1666: Amsterdam entra in Early Access il 25 agosto: streghe, gatti e linee temporali, ma la demo ha convinto poco

Il nuovo gioco di Patrice Désilets arriva in Early Access il 25 agosto dopo 15 anni di sviluppo: la demo ha diviso la critica tra idee interessanti e un'esecuzione ancora acerba

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Patrice Désilets, il creatore originale di Assassin’s Creed e direttore creativo dei primi due capitoli della serie, porta finalmente il suo nuovo gioco sul mercato. 1666: Amsterdam, sviluppato da Panache Digital Games, entrerà in Early Access il 25 agosto 2026 su PC via Steam ed Epic Games Store al prezzo di 30 dollari.

1666: Amsterdam, Early Access a fine mese

La storia del gioco è lunga e travagliata quasi quanto la sua narrazione.

Il progetto era nato nei primi anni 2010, quando Désilets lavorava ancora a THQ Montreal, ed è sopravvissuto a una serie di battaglie legali con Ubisoft che per anni hanno tenuto il titolo in un limbo. La ri-rivelazione ufficiale è arrivata alla Summer Game Fest di giugno, accompagnata da un trailer che mostrava una strega che combatteva per le strade della Amsterdam del Seicento usando magia e una scopa come arma.

La struttura narrativa è la parte più ambiziosa del progetto. Il gioco si svolge su tre linee temporali distinte e intrecciate. Nella prima, ambientata nel 1666, il giocatore veste i panni di Noa, una strega che indaga sui segreti di Amsterdam. Nella seconda, ambientata nel 1999, si controlla Aaron, un uomo comune la cui coscienza viene proiettata nel passato attraverso la magia, ritrovandosi ad abitare il corpo del gatto familiare di Noa nel Seicento. Nel presente, un discendente di Noa esplora la storia dei due protagonisti dall’esterno. Aaron diventa il gatto di Noa nel 1666, Noa diventa il gatto di Aaron nel 1999: un sistema di legami tra linee temporali che ha una logica interna precisa, ma che nella demo provata da Game Informer ha fatto fatica a comunicarsi in modo chiaro.

Cosa dice chi ha giocato il prologue

Il prologo gratuito distribuito alla Summer Game Fest ha generato reazioni divisive, e vale la pena sintetizzarle in modo onesto prima dell’Early Access.

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Game Informer ha descritto la demo come un’esperienza che mostra le ambizioni del progetto ma non riesce ancora a realizzarle. Il ritmo lento dei dialoghi, la recitazione sottotono e la mancanza di feedback soddisfacente nel combattimento sono stati i punti più critici. Il sistema di combattimento sembra ancora grezzo, con attacchi che non trasmettono peso e movimenti del personaggio che mancano di fluidità. Sul fronte narrativo, la premessa delle timeline multiple è intrigante ma il prologo fatica a spiegarla in modo accessibile, lasciando più confusi che curiosi. La valutazione complessiva è che il gioco nella sua forma attuale non è ancora pronto, con la speranza che l’Early Access serva davvero a costruire qualcosa di solido nel corso dell’anno.

Eurogamer è stato più possibilista, descrivendo la demo come “un po’ goffa ma piena di idee interessanti”, con la struttura narrativa a tre livelli temporali come elemento che potrebbe rivelarsi il punto di forza del gioco se eseguito meglio. Polygon è stato il più duro, definendo il gameplay e la scrittura “terribili” e invitando lo studio a tornare al tavolo da disegno dopo quindici anni di sviluppo.

Le critiche comuni a tutte le impressioni riguardano anche la questione dell’AI generativa: Panache Digital aveva confermato l’uso di intelligenza artificiale per alcuni ritratti in-game e materiali di marketing, una scelta che aveva alimentato le reazioni negative attorno al prologue. Lo studio ha da allora chiarito che la versione Early Access e il gioco completo non conterranno asset generati dall’AI.

Cosa aspettarsi dall’Early Access

La versione che uscirà il 25 agosto includerà circa 10 ore di contenuto, meno della metà di quello che Panache prevede per il gioco completo. Il periodo di accesso anticipato dovrebbe durare circa un anno, con diversi aggiornamenti maggiori in programma, anche se lo studio si è detto aperto ad adattare i tempi in base al feedback della community.

Il punto cruciale è che Désilets e il team sembrano consapevoli che il prologue non ha convinto, e l’Early Access è dichiaratamente uno strumento per costruire il gioco con il supporto diretto della community. Se le idee alla base di 1666: Amsterdam troveranno finalmente esecuzione all’altezza delle ambizioni, lo scopriremo nei prossimi mesi.

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