Steelseries Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 – Recensione
Le cuffie migliori, anche e soprattutto per quelli con la testa grande come me.
Campione hardware (review unit) fornito permanentemente dal produttore per test e follow-up.
Succede una cosa curiosa, quando si è un “omone” come sono io. No, non sono troppo grosso, ma devo avere la testa particolarmente ingombrante, perché in 25 anni di gaming non ricordo una singola cuffia over-ear che mi fosse comoda, sul lungo periodo.
Dammi pure del fanboy nei commenti, ma in tutti questi anni le cuffie migliori che mi sono capitate fra le orecchie – lato gaming, eh, perché a livello di ascolto generico le mie Sony WH1000 XM5 sono ancora il top – sono state le Sony Pulse Elite. Con una comodità serenamente sul 7/7.5, però, avevo a che fare con dei padiglioni in simil-pelle che diventano molto caldi, nell’uso prolungato, e che presto, a causa del sudore che si ferma in quella zona, mostrano segni di usura, esteticamente poco gradevoli ma dal relativamente piccolo impatto sulla loro funzionalità. Persino le Pulse Elite, però, le sentivo “troppo giuste”, finché, un bel pomeriggio di fine anno scorso, arriva una mail e mi viene data la possibilità di provare le Steelseries Arctis Nova 7P Wireless Gen 2, brand che dubito tu non conosca.

Con Steelseries ci avevo già avuto a che fare con un altro modello, con il quale però non mi ero trovato troppo bene, proprio in fatto di comodità. Beh, Steelseries merita il primo applauso perché già di primo impatto, appena indossate le Arctis Nova 7P Wireless Gen.2, ho provato l’entusiasmo di tutti quegli youtuber che in ogni loro video consecutivo provano la MIGLIORE cosa di SEMPRE. Quello vero, però, non quello da thumbnail di YouTube. Lasciami spiegare…
Steelseries Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 – Recensione
Se sei arrivato fino a qui e non mi conosci, devo chiarirti una cosa. Se già mi conosci, skippa questo trafiletto. Io non ho la voglia né le capacità di sfruttare la tua pazienza, nel leggere una recensione tech, per snocciolarti un sacco di numeretti e statistiche. Chi cerca quel tipo di recensione, già ne può trovare. A me interessa SOLO l’esperienza utente. La mia, prima di tutto, e come questa può applicarsi a più utenti possibili. Quindi dobbiamo partire da una base consolidata, una spiegazione delle mie abitudini di utilizzo di una cuffia gaming per farti capire se questa recensione, in un certo senso, fa per te.
Io ho la fortuna di lavorare da remoto, in un paese – la Svezia – che fa dell’equilibrio vita privata/lavoro un vanto. Di conseguenza, durante il giorno, sfrutto ogni momento non lavorativo per giocare a qualcosa, o leggere qualche pagina di un manuale di game design, o perdermi in qualche album che ancora non ho recuperato. Quando gioco durante il giorno, la mia ragazza è al lavoro, quindi uso una soundbar. Ne riconosco i limiti e i vantaggi, ma non ho davvero motivo di incastrarmi in un paio di cuffie quando, in fin dei conti, non disturbo nessuno nel non usarle.

Dato il lavoro della mia compagna, mi ritrovo peraltro ad avere molte ore libere, dopo che lei è andata a letto, per giocare. A questo aggiungi che qui in Svezia, se non hai un tesoretto nascosto da qualche parte, gli appartamenti che puoi permetterti in città sono piccoli, ergo il nostro salotto al momento confina con la camera da letto. Quindi, indovina un po’ cosa si fa? Si usano le cuffie per giocare.
Le mie sessioni di gioco serali, non me ne vergogno, sono il pilastro della mia – già precaria – sanità mentale. Ho infatti modo di giocare 5-6 ore senza interruzioni, situazione che ovviamente mi porta a usare cuffie come le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 circa 40 ore a settimana, quasi fosse un lavoro. Capisci quindi che, se esistono dei parametri all’interno dei quali si può definire lo stress test di un prodotto, io ne sono pienamente al centro.
Ecco, le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 tengono costantemente testa alle mie sessioni di gioco non solo in fatto di qualità tecnica del suono, ma proprio in fatto di feel una volta indossate, e di durata della batteria. Parto da quest’ultima.
Le promesse della scatola, mantenute
Sono sicuro di parlare a qualcuno che condivide la mia disillusione verso le promesse di una statistica sulla scatola di un prodotto tech. Se sei come me, un po’ ti scende una lacrima nel vedere il ciclo di ricarica del tuo iPhone diventare sempre più frequente e sempre meno efficace. In fondo le batterie dei nostri dispositivi sono fra gli elementi costitutivi più “stressati” dal nostro utilizzo, e vedere un calo delle performance è inevitabile.

