Nioh 3 Recensione

Recensito su PlayStation 5

nioh 3 recensione cover

Dopo qualche anno di pausa Nioh torna finalmente sui nostri schermi con il terzo, attesissimo capitolo, che promette di evolvere e modernizzare il gameplay ormai consolidato della serie integrandolo con l’esperienza maturata da Team Ninja in Wo Long e Rise of the Ronin.

Si tratta di una scelta coraggiosa che, se da un lato potrebbe rappresentare un salto di qualità per una serie nata come esperimento, dall’altro potrebbe rivelarsi un passo più lungo della gamba, vista la precisa identità che Nioh è riuscito a ritagliarsi con i primi due capitoli. Vediamo dunque da che parte pende la bilancia, nella nostra recensione di Nioh 3!

Nioh 3 Recensione – Cosa rende uno shogun tale?

Pur non essendo il fulcro della serie, l’aspetto narrativo di Nioh è sempre stato più sviluppato rispetto ad altri esponenti del genere, inserendo il giocatore in un contesto che fonde avvenimenti e personaggi storici a componenti fantasy come spiriti e yōkai.

Nioh 3 non fa eccezione, mettendoci nei panni di Takechiyo, nipote di Tokugawa Ieyasu, scelto dal nonno come prossimo shōgun nonostante il suo spiccato interesse per l’arte piuttosto che per questioni di governo, a discapito del fratello Kunimatsu. La rapida evoluzione degli eventi porterà ben presto il protagonista a un viaggio nel tempo, attraverso epoche rilevanti nella storia giapponese, allo scopo di sventare una grave minaccia e scoprire sé stesso.

L’espediente narrativo del viaggio nel tempo permette a Nioh 3 di presentare un numero maggiore di personaggi storici e ambientazioni tramite missioni principali e secondarie, portando però al rischio di ridurre ogni epoca al ruolo di sottotrama, rischio in buona parte negato dal lento ma costante dipanarsi della trama principale che diventa sempre più rapido nella seconda metà del gioco, portando a rivalutare avvenimenti precedenti.

La strategia alla fine funziona, portando la trama principale a fondersi lentamente con le altre e a rivelarsi forse la migliore della serie, pur non mancando di alternare colpi di scena a cliché piuttosto ovvi.

Parte di questo successo è certamente dovuto all’ottima regia di molte cut scenes e all’eccellente colonna sonora, capace di non rappresentare una presenza ingombrante per buona parte dell’esperienza ma anche di prendersi improvvisamente la scena quando necessario, mettendo in grande risalto determinati momenti o combattimenti.

nioh 3 recensione storia
Nioh 3 include, come da tradizione della serie, un gran numero di personaggi storici.

Un nuovo modo di esplorare

Veniamo ora al cambiamento che più discosta Nioh 3 dai capitoli precedenti; la mappa, o meglio, le mappe open world.

Si tratta di una svolta radicale rispetto al sistema precedente basato sulla scelta di una missione dalla mappa del mondo, una svolta che, inutile girarci attorno, può da un lato aprire le porte del titolo di Team Ninja a un numero maggiore di utenti, come avvenuto con Elden Ring, dall’altro corre il rischio di far storcere il naso alla nicchia, pur consistente, che la serie ha saputo costruirsi negli anni.

Chi scrive era piuttosto scettico riguardo questo cambiamento, aspettandosi una diluizione delle meccaniche della serie in funzione di un tragitto pianificato sulla mappa tra un punto di interesse e un altro, come avviene in parte in Rise of the Ronin (qui la recensione).

I dubbi però sono stati rapidamente fugati. Le mappe open world, per quanto piuttosto vaste, non lo sono mai eccessivamente e soprattutto sono costruite con la stessa cura riservata al level design delle mappe più piccole e tradizionali della serie, legate ai singoli livelli.

Questo significa che l’esplorazione avviene organicamente, attraverso l’attraversamento di aree contigue che riescono a essere logicamente collegate a quelle adiacenti senza però ridursi a oasi di interesse separate da spazi vuoti; non si sente mai la necessità di aprire la mappa per decidere che direzione prendere, al di fuori di bivi che portano ad aree diverse, perché è il gioco stesso, tramite level design e piazzamento dei nemici, a spingerci a ripulire una specifica zona prima di passare alla successiva.

Volendo estremizzare il discorso, si può arrivare a dire che l’open world di Nioh 3 sia piuttosto sommesso, quasi nascosto, talmente integrato nelle meccaniche della serie da risultare piuttosto una serie di mappe tradizionali adiacenti: un villaggio; un quartiere; un bosco. Con tutti i lati positivi e negativi che ne conseguono.

