Kingdom Hearts Re:coded – Recensione Kingdom Hearts Re:coded

Kingdom Hearts è forse un fenomeno che non terminerà mai? Così pare. Questa saga ha avuto così tanto successo, sin dai suoi albori, che è una vera e propria gallina dalle uova d’oro per la SquareEnix, e naturalmente, di rimando, escono continuamente giochi su giochi, soprattutto spin-off, alcuni utili altri un po’ meno. In pochi però hanno mai sentito il titolo Kingdom Hearts Coded. Questo particolare gioco uscì nel Novembre 2008 per cellulari giapponesi, e fu rilasciato in maniera episodica, così come accadde al tempo anche per Final Fantasy IV: The After Years. Essendo creato per questa piattaforma però, nonostante raccontasse punti della trama cronologicamente successivi a Kingdom Hearts 2, non è mai stato possibile farlo uscire fuori dal Giappone…almeno fino ad adesso. Fu infatti annunciato, allo scorso E3, lo sviluppo di Kingdom Hearts RE: Coded, remake del suddetto gioco per Nintendo DS. Questa cartuccia conterrà la stessa storia di Coded, ma con tutti gli episodi già all’interno e un gameplay rinnovato pesantemente. Ora che è nelle nostre mani, vediamo, varrà la pena giocarlo?

E’ un errore di Matrix.

E’ un giorno come tutti gli altri al Castello Disney. Dopo la sconfitta di Xemnas le cose sembrano essere tornate al loro posto, eppure il Grillo Parlante, all’improvviso, scopre qualcosa di strano. Il Grillario, dove lui aveva registrato tutti gli accadimenti delle avventure di Sora, sembra essersi inaspettatamente svuotato. Le pagine sono completamente bianche, e solo una frase compare, una frase che il Grillo non aveva mai scritto. "Il loro dolore sarà alleviato quando tornerete a mettergli fine". Il Grillo va subito da Re Topolino a spiegargli questo avvenimento, e il sovrano decide di utilizzare le conoscenze tecnologiche di Cip e Ciop per "digitalizzare" il Grillario e vedere cosa c’è che non và. Il Grillario diviene così una sorta di programma informatico, nel quale i nostri eroi trovano una grande quantità di bug e glitch, sotto forma di blocchi cubici dai vari colori. Mickey non ha alcun dubbio che siano quei blocchi la causa del malfunzionamento del Grillario, e chi meglio di Sora può risolvere le cose…direttamente dall’interno? Il Sora digitale quindi, quello che vive dentro al racconto del Grillario, viene contattato da Topolino e accetta di prestargli il suo aiuto. I vari mondi Disney sono nel caos: blocchi dappertutto, anomalie che fanno apparire le cose diversamente da come sono accadute davvero, e…un misterioso personaggio che indossa la divisa della Organization XIII?
 

 Le limit sono spettacolari, ma soprattutto…devastanti! 
 

 
Non si preoccupì signò, glielo sistemo io il piccì.

Naturalmente, se state leggendo questa recensione, si presuppone che abbiate giocato almeno ad uno dei precedenti capitoli di Kingdom Hearts. Il gameplay della battaglia e dei nostri movimenti quindi è già ben radicato nelle nostre menti e lo conosciamo a menadito, quindi possiamo parlare senza remore delle cose che in questo gioco cambiano rispetto agli altri titoli.
Iniziamo dalle fasi di battaglia. Il nostro Sora digitale potrà come al solito picchiare i nemici a colpi di Keyblade, pararsi, saltare e quant’altro, ma per quanto riguarda magie, oggetti, e colpi speciali, questo gioco si fa molto simile al sistema già visto su Birth by Sleep su PSP. Infatti dal menù, come spiegheremo più avanti, dovremo equipaggiare le tecniche che vogliamo utilizzare in battaglia, e mentre combatteremo dovremo selezionare dalla lista quella che più preferiamo per poi sferrarla con la pressione del tasto X. Una volta utilizzato il nostro comando, questo rimarrà inutilizzabile per una manciata di secondi, ma in compenso non ci sono Punti magia o simili da consumare. Se invece poniamo degli oggetti negli slot dei comandi, questi ovviamente saranno consumabili, ma col lato positivo di non avere un tempo di ricarica. Utilizzare i comandi non servirà, comunque, soltanto a combattere in modo più efficace contro i nostri avversari. A seconda del Keyblade che abbiamo equipaggiato, infatti, avremo un albero di abilità extra che si sbloccheranno man mano in una battaglia tramite una barra posta accanto a quella dei punti vita: riempiendola completamente utilizzando i comandi si acquisiranno le abilità passive di livello 1 e così via, dandoci ulteriori poteri come per esempio l’autoschivata. Una volta arrivati al livello massimo dell’albero di abilità, premendo il pulsante dell’attacco effettueremo una Limit Break che devasterà i nemici che abbiamo attorno, ma che riazzererà la barra togliendoci i poteri passivi che dovremo poi riacquisire. Anche la Limit Break è personalizzabile dal menù, potremo infatti equipaggiarne una a scelta tra tutte quelle che abbiamo sbloccato nella partita.
 

 


Utilizzare le limit si risolverà spesso in minigiochi dove dovremo premere i pulsanti al momento giusto.

Andiamo ora a vedere una delle parti più interessanti del gioco, la gestione del personaggio. Dal menù di gioco, questa è divisa in 3 diverse sezioni: Matrice di Status, Matrice dei Comandi, e Matrice Accessoria. Vediamole una per una nel dettaglio.
La Matrice di Status è la zona dove possiamo potenziare il nostro personaggio. Ricorda molto da vicino la sferografia di Final Fantasy X, ma con un approccio grafico tecnologico, pieno di Chip da computer e quant’altro. Ci sono varie strade formate da tasselli vuoti, che noi possiamo riempire con i chip che raccogliamo nella nostra avventura: i chip possono potenziare le nostre caratteristiche come Forza, Magia, Difesa. Fortuna, o Punti Vita, possono migliorare le nostre potenze elementali, o ancora possono essere i chip di livello, che inseriti nella matrice ci daranno appunto un Level Up. I Chip di livello si acquisiscono con i punti esperienza (quindi nel solito modo con cui avanziamo di livello negli altri giochi, solo che quando raggiungiamo il grado di esperienza necessario, invece di farci avanzare di livello direttamente, ci viene assegnato un chip), mentre gli altri possono essere trovati in vari modi, come rompendo blocchi, uccidendo nemici che li lasciano a terra, o con delle sidequests. Siamo quindi noi stessi a decidere quando e in che modo potenziare il nostro Sora virtuale, ma la Matrice di Status presenta anche molte sorprese e Chip particolari. I Chip Principali sono quelli che potenziano tutto il sistema, da essi partono nuove strade e se ne sbloccano di nuovi proseguendo con la trama. Una cosa molto interessante, è che unendo una strada che porta da un Chip principale ad un altro, tutti i chip di potenziamento che abbiamo inserito in quella strada vedranno i loro effetti raddoppiati. Un chip di livello quindi ci darà ben 2 livelli, mentre un Chip di Forza +1 ci farà guadagnare 2 punti in quella caratteristica. Abbiamo poi i Chip di Abilità. Questi particolari chip sono disattivati fino a quando non li raggiungeremo ponendo dei chip di potenziamento in una delle strade che giunge su di loro. Una volta attivati questi chip verrà sbloccata automaticamente una nuova abilità passiva, che sarà sempre attiva sul nostro personaggio, come il classico Scan, o la Parata e il Gransalto. Alcune strade che portano a determinate abilità, sono però ostacolate da blocchi di Bug. Per liberarsi di questi ultimi dovremo utilizzare i Debugger, particolari oggetti che reperiremo durante l’avventura. Infine, per ultimi ma non ultimi, nella matrice troveremo i Chip di Trucchi, probabilmente la cosa più interessante dell’intera sezione. Grazie a questi particolari Chip potremo infatti aggiustare a nostra discrezione alcune caratteristiche del gioco di modo da avere grossi vantaggi ad un piccolo costo. Per esempio, sin dall’inizio del gioco, è presente il Chip di Trucchi della difficoltà, dove potremo cambiare la difficoltà della partita in qualunque momento. Ovviamente più la renderemo difficile, più saranno tosti i nemici ma lasceranno oggetti con grande valore. Un altro esempio che possiamo fare è il primo Chip di Trucchi che sbloccheremo: tramite questo potremo abbassare la vita massima di Sora per acquisire un moltiplicatore nella possibilità che i nemici lascino cadere oggetti. E qui potremo quindi sbizzarrirci a seconda delle nostre capacità, se non abbiamo molta fiducia in noi stessi per esempio dovremo rimanere con il moltiplicatore base, senza intaccare la vita di Sora, o facendolo di pochissimo, ma se invece siamo bravi combattenti possiamo arrivare fino ad un massimo di un moltiplicatore di 16x, ma al costo di un Sora con il solo 10% di vita massima.
La Matrice dei Comandi è la zona dove possiamo equipaggiare i comandi da utilizzare in battaglia. Questi possono essere avanzati di livello combattendo tenendoli equipaggiati, e una volta raggiunti il livello massimo, possono essere accoppiati a nostra discrezione per creare una fusione dei due, ottenendo una abilità più potente, allo stesso modo di quello che accadeva su Birth by Sleep.
Infine abbiamo la Matrice accessoria, qui è dove equipaggeremo i soliti accessori, che ci daranno potenziamenti più o meno utili, ma soprattutto è dove equipaggeremo il nostro Keyblade. Per la prima volta nella storia di Kingdom Hearts, infatti, anche il Keyblade equipaggiato avanzerà di livello, non solo provvedendo ad una potenza di attacco maggiore, ma anche sbloccando nuove skill nell’albero passivo a cui si faceva riferimento nella sezione della battaglia. Ogni Keyblade ha infatti un diverso albero di skill passive, quindi oltre alla reale capacità di combattimento dell’arma, stavolta per scegliere quale utilizzare converrà riflettere anche su quali skill è più conveniente puntare. Qui è anche dove sceglieremo quale Limit Break impostare a Sora, e anche queste sono più o meno efficaci a seconda della situazione in cui ci troviamo, finendo in certe occasioni anche a catapultarci in piccoli minigiochi, come certe Limit nelle quali per colpire gli avversari dovremo premere i pulsanti giusti che appariranno su schermo.
   

Sulla mappa nello schermo inferiore troveremo non solo le informazioni sulla nostra prossima missione, ma una visuale dettagliata della posizione di blocchi, nemici e molto altro.

Parliamo adesso di quello che accade nella nostra avventura. Questo capitolo non si limiterà a farci rivivere i mondi già visitati nel primo Kingdom Hearts, ma ci saranno molte differenze, tutte causate dai bug nel sistema. Sparsi per i mondi troveremo molti blocchi, e a seconda del loro colore avranno effetti diversi. Quelli normali, di colore nero con venature rosse, sono tranquillamente distruggibili con il Keyblade, ma ce ne sono di molti altri tipi, come quelli indistruttibili, quelli che compaiono e scompaiono a ritmo, quelli che contengono oggetti, quelli che esplodono, quelli che ci fanno rimbalzare e così via. Le cose quindi si fanno più articolate: oltre alle classiche battaglie con gli Heartless, quindi, per ottenere particolari oggetti extra o anche per andare avanti nel gioco, diventa necessario vedere il titolo anche come una sorta di platform-puzzle game, dove dovremo fare il miglior uso possibile dei blocchi che ci ritroveremo di fronte. Molto spesso, poi, nei mondi dove ci troviamo vedremo alcune anomalie rispetto alle cose come le conosciamo. Nelle Isole del Destino ad esempio manca il ponte di legno che collega il tutto con la piccola isoletta nell’oceano; per ripristinarla e correggere il bug che lo ha cancellato dovremo trovare una apertura nascosta che ci condurrà nel regno digitale, o come viene chiamata nel gioco, una Backdoor. Non appena Sora si accorgerà che qualcosa non va, partirà quindi una breve sezione di gioco per cercare la Backdoor più vicina, dove il colore del bordo dello schermo cambierà colore a seconda di quanto ci stiamo avvicinando. Una volta trovata, entreremo in questo mondo digitale che ricorda molto Tron o Matrix, completamente pieno di blocchi normali e corrotti. Qui dovremo trovare alcuni Heartless digitali, formati da informazioni corrotte, di colore diverso rispetto a quelli normali: questi saranno più veloci e difficili da sconfiggere delle loro controparti classiche, ma una volta distrutti tutti, faranno tornare alla normalità quella sala di controllo e correggeranno l’anomalia nel mondo. In ogni caso, distruggendo blocchi e nemici nel mondo digitale, ci assicureremo di fare dei punti che potremo, alla nostra uscita, spendere per acquisire oggetti particolari come Abilità o Chip di potenziamento. Questi Punti potranno essere anche moltiplicati, proseguendo per le stanze del mondo digitale, riuscendo in varie sfide, come non subire danni o distruggere un certo numero di blocchi.

In questo gioco, oltre a ciò che abbiamo già visto, sembrano essersi impegnati particolarmente nel variare le cose per non renderle monotone. Oltre alle normali scorribande alla Kingdom Hearts, infatti, ci ritroveremo spesso in situazioni molto fuori dal comune e con un gameplay totalmente diverso. Vedremo quindi sezioni di gioco in due dimensioni alla platform, sezioni sparatutto a rotaie, o addirittura punti in cui dovremo effettuare combattimenti a turni come nei classici Final Fantasy.
E’ assente il multiplayer, è vero, ma è presente una sezione dove potremo creare un personalissimo avatar tramite alcuni oggetti che sbloccheremo nella partita, e lasciando connettere due Nintendo DS tra loro in questa modalità, ci si scambieranno mappe di sfida che, superate, ci garantiranno nuovi oggetti e potenziamenti da utilizzare nella modalità storia.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti, no? 
 

Nelle sezioni platform potrebbe venire spontaneo canticchiare la musica di Super Mario. Maneggiare con cautela.

 
Tecnica digitale

Vediamo come si può considerare questo titolo, riguardo le caratteristiche tecniche. Il motore grafico è lo stesso che abbiamo trovato nel precedente titolo, 358/2 Days, quindi ottimo dal punto di vista dei modelli e delle texture, e con anche alcune migliorie rispetto al capitolo di Roxas. Eccezionali i filmati in grafica di gioco, mentre un po’ sottotono i vari dialoghi che saranno rappresentati semplicemente da immagini statiche dei personaggi interessati, che parleranno tramite fumetti. Per quanto riguarda il comparto audio, sempre eccellente il doppiaggio e gli effetti sonori; le musiche sono sempre le stesse che ricordiamo, almeno mentre visitiamo i vari mondi di Kingdom Hearts 1. Nuove invece le musiche delle nuove sezioni e del mondo digitale, che però non bastano certo a dare una sensazione di completamente nuovo. Per quanto riguarda il Gameplay bisogna farsi l’abitudine a tutte le novità, ma è ben fatto e privo di problemi o rallentamenti, a parte la telecamera che non ci seguirà nel migliore dei modi e che soprattutto nelle sezioni platform dovremo centrare manualmente con la pressione del tasto R. La longevità, almeno per la storia principale, non eccelle: va infatti tra le 15 e le 20 ore. Ma grazie alla presenza di trofei, boss segreti, extra, dungeon aggiuntivi e quant’altro, a questo tempo si possono tranquillamente aggiungere altre 30 ore di indiscusso divertimento.

  

 

Nei dialoghi purtroppo vedremo solo le immagini statiche dei personaggi.

 

 
In conclusione

Nonostante di primo impatto Re:Coded possa sembrare un inutile spin-off, alla fine dei conti così non è. I fan di Kingdom Hearts lo apprezzeranno sicuramente moltissimo, un po’ per il suo gameplay rinnovato, un po’ per la storia che finalmente prosegue da Kingdom Hearts 2, svelando anche che fine hanno fatto Malefica e Pietro, ma soprattutto per le tantissime novità, che inizialmente possono lasciare un po’ disorientati, ma che una volta fatta l’abitudine sono sicuramente delle grandi aggiunte per variare una formula ormai quasi stantia. Riuscirà Sora a salvare il mondo Digitale e a risolvere i misteri che il Grillario gli porrà di fronte, mondo dopo mondo?

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