Persona 4 Revival Provato – Gamescom 2026

Prosegue il lavoro di riproposizione dei classici della serie ATLUS: Persona 4 Revival è un remake sontuoso e imperdibile per chi si è perso l'originale. Lo abbiamo provato alla Gamescom 2026.

Persona 4 revival copertina

Una tranquilla cittadina di provincia. La vita quotidiana di un gruppo di ragazzi. Una ragazza morta in circostanze misteriose. Le indagini inconcludenti, la paura, il mistero, il soprannaturale. Se quanto state leggendo vi sembra famigliare, i casi sono due: o eravate incollati a Canale 5 quando, il 9 gennaio 1991, venne trasmessa la prima puntata de I Segreti di Twin Peaks, oppure eravate al vostro negozio di videogiochi di fiducia il 13 marzo 2009, quando Persona 4 fu pubblicato sul mercato europeo.

Ok, potreste anche aver recuperato la serie di TV dopo a sua uscita, o aver giocato a Persona 4: The Golden, riedizione del gioco proposta nel 2013. Sia come sia, siete probabilmente divenuti fan dell’una o dell’altra cosa, oppure di entrambe. Il quarto capitolo della serie JRPG di ATLUS, nata come spinoff di Shin Megami Tensei ma assurta ben presto a una dignità tutta sua, scombinò un po’ le carte in tavola proponendo un setting inconsueto – solitamente i giochi sono ambientati nel contesto di licei metropolitani – e conferendo un tono mystery da giallo di provincia che in molti ha richiamato alla mente le atmosfere dell’opera di David Lynch e Mark Frost.

Grazie al quinto capitolo della serie, Persona ha conosciuto un balzo di popolarità che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Dopo il lavoro svolto su Persona 3 Reload, ATLUS ha pensato di riproporre anche Persona 4 in una nuova forma, un vero e proprio remake grafico e meccanico, preservando la componente narrativa. Persona 4 Revival è ormai in dirittura d’arrivo: l’uscita è fissata per il 18 febbraio 2027 su PC e console. A fronte di un restyling artistico completo, il gioco ripropone inalterata la vicenda di Persona 4 (comprese le aggiunte dell’edizione The Golden) ammodernando interfaccia e funzionalità sulla scia del quinto capitolo e del remake del terzo. L’ho provato alla Gamescom per saggiare lo stato dei lavori.

I segreti di Inaba

I nostri genitori hanno fatto le valigie e ci hanno lasciati indietro. Non ci resta che trasferirci a casa di nostro zio, e ricominciare la vita da zero. Ma la tranquillità della campagna sonnacchiosa sta per essere scossa da una scia di sangue destinata a sconvolgere la nostra esistenza. Questa la premessa narrativa di Persona 4, che pesca da tanti luoghi comuni della narrativa gialla e thriller. Quando il protagonista – che nella serie Persona non ha mai un nome prefissato, poiché è il giocatore a darglielo – raggiunge il paesino di Inaba, teme che la sua vita diventerà una noia incommensurabile. A parte la frizione data dal doversi insediare in casa d’altro, per quanto parenti, è la routine della vita della cittadina di provincia a minacciare un futuro di indolenza data dalla mancanza di stimoli che una grande città sarebbe in grado di garantire.

Persona 4 revival inaba
Inaba è un setting solo apparentemente rassicurante

Ma la storia di Persona 4 prende ben presto tutt’altra piega. La quiete cittadina è ben presto squassata dalla morte di una ragazza, trovata appesa ad un’antenna televisiva. La polizia brancola nel buio, mentre si diffondo voci incontrollate sulla comparsa di un misterioso “canale di mezzanotte” in grado avere effetti nefasti su chiunque si sintonizzi a guardarlo. Ben presto il nostro protagonista, assieme ai nuovi amici che si è fatto a scuola, si troverà invischiato nel mistero e avrà modo di sperimentare la reale natura della misteriosa emittente televisiva: si tratta di un portale per un altro mondo, e sarà solo il primo passo nei meandri di un’indagine soprannaturale alla ricerca non solo del killer che sta terrorizzando la comunità, ma anche della propria natura interiore.

Da sempre caposaldo della serie ATLUS, anche in questo quarto capitolo la commistione tra indagine sociologica sulla vita degli adolescenti giapponesi e interrogazione filosofica e psicologica sulle motivazioni che plasmano la personalità di ciascun individuo è il nodo tematico saliente dell’opera. La forza della serie è da sempre quella di stimolare riflessioni sulla natura umana e su come questa influenzi e sia influenzata dai legami che instauriamo (o meno) con le altre persone. Un compito sulla carta difficilissimo e un argomento di per sé inesauribile, di cui la serie ha esaminato di gioco in gioco differenti declinazioni.

In Persona 3 era centrale il tema del lutto e della sua elaborazione, e il suo colore distintivo era il blu della malinconia; Persona 5 si concentrava sulla ribellione all’ordine e alle regole precostituite e percepite come vessatorie nei confronti dell’individuo, e il suo colore era il rosso della passione; Persona 4 Revival invece riflette sull’ambiguità della comunicazione – anche nel senso allargato dei mass media – e di come essa sia portatrice tanto di felicità quanto di pericolo.

Il suo colore infatti è il giallo, che ha una doppia valenza sia positiva (è spesso associato a emozioni gioiose) sia negativa (è il colore che identifica il genere poliziesco). E proprio nella combinazione di questi due aspetti si sviluppa l’intrigante narrativa di gioco, qui più che mai detective story alla ricerca del responsabile del delitto di inizio gioco che – proprio come la morte di Laura Palmer in Twin Peaks – sarà la “madre di tutti gli enigmi” che alimenterà costantemente la tensione narrativa e la voglia del giocatore di proseguire nell’avventura per risolvere il mistero.

Demo una e trina

Come si traduce tutto questo in termini ludici? Se non conoscete la formula di gioco di Persona, essa si articola in 3 meccaniche di gioco principali, che mescolate insieme danno vita alle dinamiche uniche e distintive della serie. Esse sono: la narrativa profonda da JRPG; il combat system che mescola profondità strategica e meccanica da monster collector; il Social Link che determina la progressione dei rapporti tra i personaggi e relative conseguenze. Per ciascuno di questi aspetti, la demo di Persona 4 Revival presente alla Gamescom ha messo a disposizione brevi segmenti giocabili, utili e evidenziare il rispetto per il materiale originale e allo stesso tempo mettere in luce le novità di questo remake.

Persona 4 revival cutscene
Le sequenze animate sono opera di Studio MAPPA

Per quanto riguarda il segmento narrativo, esso permetteva di giocare il momento clou dell’incipit del gioco, ovvero la manifestazione della Persona innata a protagonista. Oltre a fungere da tutorial per i fondamentali del combattimento, questo segmento permetteva di farsi un’idea del concept del gioco a chi fosse a digiuno totale della serie e ad avere un primo contatto con l’ambientazione, ovvero la cittadina di Inaba distorta dalla dimensione parallela accessibile entrando, letteralmente, nello schermo di un televisore. Oltre ad incuriosire con le sue premesse tematiche, questa introduzione ha permesso di ammirare una delle nuove cutscene animate realizzate da MAPPA, celebre studio di animazione nipponico (responsabili, tra le altre, delle serie Jujutsu Kainsen, Vinland Saga e Attack on Titan) che ha lavorato a stretto contatto con l’Art Director del gioco Akane Kabayashi.

A proposito della direzione artistica, essa si mantiene fedele al titolo originale pur con opportuni rimaneggiamenti ai layout dei menù e dell’interfaccia utente in generale. La conta poligonale dei modelli 3D è ovviamene aumentata, e sono state migliorate le animazioni facciali e di combattimento di tutti i personaggi e delle Personae. Il colpo d’occhio è notevole e, come sempre nella serie, carico di quella personalità eccentrica che invita ad immergersi totalmente nell’immaginario estetico del titolo.

Sotto i riflettori

Il secondo segmento consisteva nell’esplorazione di un livello del TV World, il sistema di dungeon procedurali che da sempre contraddistingue la serie. Al contrario di Persona 3, in cui il Tartaro soffriva di ripetitività, i dungeon di Persona 4 Revival si differenziano tematicamente l’uno dall’altro poiché seguono l’evoluzione della storia, compiendo quel salto di qualità che sarà poi cristallizzato dai Palazzi di Persona 5. All’interno dei labirinti sarà possibile reperire oggetti utili, più o meno difficili da ottenere, mentre cerchiamo di raggiungere l’uscita. Nel farlo ci imbatteremo inevitabilmente nelle Ombre, con cui potremo ingaggiare un combattimento.