Sia i collezionabili che le missioni contribuiscono a questa sensazione. I primi sono ovviamente più numerosi rispetto al resto della serie, ma sono quasi sempre evidenti durante l’esplorazione e il ritrovamento di un numero sufficiente in una determinata micro-area porta all’incremento del livello di esplorazione e alla graduale comparsa sulla mappa dei collezionabili mancanti, rendendo la raccolta di quelli rimasti – tendenzialmente pochissimi – un’operazione di poco conto.

Le missioni secondarie sono invece divise in quelle attivabili tramite il sistema tradizionale della serie, che ci trasporta in una mappa dedicata e che permette anche di rigiocare sezioni rilevanti della storia principale, e quelle riservate invece all’esplorazione open world, denominate miti, che inseriranno indicatori appositi sulla mappa.

I miti, tendenzialmente interessanti ma mai rivoluzionari, sono ben inseriti nella mappa e quasi sempre il loro completamento richiede di recarsi in una zona successiva a quella in cui viene incontrato il committente. Integrati nella normale esplorazione evitano il backtracking, limitato dall’abbondanza di punti di teletrasporto e alla densità della mappa, che richiede molto tempo a una prima esplorazione ma drasticamente meno per raggiungere una zona precisa.

nioh 3 recensione mappa
La mappa di Nioh 3 è vasta e molto piacevole da esplorare.

Il sistema di combattimento

L’altra grande evoluzione promessa da Nioh 3 riguarda il sistema di combattimento, per la prima volta basato su due diversi stili, ninja e samurai, che si differenziano per meccaniche ed equipaggiamento, e che possono essere cambiati istantaneamente tramite la pressione di un tasto.

Lo stile samurai è quello più tradizionale e include abilità – alcune delle quali sbloccabili o potenziabili proseguendo nell’avventura – basate sul combattimento a viso aperto, sul blocco o sulla deviazione degli attacchi in arrivo e sulle tradizionali diverse impugnature di Nioh, alta, media e bassa, che portano con sé move set diversi.

Lo stile ninja è invece basato interamente sulla rapidità: proponendo i classici oggetti di ninjutsu della serie, (ricaricabili colpendo il nemico, con la schivata piuttosto che con il blocco degli attacchi) consente un rilevante aumento del danno inflitto a nemici voltati di spalle e incoraggia quindi il giocatore a gestire in maniera ottimale il proprio posizionamento durante il combattimento.

Il sistema di combattimento di Nioh 3 cerca inoltre di incoraggiare l’utilizzo di entrambi gli stili anche tramite la parata degli attacchi evidenziati da un’aura rossa (attivabile con il tasto dedicato al cambio di stile), che dona al giocatore un conseguente stordimento del nemico: una necessità in combattimento.

Il problema, per quanto limitato, è che i due stili sono per la maggior parte del tempo egualmente efficaci, portando quindi il giocatore a utilizzare il preferito e dunque a tornare immediatamente allo stile precedente dopo la parata, e, qualora uno stile sia invece particolarmente efficace contro un determinato nemico, a tornare ugualmente alla nostra prima scelta dopo la sconfitta.

In pratica Nioh 3 cerca attivamente di forzare un cambio stile continuo e l’utilizzo congiunto di entrambi nel corso di ogni battaglia, il che alla prova dei fatti si rileva innaturale durante il flow di gameplay, anche a causa delle rilevanti differenze tra le meccaniche degli stessi.

Questo non è però sufficiente a minare un sistema di combattimento estremamente appagante, condito da una grande varietà di nemici, (molti dei quali di ritorno dai capitoli precedenti in veste di boss secondari) e di tipologie di armi, ciascuna di esse supportata da moveset specifici ed estremamente profondi, personalizzabili a piacimento dopo aver sbloccato le diverse mosse.

Nioh 3 recensione boss
Nioh 3 include svariate tipologie di nemici.

Conclusione

In conclusione Nioh 3 si rivela un eccellente capitolo che conferma lo stato di salute della serie di Team Ninja e la bontà del progetto. Le novità, per quanto rilevanti sulla carta, sembrano fondersi nello stile e nel gameplay tipici di Nioh, generando quindi un feeling di familiarità negli appassionati e creando nel contempo un accessibile banco di prova per i neofiti.

Nioh 3 è disponibile per PlayStation 5 e PC. Se sei interessato all’acquisto del gioco, puoi farlo seguendo questo link su Steam!

9
Un capitolo eccellente

Pro

  • Sistema di combattimento appagante e sfaccettato
  • Colonna sonora di grande impatto
  • Sezioni open world piacevoli e ben integrate
  • Componente narrativa ben sviluppata

Contro

  • Il cambio stile è a volte un po' forzato
  • Sporadici problemi di bilanciamento con alcune build
Vai alla scheda di Nioh 3
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento