Il direttore di Onimusha 2 discute Onimusha Way of the Sword
Il direttore del capitolo di Onimusha più amato ha discusso le sue opinioni sul revival della serie, previsto per inizio mese prossimo.
Come abbiamo già detto in diverse occasioni, la serie Onimusha è in una stasi durata vent’anni. Stasi nella quale nulla ha veramente sostituito il tipo particolare di esperienza offerto dalla serie, inizialmente concepita come “Resident Evil nel periodo Sengoku” e poi espansa per vie più affini al character action.
Ninja Gaiden e Sekiro sono gli unici che, molto alla lontana, soddisfanno la tipologia d’esperienza di Onimusha eppure Capcom ci ha messo due decenni per riprenderla in mano. Interessante quindi capire cosa ne pensi il direttore di Onimusha 2: Samurai’s Destiny, titolo più popolare e amato della saga.
Il direttore di Onimusha 2 discute Onimusha Way of the Sword
Sembrerò un disco rotto, ma come tutte le più interessanti notizie relative a Onimusha Way of the Sword uscite nelle ultime settimane, anche questa viene dall’ottimo reportage di Wesley Leblanc. Giornalista della testata estera GameInformer, il quale ha avuto la possibilità di recarsi nella sede Capcom per provare il nuovo capitolo della saga ma anche intervistare il direttore Satoru Nihei.
Nel suo ultimo articolo, è svelato che all’intervista con Satoru Nihei ha presenziato anche Motohide Eshiro, il direttore di Onimusha 2: Samurai’s Destiny e attualmente produttore per vari progetti Capcom. Ha quindi preso l’occasione per chiedere a Eshiro cosa ne pensasse del nuovo progetto, al quale non ha attivamente lavorato.
Penso che uno dei suoi punti di forza sia nella scherma. In particolare, c’è stata un’evoluzione interessante dal gioco iniziale, ma sono stati mantenuti anche molti elementi, come l’Issen con quella sensazione soddisfacente quando riesci ad eseguirlo, e il combattimento a dasi alterne della scherma giapponese. Sento abbiano fatto un ottimo lavoro a catturarne l’essenza e a creare un punto di partenza un po’ più realistico per la scherma.
Nello studio c’è dell’aria di “educato imbarazzo”, come lo definisce Leblanc, poiché il direttore del nuovo gioco considera Eshiro (giustamente) una leggenda ed è felice di sentire i complimenti del suo veterano che poi conclude.
Dal punto di vista una persona coinvolta nei titoli precedenti, devo dire di esssere molto impressionato e sono molto felice di vedere che il progetto è in ottime mani. Sono entusiasta per le persone che lo giocheranno. Mi piacerebbe anche che la gente dia una chance alle remaster di Onimusha 1 e 2, per vedere come la serie è cambiata negli ultimi 20 anni.
Come negli ultimi articoli, se avete dimestichezza nell’inglese e avete voglia di approfondire, vi lascio il link all’ottimo lavoro di Wesley Leblanc.
Nella sua versione dell’intervista, la quale suppongo sia tradotta dal giapponese, ha usato diversi modi di dire che non abbiamo in italiano, quindi alcune frasi han dovuto subito un piccolo adattamento.