Resident Evil 4 Remake: lo abbiamo visto in anteprima

Capcom ci ha fornito un gameplay hands off di diversi minuti grazie al quale abbiamo potuto farci un'idea più approfondita su quello che sarà il Remake del quarto, amatissimo, capitolo della saga di Resident Evil.

Scrivo queste righe in un freddo pomeriggio di fine febbraio. Il sole oggi non si è visto e fuori sta ormai calando la sera, con il buio che va a sostituirsi a quell’umida nebbiolina che mi ha fatto compagnia fuori dalla finestra per tutta la giornata. Per completare il quadro dovrei dirvi che sto digitando su una vecchia macchina da scrivere mentre tendo l’orecchio, pronto a estrarre l’arma al minimo rumore di passi nel corridoio… ma sarebbe un sogno troppo perfetto e mi accontento con quello che ho. Sì, anche perché quello che ho è un video hands off di Resident Evil 4 Remake di oltre quindici minuti, e scusate se è poco. Andiamo allora a ingannare l’attesa facendo quattro chiacchiere su quelle che sono state le mie – ottime, inutile nasconderlo – impressioni guardando questo estratto di gameplay, di cui potete vedere qui sotto l’estratto che noi di Gamesource abbiamo preparato per voi.

Resident Evil 4 Remake

Inutile negarlo: è ormai da Resident Evil 2 Remake che partiamo carichi di aspettative nei confronti di una Capcom che sta regalando una seconda giovinezza al RE dei Survival Horror e a noi videogiocatori, con io che per l’ennesima volta mi sono sentito proiettato indietro di diciotto anni assistendo a un gameplay che mi ha scosso la spina dorsale con vibes positivissime sin dai primi secondi.

L’inquadratura da dietro la spalla di Leon – visivamente rivisitato con lo stile di RE 2 Remake – che apre la prima porta, le chiazze di sangue sulle pareti di legno, la palette cromatica desaturata e grigiastra: sono tutti elementi caratterizzanti di RE4 che ho piacevolmente ritrovato nel remake, in cui tutti i dettagli sembrano davvero al loro posto e studiati per restituire un quadro complessivo che urla fanservice da tutti i pixel, pur rivisitando l’esperienza ludica e grafica in chiave moderna.

Resident Evil 4 Remake

Sotto il profilo grafico c’è poco da dire… o meglio, c’è tanto, ma è tutto come ce lo aspettavamo: i riflessi di luce sulle superfici bagnate, l’illuminazione della torcia di Leon e il movimento del fuoco sono realizzati in maniera impeccabile, in un continuo gioco di luci e ombre da strabuzzare gli occhi. L’hud con le informazioni di gioco e i proiettili a disposizione nell’arma in uso compare solo quando necessario, lasciando negli altri frangenti l’inquadratura completamente libera da informazioni in sovrimpressione, così da favorire al massimo l’immersività in stile cinematografico.

Anche il level design – con alcuni interessanti spunti per favorire la verticalizzazione del gameplay – e la realizzazione degli ambienti sono qualcosa di eccezionale: una buona parte del gameplay a cui ho potuto assistere mi ha riportato alla mente l’angoscia provata nell’esplorare il lago del RE4 originale, con quella piccola barca pronta a ribaltarsi da un momento all’altro. E poi c’è questo continuo alternarsi di ambienti angusti e spazi aperti, così da ritrovarsi ora in uno stretto cunicolo sotterraneo, ora sulle guglie di un castello (dai tratti gotici che mi hanno ricordato il grandioso Castello Grantempesta di Elden Ring!), il tutto senza soluzione di continuità e con una naturalezza nel passaggio da un’ambiente all’altro che mostrano tutta l’attenzione posta nella realizzazione di questo mondo così terrificante e allo stesso tempo tanto affascinante.

Per chiudere il capitolo grafica non posso esimermi dal citare le ottime animazioni di nemici e personaggi principali, con il povero leon che quando incassa un colpo si ferisce, si protegge e reagisce di conseguenza: certo, bisogna accettare il compromesso arcade per cui prendere un’accetta nella spalla nella realtà vi metterebbe fuori uso il braccio mentre qui il buon Leon continua a combattere imperterrito, ma la reazione di coprirsi la ferita sanguinante con l’altra mano, barcollando per qualche frazione di secondo prima di riprendere l’azione, dona sicuramente profondità a un personaggio che a mio avviso non ha comunque ormai più nulla da dimostrare in quanto a capacità di coinvolgere il giocatore.

Ritroviamo la medesima cura anche nelle animazioni e nella caratterizzazione degli antagonisti e dei boss, con soprattutto questi ultimi che riportano alla mente il purulento design di The Evil Within, in una commistione di corsi e ricorsi storici per cui con questi Remake ci si rende veramente conto di quanto Resident Evil 4 abbia influenzato tutti i survival horror nati anche a decenni di distanza dalla sua pubblicazione.

Resident Evil 4 Remake

Ma bando alle ciance, passiamo all’elefante nella stanza, il motivo per cui Resident Evil 4 – e per diretta conseguenza Resident Evil 4 Remake – è da sempre oggetto di amore/odio per tutti i fan della saga horror di Capcom: il tanto discusso gameplay action. Ovviamente RE4 Remake mantiene (tranne che per i Quick Time Event) tutte le caratteristiche dell’originale. Ammettiamo però che, a oggi, lo stacco verso anche solo un Resident Evil 2 Remake è meno netto, proprio perché l’impatto di RE4 è stato tale per cui è impossibile immaginarsi un Survival Horror in terza persona che non contempli la possibilità di saltare oltre un ostacolo, o che non preveda attacchi melee, strafe orizzontale e movimento durante la mira. Chiaro che rispetto al Leon di Resident Evil 2 Remake qui siamo comunque su un altro livello, con il buon (ormai ex) poliziotto di Raccoon City che dispone di svariate opzioni corpo a corpo: torna il leggendario calcio alla Chuck Norris, utilissimo per stordire o atterrare nemici precedentemente sbilanciati con una parata o con un colpo di pistola alle gambe, ma torna soprattutto il pugnale, ora più che mai oggetto utile in mille occasioni. Con quest’ultimo potrete finire i nemici a terra, o parare gli attacchi di altre armi da taglio o di las plagas esposte (quelle simpatiche bestioline con tentacoli e aculei, che escono dalla testa dei nemici dopo che gli avete sparato in fronte). Attenzione però, perché se la buona notizia è che sarà possibile portare più di un coltello con sé, quella cattiva è che quest’arma è al pari di un consumabile, e in quanto tale si distrugge dopo alcuni utilizzi, rafforzando la componente survival e fungendo un po’ da contraltare alla componente action così da non rendere Leon un soldato inarrestabile alla Chris Redfield (come invece visto nel DLC di RE Village) ma costringendo a mantenere sempre alte la guardia e l’attenzione.

Rispetto al RE4 originale, dal gameplay mostrato ho notato diverse migliorie nell’interazione ambientale, con una verticalità degli ambienti e un posizionamento organizzato dei nemici che lasciano intendere una IA in grado di darci del serio filo da torcere soprattutto nei combattimenti in spazio aperto. In questi frangenti è stato interessante vedere anche l’interazione con Ashley, che rispetto al passato starà praticamente sempre al fianco di Leon commentando quanto le accade attorno, interagendo con lui, aiutandolo nella risoluzione di alcuni enigmi e in generale mostrando un comportamento questa volta decisamente più coerente con l’ambientazione e la situazione che di volta in volta la povera ragazza si trova di fronte. Resta il fatto che Ashley non è proprio in grado di difendersi, per cui sarà spesso necessario colpire e fermare i nemici che cercano di rapirla caricandosela direttamente sulle spalle e fuggendo, ma questo fa parte dell’esperienza ed è logico che per quanto la figlia del Presidente degli Stati Uniti d’America possa essere tosta resti paralizzata di fronte alle abominevoli mutazioni generate dall’ennesima versione del virus di RE.

Resident Evil 4 Remake

Sempre dal video ho potuto inoltre notare – oltre alla possibilità di attaccare i nemici da dietro con mosse di wrestling e all’interazione con l’ambiente che permette di usare il fuoco a proprio vantaggio, tutte cose in parte già mostrate nel primo trailer – anche alcune sezioni più “cinematografiche”: il combattimento contro Krauser, in particolare, oltre a confermare il ritorno di questo iconico antagonista lascia intendere un approccio alla The Last of Us Parte II in alcune boss fight, con il gioco che costringe a un gameplay corpo a corpo fatto di sole schivate e attacchi all’arma bianca. Resto in attesa di provare in prima persona ad affrontare questi momenti per valutarne la capacità di generare pathos, ma sono già abbastanza sicuro che se Capcom non avrà abusato di questo espediente ne beneficeremo in varietà e immersività nelle vicende raccontate.

Resident Evil 4 Remake

Non resta a questo punto che parlare di altri due piccoli ma importanti dettagli sui quali la demo hands off fornita da Capcom mi ha permesso di farmi un’idea abbastanza precisa: parliamo innanzitutto del comparto audio, con la musica che si intensifica automaticamente durante l’esplorazione sottolineando i momenti topici in cui compare un nemico e si entra in combattimento. Ma parliamo anche del doppiaggio (in lingua inglese nel video a noi fornito), che lascia intendere parecchia interazione verbale tra Ashley e Leon, con quest’ultimo che si lascia facilmente andare a imprecazioni più forti rispetto al composto signor Kennedy del 2005: anche in questo caso, ci sembra una scelta figlia del suo tempo, per cui al giorno d’oggi vorrei vedere a chi non scapperebbe qualche parolaccia di fronte a un capanno nel bosco con pezzi di interiora umane sparse sul pavimento.

Resident Evil 4 Remake

Parliamo poi, perché è impossibile discutere di RE4 senza citarlo, del mercante: l’NPC per eccellenza – quello originale con l’impermeabile pieno di armi, non la sua versione più rotonda e simpatica di Resident Evil Village – torna in tutto il suo splendore e si rifà il look per l’occasione. Da lui sarà possibile acquistare munizioni e armi, ma anche mappe del tesoro e oggetti, così come vendere i tesori e i collezionabili raccolti durante l’esplorazione. Interessante la presenza di tesori composti da più elementi, che per quanto non sia una novità per la serie è sempre una piacevole aggiunta che sprona a cercare in ogni anfratto per trovare le parti di un tesoro che, se venduto al mercante ricomposto, produce una ricompensa ben maggiore rispetto alla vendita delle singole parti. Torna ovviamente anche l’inventario alla Tetris, un vero e proprio minigioco da utilizzare per ottimizzare lo spazio occupato dal proprio arsenale.

Resident Evil 4 Remake


Non mi resta allora che fermarmi alla mia immaginaria macchina da scrivere e salvare i progressi fin qui testimoniati. Ottimi progressi, per quanto ho potuto vedere: ancora una volta Capcom sta facendo centro, piazzandomi un headshot in mezzo agli occhi con una precisione e un livello qualitativo costante che poche altre case di sviluppo sono in grado di mantenere. Non vedo l’ora di mettere le mani sulla demo e – ormai manca poco – sul gioco completo, perché Resident Evil 4 Remake si sta dimostrando solido, terrificante e pauroso esattamente come mi aspettavo che fosse.

Resident Evil 4 Remake ANTEPRIMA - Il ritorno di un capostipite del genere

Capcom ci ha fornito un gameplay hands off di diversi minuti grazie al quale abbiamo potuto farci un'idea più approfondita su quello che sarà il Remake del quarto, amatissimo, capitolo della saga di Resident Evil. Vediamo se Resident Evil 4 Remake ancora ci convince o se mostra il fianco a qualche eventuale difetto.

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