Don’t Nod è in cattive acque: i fondi sarebbero prossimi allo zero

Lo studio autore di Life is Strange potrebbe terminare la liquidità entro la fine di quest'anno. Tuttavia ci sarebbe una soluzione al problema, anche se difficile...

Don't Nod

Tra le innumerevoli notizie negative che contornano l’ecosistema Xbox in questi giorni, c’è anche Don’t Nod che non se la sta passando proprio liscia. Come si dice, al peggio non c’è mai fine, ma capiamo il perché.

Il focus sulla situazione di Don’t Nod

Secondo un rapporto interno, lo studio francese che ha dato i natali al primo e indimenticabile Life is Strange potrebbe vedere la propria liquidità esaurirsi completamente entro la fine del 2026, per la precisione a novembre. L’assenza di finanziamenti da parte di terzi condurrebbe Don’t Nod verso questa direzione, con il forte rischio di una chiusura dietro l’angolo.

Oltretutto Tencent, il principale investitore dello studio, avrebbe voltato le spalle interrompendo qualsiasi finanziamento su nuovi progetti. Una decisione che, con ogni probabilità, sarebbe giunta a seguito delle basse performance commerciali dei titoli più recenti come Aphelion, Lost Records: Bloom & Rage, Jusant e Banishers: Ghosts of New Eden, i quali non hanno centrato gli obiettivi prefissati.

Ad essi bisogna potenzialmente includere anche i titoli pubblicati sotto l’etichetta dello studio francese. Gerda: A Flame in Winter di PortaPlay, Koira di Studio Tolima e The Lonesome Guild degli italiani di Tiny Bull Studios, quest’ultimo vincitore degli scorsi Italian Video Game Awards 2026, sono sicuramente buoni a livello qualitativo ma potrebbero non aver soddisfatto le aspettative di vendita.

Lost Records: Bloom & Rage - Don't Nod

Per scongiurare l’esaurimento delle risorse finanziarie, Don’t Nod dovrebbe trovare un nuovo partner in grado di sostenere i prossimi progetti in cantiere. Oppure, potrebbe farsi acquisire da un terzo che sia interessato sia alle potenzialità dello studio, sia alle sue proprietà intellettuali. Per questo è stata infatti avviata una procedura di allerta, con l’obiettivo di ritrovare la tranquillità economica prima della fine del 2026.

Il compito sarà tutt’altro che facile per Don’t Nod. Soprattutto di questi tempi nell’industria videoludica che, tranne in alcuni casi (un esempio, Monolith Soft stando ai dati del 2025), sta percorrendo un sentiero così micidiale. In attesa di ulteriori aggiornamenti bisogna solo incrociare le dita augurando il meglio possibile.

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