Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness – Recensione

Recensito su PlayStation 5

I giochi anime tie-in sono molto spesso prodotti piuttosto mediocri, indirizzati prettamente al pubblico appassionato dell’IP adattata. Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness, è una strana eccezione. Il motivo di questa affermazione non è perché sia un gioco di una qualità inattesa, come si può dire di titoli come Dragon Ball FighterZ o i vecchi Ninja Storm. Sotto quasi ogni punto di vista il titolo Spike Chunsoft dedicato al manga cult di Akihito Atsushi è terribile. Graficamente è a livelli tecnici da generazione Playstation 2, il sistema di combattimento è lento, semplicistico e macchinoso, il game design presenta una pletora di difetti. Eppure è a conti fatti un prodotto affascinante.

Nonostante la miriade di difetti, ho apprezzato questo adattamento videoludico di Made in Abyss, in quanto è riuscito a fare ciò che non gli avrei mai dato credito: mi ha fatto appassionare all’esplorazione dell’Abisso.

Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness

Questa recensione è complessa da scrivere perchè non sto cercando di tessere le lodi di un gioco, né di descriverne i difetti. Recensire Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness per me consiste nel cercare di mettere a parole come mai io stia apprezzando un titolo obiettivamente tremendo. 

Il gioco presenta due modalità: Hello Abyss e Deep Abyss. Sin da questa dualità nascono dei problemi molto strani. Essenzialmente la vera esperienza è costituita da Deep Abyss, mentre Hello Abyss funge semplicemente da strano tutorial obbligatorio con protagonisti Riko e Reg. Dalla durata di circa 4 ore, questa modalità racconta a grandi linee l’inizio della storia del manga, interrompendosi però veramente presto. Non svolge la funzione di adattamento videoludico di Made in Abyss, ma di semplice introduzione all’avventura di Deep Abyss. In questa seconda campagna, ben più lunga e articolata, creeremo un personaggio originale col quale esplorare l’Abisso fino al diventare dei fischietti bianchi.

Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness

L’obiettivo di Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness non è quindi quello di essere un classico tie-in con l’anime, il quale è attualmente nel pieno della sua seconda stagione, ma di creare un’avventura diversa nello stesso universo. Questo non solo è insolito, ma mi piace molto. Sfortunatamente la narrativa è piuttosto banale e il pessimo comparto tecnico non permette a Binary Star di rendere giustizia alla qualità dell’IP, la quale spesso usa il disegno molto particolareggiato di Akihito Atsushi per dipingere scene memorabili.

Nonostante questo però, la sensazione di essere un esploratore all’interno di un mondo che ti odia viene resa abbastanza bene. Il gioco è essenzialmente un survival esplorativo, nel quale bisognerà gestire una serie di barre (le classiche fame, vita e stamina) e risorse per riuscire a completare una spedizione tornando poi a una della aree safe. Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness non fa nulla di rivoluzionario con questo sistema di gioco, eppure accoppiare meccaniche survival all’esplorazione dell’Abisso è una scelta vincente. Le funzioni di “Quality of Life” sono poche, la maledizione dell’Abisso può colpire durante le risalite prosciugando risorse e i nemici sono sempre in agguato. Ironicamente grazie a degli elementi che potrebbero essere considerati difetti, il gioco riesce a costruire un’esperienza che cattura l’ansia delle escursioni del Manga. 

Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness

L’idea di rendere il protagonista uno “stand-in” di Riko è ottima. A tutti gli effetti si controllerà un bambino durante la campagna di Deep Abyss, andando quindi facilmente a giustificare la legnosità del sistema di combattimento e i limiti del movimento nella mappa.

Detto ciò, combattere rimane veramente troppo basilare e rotto. Ogni nemico stunnabile si può bloccare in animazioni di stordimento a loop rendendolo innocuo, mentre quelli immuni allo status sono generalmente molto lenti e veramente poco pericolosi. In alcune rare occasioni il gioco crea anche delle bossfight e questi tentativi sono al limite del patetico. 

Il comparto musicale è sufficientemente solido. Le melodie sono ripetute molto, specie a causa dell’eccessivo tempo passato all’interno del primo strato, ma rendono bene l’atmosfera del gioco. Purtroppo non sono state ri-utilizzati molti temi fenomenali dell’adattamento anime, ma purtroppo le licenze musicali costano ed è palese questo progetto fosse estremamente budget.

Le performance su Playstation 5 sono buone, con i vari problemi di stuttering che si notavano nelle demo pre-release completamente risolti. Non ho potuto provarne l’edizione Nintendo Switch, probabilmente più a rischio di problematiche dovute all’ottimizzazione, ma su console Sony posso ritenermi soddisfatto.

Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness


Made in Abyss: Binary Star Falling Into Darkness non è un buon gioco, tuttavia è gioco interessante. L’atmosfera dell’Abisso è stata catturata abbastanza bene (per quanto non al livello del manga ovviamente) e esplorarlo mi ha divertito e tenuto costantemente concentrato sul gameplay. Non si tratta di un titolo che posso consigliare caldamente. Il sistema di combattimento è osceno, il game design pieno di elementi potenzialmente fastidiosi e graficamente antiquato. Eppure può valere il tempo che richiede per i fan della saga o per chi ci si approccia aspettandosi un titolo pieno di difetti, ma con un suo particolare fascino. Il prezzo pieno però è decisamente esagerato.

5.9

Pro

  • Bell'atmosfera
  • I sistemi di gioco ricreano bene le esplorazioni nell'Abisso

Contro

  • Graficamente insufficiente
  • Sistema di combattimento legnoso e semplicistico
  • Modalità Hello Abyss superflua
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