Asus Strix 7.1 – Recensione

Headset: prestazioni

A livello generale la qualità audio di ASUS Strix 7.1 è molto più piacevole rispetto alla media degli headset da gioco: si possono individuare tranquillamente bassi, alti e medi senza notare sovrapposizioni sugli altri elementi, sia che si stia ascoltando tracce musicali di vario genere in modalità stereo che giocando in modalità surround a una confusionaria partita di Battlefield 4.

Il surround 7.1 con canali gestiti fisicamente da magneti di varie forme e dimensioni è ciò che differenzia l’headset Strix dalla concorrenza che si limita a emulare l’effetto: la possibilità di regolare singolarmente i canali consente di giocare parecchio sui suoni da attutire o amplificare, tuttavia per rendere le cose più semplici esiste un selettore nella rotella frontale che non avevamo menzionato in precedenza, ovvero “spectrum”. Questo pulsante consente di abilitare e scegliere tra quattro differenti profili audio pre-impostati: FPS – gunfire enhancer, FPS – footstep enhancer, Action/RPG e Racing.

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Il posizionamento dei magneti e le loro dimensioni

I nomi sono piuttosto indicativi: FPS – gunfire enhancer aumenta la nitidezza del rumore delle armi nei giochi in prima persona, mentre l’alternativa footstep enhancer consente di captare meglio il rumore dei passi. L’efficacia è provata: giocando a FPS online come Counter-Strike: Global Offensive o Battlefield 4 è effettivamente possibile ottenere un beneficio tattico usando footstep enhancer, mentre invece chi non è interessato al multiplayer ma vuole migliorare l’immersività di sparatutto, giochi in terza persona o giochi di corse potrà farlo senza bisogno di perdere tempo a sperimentare con il controllo dei singoli canali.

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La scheda tecnica

Il microfono, che a dispetto dell’apparenza è tutt’altro che rigido, nasconde anche un’altra piacevole sorpresa data sempre dall’audio station, ossia l’eliminazione del rumore ambientale (ENC) attraverso un microfono posto sul pod che capta e riduce i rumori. Funziona davvero!

Siamo rimasti piuttosto delusi invece dalla scarsa qualità dell’amplificatore interno all’audio station, il quale rende udibile l’interferenza del segnale prima ancora di arrivare al massimo dell’amplificazione.

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