Le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 però, un po’ come i bombi, ignorano e leggi della fisica e centrano a pieno le 50h di durata della batteria promesse dalla scatola e dal fact sheet. Me ne rendo conto di settimana in settimana perché – costantemente – mi dimentico di ricaricarle. Quando l’utilizzo di un oggetto arriva ad essere quotidiano, si vanno naturalmente a creare quelle che si chiamano “vie del desiderio”: è un concetto che si applica di più all’urbanistica, ma con un piccolo esercizio di ginnastica mentale possiamo applicarlo anche qui. Essenzialmente, nell’utilizzare un qualcosa – una teiera, una cucina, un controller, o un paio di cuffie – noi inevitabilmente creiamo delle abitudini di utilizzo associate ad esso. L’esempio più banale che posso pensare – e che ho applicato in casa nostra – è come utilizzo il cabinet delle spezie: inevitabilmente quelle che usi di più tenderanno a trovarsi naturalmente davanti e quelle meno utilizzate saranno dietro, no?
Nel mio utilizzare le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2, mi sono presto reso conto che le utilizzavo e utilizzo come le cuffie “da guerra”, quel paio di cuffie che sono sempre pronte quando ne ho bisogno e sono sempre ready to go a prescindere dalla percentuale di batteria. È proprio in questa seconda realizzazione che mi sono reso conto dell’attenzione anche tecnica con la quale Steelseries ha assemblato questo paio di cuffie. La presenza del fast charge è graditissima, e personalmente mi distoglie dalla cattivissima abitudine di lasciare le cuffie in carica tutta la notte, preferendo invece cicli di ricarica “monitorati”, magari sulla scrivania dove lavoro, o sul mobile davanti al divano in salotto. Dovunque, insomma, si possa vedere il colore della spia colorata posta alla base delle cuffie e il suo “ritmo” (se si accende e spegne, si sta ricaricando, altrimenti ha raggiunto la massima carica).
Parlo ovviamente di seconda realizzazione, perché il primo impatto l’ho avuto indossandole.

Finalmente ho zero lamentele sulla comodità di una cuffia over-ear
Il titolo di questo paragrafo parla da sé. Solitamente ho sempre una nota a margine, nel mio parlare o recensire una cuffia over-ear. C’è sempre qualcosa che non fa: un padiglione troppo stretto o troppo duro, un posizionamento di pulsanti sgraziato, un archetto troppo generoso (mai successo) o troppo rigoroso (sempre successo).
Sulle Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 ho zero note a margine. Partiamo dai padiglioni: AirWeave Memory Foam, materiale nato per diminuire la sudorazione (cosa che davvero non avviene, con queste cuffie addosso) e soprattutto risultare il più confortevole possibile. È proprio con i padiglioni il primo impatto con un paio di cuffie over-ear, e il tuo primo impatto con queste sarà ineccepibile, ci metto la mano sul fuoco. La dimensione stessa dei padiglioni è generosa, tanto da accogliere anche orecchie grandi come le mie senza offrire alcun tipo di sensazione di pressione o di strettezza attorno all’orecchio.
Il secondo aspetto che ho istintivamente valutato è la pressione dell’archetto stesso sull’osso temporale. Solitamente questo è, per me, il punto critico più evidente – e immediatamente un motivo di rottura con una cuffie over-ear: conto sulle dita di una mano le cuffie che sono comode già a livello di padiglione, e in quel numero già ristretto non ho esempi (tolte le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2) di cuffie che non stringano sul temporale, risultando in una scomodità immediata e, almeno per me e sul lungo periodo, in mal di testa fastidiosi. La pressione dell’archetto delle Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 è ottimale perché le cuffie si sentano stabili sulla testa, senza che la cosa si trasformi in uno strumento di tortura.

Terzo elemento, l’aderenza dell’archetto superiore alle ossa parietale e frontale (più parietale, per come le uso io). Questo è un aspetto minore e dimenticato, nel momento in cui uno degli elementi precedenti già esclude la cuffia, ma è il mio terzo e ultimo check, sul giudizio di una cuffia over-ear. Ironicamente, è proprio questo il problema principale delle mie precedenti cuffie preferite, le Sony Pulse Elite: l’archetto di quelle preme troppo sul parietale, elemento di discomfort che non me le fa mai utilizzare per più di un’ora o due alla volta.
Le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 vincono anche su questo punto, grazie alla presenza di un archetto di supporto dai molteplici agganci (e quindi molteplici “misure”). Data la grandezza della mia testa, quell’archetto l’ho subito portato alla sua misura più grande – che lo fa essenzialmente aderire all’arco metallico più esterno – e sono rimasto molto sorpreso dalla comodità della cuffia in quella condizione. È la condizione alla quale la uso quotidianamente, tra l’altro.
In toto, anche il feel da non indossate è quello di una cuffia premium, per le Arctis Nova 7P Wireless Gen 2, con un buon equilibrio fra parti morbide e parti dure. Ne parlo poco perché è una cuffia promossa anche solo per la comodità, ma questa cuffia presenta anche un ottimo layout di tasti, in particolare vista una particolare funzione della quale ti parlo fra poco. Il posizionamento della rotella del volume è comodo, e la presenza di piccole scanalature fornisce un controllo piuttosto preciso; comodissimi anche i tasti di accendimento/spegnimento; l’unica azione che ti può richiedere di toglierti la cuffia è il reinserimento del microfono nel suo vano (nascosto all’interno del padiglione sinistro), ma dopo un paio di utilizzi si impara facilmente a fare tutto senza interrompere il flow di gioco.

Ora ti parlo del resto…
L’aver voluto partire dalla comodità fisica della cuffia e dalla sua capacità di tener testa alle mie abitudini di gioco non deve togliere valore alla qualità tecnica della cuffia stessa, in fatto di performance. Questa in particolare è una cuffia più orientata verso il mondo PlayStation, tanto da supportare l’Audio 3D Tempest, caratteristica esclusiva di PlayStation 5 e che fa reciprocamente fare bella figura a console e cuffie, in questo caso.
Apprezzo particolarmente il fatto che, senza alcun tipo di modifica dell’equalizzatore, l’audio in cuffia è già ottimamente calibrato, in grado di non far sfigurare l’audio delle voci rispetto a soundtrack ed effetti sonori, problema comune in altre cuffie, soprattutto pre-calibrazione. Parlo di EQ perché l’app di Steelseries, disponibile per Windows, MacOS, iOS e Android, permette di impostare qualcosa come 300 diversi livelli di equalizzazione in base al gioco che si sta giocando.
Non è qualcosa sul quale ho sperimentato troppo, preferendo un utilizzo un po’ più diretto e on the go della cuffia, dando per scontato che un’enorme fetta di utenza farà esattamente lo stesso, ma la quantità di opzioni presenti è elevatissima e include moltissimi dei giochi più noti.
Il microfono della cuffia restituisce un buon suono agli utenti in chiamata, abbastanza pulito e comunque leggermente superiore, anche solo per l’isolamento meno “forzato” e ovattato del rumore, ai competitor. Qui sotto ti ho messo una prova, giusto per farti capire con cosa stiamo lavorando.
La feature che però la rende davvero la mia cuffia di tutti i giorni è l’audio simultaneo, ossia la possibilità di connettersi ad un dispositivo tramite bluetooth e ad un dispositivo tramite il piccolo ricevitore wireless. Personalmente ho il ricevitore connesso alla porta USB-C anteriore di PlayStation 5 Pro, cosa che lo ammetto, ti blocca l’altra porta usb-c, data la lunghezza del ricevitore Arctic stesso; come audio bluetooth, invece, utilizzo le cuffie con la mia Apple Tv 4K.
Ti condivido un altro pezzo di mia routine, giusto per farti capire la comodità di utilizzo di questa cuffia a livello di molteplicità di dispositivi: dopo la mia sessione di gioco serale, mi concedo sempre uno o due episodi della serie del momento (Widow’s Bay su Apple Tv Plus e The Boroughs su Netflix). Riuscire, senza interruzione, a spegnere PlayStation, spegnere velocemente la connessione wireless della cuffia, avviare Apple Tv 4K e accendere il bluetooth è un miracolo, per quel che riguarda la mia esperienza utente. Ho provato solo una volta, ma nelle sessioni di grinding più pesante, è anche possibile metterti su un podcast dal telefono (connesso via bluetooth) mentre giochi, e comunque sentirai l’audio PlayStation e l’audio proveniente dal telefono.
Il futuro, gente. Il futuro.
Conclusioni
Non avrei mai pensato che 325 grammi di cuffia potessero diventare la mia compagnia quotidiana, ma le Steelseries Arctis Nova 7P Wireless Gen 2 lo sono costantemente, complice una comodità che considero un primato, una qualità audio all’altezza di PlayStation 5 Pro e un’apertura all’audio multidispositivo che fa sfigurare qualsiasi altro brand provi anche solo vagamente ad emulare questa user experience. La batteria praticamente eterna è solo la fragola sulla torta (odio le ciliegie) di un prodotto che sì, costa (174,99€ al momento sullo store ufficiale), ma che vale ogni singolo euro speso, e non è una cosa che dico mai con leggerezza. Mondo delle cuffie da gaming over-ear: Arctis ha segnato un touchdown memorabile e rimesso la palla al centro, ora sta a voi alzare il tiro o chinare il capo in sottomissione.
Senza esagerazioni, le cuffie più comode e versatili che ho provato in 25 anni
Pro
- Comodità elevatissima
- Possibilità di connettersi a due dispositivi diversi
- Padiglioni perfetti per le lunghe sessioni di gioco
- Il feel è premium, sia addosso che "da sole"
Contro
- Il dongle wireless, se messo sulla porta usb-c davanti di PlayStation 5, rende inutilizzabile l'altra porta