Persona 4 revival combattimenti
Ogni combattimento è un tripudio di strategia e stile

In questa fase la demo ha messo in luce la bontà del combat system di Persona 4, aggiornato allo stato dell’arte del quinto capitolo. Si tratta di un combattimento a turni in cui controlliamo il protagonista più due compagni di squadra e combattiamo contro Personae che, se sconfitte, potremo catturare e schierare a nostra volta in battaglia. Il 1 More System di Persona 4 Revival (una rivisitazione leggermente più accessibile del Press Turn System di Shin Megami Tensei) è costruito attorno allo sfruttamento delle debolezze avversarie, dipendenti da 8 elementi e cui però anche noi siamo soggetti, con tutti i rischi del caso.

Individuare per ogni nuovo nemico quali siano le resistenze e le debolezze è la chiave per vincere velocemente lo scontro. Attaccare una debolezza ci garantisce infatti un secondo attacco, che possiamo sferrare con lo stesso personaggio oppure con un altro a cui passiamo la mano (Baton Pass), prolungando così il nostro turno. Se riusciamo a colpire le debolezze di tutti gli avversari in campo nello stesso turno di gioco, potremo sferrare un attacco speciale combinato (All-out Attack) dagli effetti devastanti.

In questo remake inoltre è stato aggiunto il Prime Time, una sorta di modalità furia ereditata dallo spinoff Persona 4 Arena di Arc System Works: attivabile una volta riempito l’indicatore apposito, consente di ottenere una serie di bonus momentanei per ciascun personaggio attivo, tra cui una mossa in più, costi azzerati per le abilità, il bypass delle resistenze elementali avversarie, il Baton Pass sempre disponibile e una super mossa finale denominata Series Finale. Si tratta certamente di una manovra in grado di rendere il party momentaneamente OP, e bisognerà attendere di provare il gioco completo per valutare quanto questa vada ad impattare il bilanciamento generale del gioco. C’è infatti il rischio di un abbassamento eccessivo del livello di difficoltà che renderebbe triviali anche gli scontri più impegnativi, perciò mi auguro che ATLUS abbia calcolato il sistema a dovere per non renderlo abusabile.

Come prima, più di prima

Il terzo e ultimo segmento consentiva di approfondire la meccanica del Social Link, ovvero quella pletora di attività che è possibile intraprendere al di fuori degli ambiti di combattimento, e che hanno a che fare con la simulazione della vita di tutti i giorni di un gruppo di ragazzi nella campagna giapponese. Dal seguire le lezioni a pescare, dal gironzolare per i negozi del quartiere a mangiare ramen con gli amici, ogni attività andrà scelta accuratamente dal novero di possibili azioni che è possibile intraprendere di giorno in giorno. Persona è infatti organizzato secondo un calendario ben preciso, che impone il termine di alcune attività entro date stabilite. Ciò vale anche per la trama principale, con compiti che dovranno essere assolti entro tempi ben precisi, pena l’inesorabile Game Over.

Persona 4 revival social link
coltivare i rapporti sociali è una meccanica chiave di Persona 4 Revival

Ogni attività concorrerà a migliorare i nostri attributi di personalità – Comprensione, Diligenza, Coraggio, Conoscenza ed Espressione – i quali a loro volta permetteranno di sbloccare interazioni con personaggi, accesso a luoghi altrimenti preclusi e altro ancora. Frequentare i  nostri compagni di squadra e molti altri NPC del gioco permetterà di migliorare i nostri rapporti umani o crearne di nuovi, e così facendo rinforzeremo i legame che ci lega ad altre tipologie di Arcani Maggiori, che regolano la potenza delle Personae corrispondenti. Per farla breve, più legami umani svilupperemo più saremo forti in battaglia, e più potremo penetrare a fondo nella scoperta delle backstory dei personaggi che ci circondano, arrivando persino alla possibilità i intrecciare relazioni sentimentali.

Ci sarebbe ancora da parlare del sistema di crescita delle Personae e della possibilità di fonderle per crearne di più potenti, altra caratteristica chiave della serie. Ma siccome non ho affrontato questi aspetti nel corso della demo, rimando la loro disamina alla recensione completa del gioco.

In definitiva la demo di Persona 4 Revival ha restituito l’impressione di un altro remake solidissimo da parte di ATLUS, sempre più impegnata nella valorizzazione di una delle sue IP ormai più conosciute ed apprezzate. Sono fiducioso nel fatto che il risultato finale non tradirà le aspettative del pubblico, e che il gioco possa rivelarsi il miglior biglietto di ingresso per i neofiti della serie, in attesa del futuro sesto capitolo.

Vai alla scheda di Persona 4 Revival
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