente; sommata al fatto che attualmente il gioco non sia ancora stato distribuito in tutto il mondo, fa capire il perchè dell’utenza così ristretta.  Viene comunque in aiuto la possibilità di provarlo gratuitamente fino al settimo livello per farsi un’idea delle potenzialità del gioco.

The Chronicles Of Spellborn si presenta come un mmo basato molto sulle skill del personaggio e sull’abilità manuale del giocatore stesso che fanno da perni alle performance del proprio alter-ego. Le abilità sono così suddivise fra i 3 archetipi principali: Warrior, Rogue e Mage; ognuna delle tre classi possiede altre 3 sottospecializzazioni da poter scegliere al livello 5. Gli equip hanno un valore quasi del tutto estetico, in modo vagamente simile a City of Heroes.

Già dalla creazione del personaggio potremo scegliere fra varie armi e pezzi d’armatura, colorandoli come vogliamo, in modo tale da iniziare ad avere un aspetto ben definito e riconoscibile sin dai primi livelli. Segnaliamo che, a differenza di altri titoli dove i personaggi hanno tutti un fisico bello e prestante, in Spellborn potremo decidere se creare un personaggio grasso, magro o super palestrato. Lo scopo di tutto questo incide soltanto nelle apparenze del nostro alter ego.

Oltre agli umani esiste anche una seconda razza chiamata Daevi, dall’aspetto leggermente più bestiale, che può essere scelta come allternativa sebbene non influenzi in alcun modo il prosieguo delle nostre avventure. Una volta entrati in gioco ci ritroveremo a bordo di una nave che sembra volare in una sorta di spazio mistico, e qui verremo introdotti ai comandi principali del gioco con una serie di quest tutorial; noteremo sin da subito come il sistema di combattimento sia molto diverso dal solito punta e clicca: per colpire un nemico infatti non dovremo solo selezionarlo ma dovremo andare vicino ad esso e "mirare", altrimenti non faremo altro che mancarlo. I danni critici non sono gestiti da variabili casuali ma dalla nostra abilità nello spostarci alle spalle dell’avversario e colpirlo. In questo modo il combattimento risulterà interamente nelle mani del giocatore escludendo a priori i soliti miss, dodge o critical.

Oltre a dover mirare il nostro bersaglio, dovremo comporre sapientemente lo skill deck. A differenza di molti mmo infatti, al posto della barra delle skill avremo una sorta di rullo, dove dovremo sapientemente disporre le icone corrispondenti ai nostri attacchi; ogni azione in combattimento, da un semplice colpo di spada ad una potente magia, è rappresentata da skill con un determinato tempo di cooldown. Ad ogni azione ne seguirà immediatamente un’altra rendendo il combattimento un ciclo continuo di attacchi. Per capire meglio il funzionamento dello skill deck immaginate un rullo orizzontale in cui sono disposte lungo una riga le skill: ogni volta che ne useremo una, il rullo scenderà e passerà alla skill successiva, il tutto scandito dai click del mouse; inutile dire che una parte importante del gioco starà nel creare uno skill deck funzionante e ben assortito, in modo tale da poter scegliere sempre le skill che ci servono e poterne usare subito una, nell’attesa che la precedente si sia ricaricata. Segnaliamo la totale assenza di mana points, evitando così lunghe pause di recupero per essere sempre pronti all’azione.

 

 

Un mondo da ammirare.

Le atmosfere del gioco sono molto suggestive anche grazie ad una colonna sonora evocativa. Le zone sono realizzate in modo tale da immergere completamente il giocatore nel mondo di Spellborn, facendoci a volte soffermare ad ammirare ogni singolo particolare. Noteremo varie creature muoversi nel fitto della foresta in modo realistico, assistendo a scene degne di un documentario naturalistico. L’intelligenza artificiale dei mob è ben curata; capiterà alle volte di venire accerchiati senza neanche rendersene conto, mentre altre volte se messi alle strette, i nemici fuggiranno via. Il mondo di Spellborn risulta così vivo e credibile. Non si tratta di un titolo sandbox comunque, ma dà un’ottima alternativa ai soliti mmorpg caratterizzati da elementi pre impacchettati dagli sviluppatori.

A livello tecnico non sarà un’eccellenza ma poco ci manca e anche la cura dell’interfaccia e dei menù contribuirà a dare un senso di pulizia e ricerca del dettaglio.

 

 

Aumentare la nostra fama.

Il sistema di crescita del personaggio è basato sui livelli di fama: ad ogni level up dovremo distribuire 3 punti su 3 differenti attributi, body, mind e focus.  Questi incideranno sulle abilità che andremo a scegliere, quindi dovremo stare bene attenti a come li vogliamo distribuire se non vogliamo ritrovarci con un personaggio squilibrato. Sarebbe inutile aumentare per esempio Body, influente per skills corpo a corpo se la maggior parte dei nostri danni sono incentrati sulle magie che richiedono Mind come attributo principale. Come detto prima, al livello cinque dovremo scegliere fra tre specializzazioni che determineranno anche il tipo di Bodyslot,  una sorta di abilità di supporto uniche per ogni classe avanzata; Per esempio un Ancestral Mage avrà come Bodyslot la possibilità di evocare dei Companion che lo aiuteranno in battaglia, mentre un Blood warrior avrà la possibilità di migliorare la sua difesa contro magie e attacchi fisici. Ogni specializzazione conta dai 10 ai 15 bodyslot, ottenibili ogni 5 livelli.

Oltre al livello di fama esiste il livello personale, che parte da 0 ed arriva sino a 5. Far salire questo livello significherà avere maggiori bonus nel combattimento aumentando la barra dello status, barra che comprende tre statistiche particolari che incidono sul danno, sugli hp e sulla velocità del PG. La maggior parte delle skills di debuff incidono proprio su di esse, causandone anche l’azzeramento per alcuni secondi; per esempio se la velocità scenderà a 0 il nostro personaggio sarà lentissimo e quindi facile preda degli attacchi nemici. Se si muore dopo aver fatto salire il livello personale esso scenderà di un punto sino a tornare al livello 0. Questo spingerà di più i giocatori a cercare di sopravvivere ed evitare inutili suicidi.

 
Cosa manca
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Viaggiare per il mondo di Spellborn significa spesso fare chilometri di strada a piedi, passando da un area all’altra più volte, questo anche per via delle quest che ci spingeranno ad esplorare ogni singola zona. Il mondo di Spellborn è diviso in shard (frammenti), immense isole galleggianti nello spazio mistico. Sarà possibile spostarsi da uno shard all’altro tramite le shardship scegliendo se far parte dell’equipaggio della nave o se prendere un cabina a pagamento (in quel caso la nave arriverà subito a destinazione senza dover aspettare ulteriormente). La mancanza di cavalcature forse si fa un po sentire, ma tutto sommato le aree di gioco non sono troppo estese o dispersive.

Attualmente il titolo prevede la possibilità di fare del PvP libero in alcune zone, ma il suo scopo è puramente dilettevole; sono previsti però in futuri aggiornamenti scontri in arene a squadre. Sicuramente, dato il sistema di combattimento e la barra dello status, se ben implementato il PvP risulterà molto divertente, dando la possibilità anche a giocatori di basso livello di dire la propria. Non è ben chiaro come potranno incidere sull’endgame i Sigil, che si potranno inserire nei pezzi principali delle armature e delle armi e per potenziare le skills. Solo il tempo dirà se si tratta solo di un aiutino in più o se la loro efficacia sia eccessivamente determinante ad alti livelli. Di sicuro in uno scontro PvP la loro influenza si potrebbe far sentire nonostante il sistema di combattimento basato sul targeting. Attualmente non è presente una forma di commercio globale, ma gli sviluppatori promettono che verrà implementata nelle prossime patch. Non manca invece una forma di crafting, basata sul recuperare oggetti danneggiati e da questi estrapolarne la recipe corrispondente, avendo modo di ricreare l’oggetto utilizzando i materiali necessari.

 

Concludendo.

The Chronicles of Spellborn ci ha convinti, anche se non del tutto. È di certo un titolo molto valido e ben strutturato nel suo genere, anche se attualmente non tutte le caratteristiche del gioco sono state implementate, PvP in primis. Risulta gradevole e divertente la bassa concentrazione di giocatori si fa sentire e il senso di vuoto dominerà le vostre sessioni. Un gioco che tenta di uscire dagli schemi, ma con discrezione, mantenendo tante meccaniche classiche ed implmentandone altrettante nuove. Forse non avrà successo ma sarà sicuramente un’ottima carcassa da sbranare per i game designer in cerca di nuove idee.
 

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