Pikmin 3 – Pikmin 3

Ormai è un bel po’ che è uscita Wii U, e per il momento il suo parco titoli non è esattamente ciò che ha fatto gridare al miracolo, a parte qualche eccezione come per esempio New Super Mario Bros U e la sua espansione, Lego City Undercover o Monster Hunter 3 Ultimate. Forse ancora non abbastanza per convincere chiunque a comprare la console, ma all’E3 sono stati annunciati davvero tanti titoli interessanti e la crescita della piattaforma Nintendo sta per iniziare. Il prodotto che glielo permetterà, con tutta probabilità, sarà il primo di una lunga serie: Pikmin 3.
 


Tre per uno

Questa volta non seguiremo le avventure del Capitano Olimar, nè quelle del suo amico Louie. I protagonisti sono due persone provenienti dal pianeta Koppai, vicino a Hocotate, e una rappresentante della luna Kopali, entrambi con gli abitanti dalle fattezze simili a quelle di Olimar e co. La loro spedizione ha come scopo trovare nuovo cibo per Koppai, pianeta in crisi di cui le risorse stanno ormai finendo. A causa di un terribile incidente, finiscono sul pianeta dei Pikmin, e qui vengono divisi all’atterraggio per circostanze di forza maggiore. Il nostro protagonista è un giovane ragazzino recluta, Alph, che si ritrova tutto solo di fronte alla sua missione e alla voglia di ritrovare i suoi amici dispersi: la mangiona Brittany e il Capitano Charlie. Per farlo però, si ritroverà costretto a superare le avversità a cui, da solo, non può far fronte. Mostri giganteschi, crateri insormontabili, a meno che non si costruiscano ponti con enormi pezzi di roccia. Frutta grande decine di volte il corpo di Alph, impossibili da trasportare alla nave per ottenerne il succo e qualcosa da mangiare. Fortunatamente si imbatterà negli abitanti di questo pianeta, i Pikmin, strani incroci tra piante ed esseri viventi, ed è grazie al loro aiuto, se Alph ha la possibilità di ritrovare i suoi compagni e completare la missione per cui sono partiti.


Cinque specie, un obiettivo

Per chi non conoscesse la serie di Pikmin, iniziamo subito con il dire che si tratta di un gestionale/puzzle, in cui muoviamo un personaggio seguito da un grande numero di queste creaturine capaci di svolgere vari compiti, a seconda del colore che li contraddistingue. Possono essere presenti in campo un massimo di 100 Pikmin, e quelli che ci seguono possono essere lanciati in avanti con la pressione di un tasto, così da impartire ordini diversi a seconda di dove sono stati lanciati. Mandarli vicino o sopra un mostro servirà a farli attaccare, spedirli vicino a pezzi di roccia glieli farà prendere per andare a costruire un ponte, portarli vicino ad un cadavere di mostro o vicino a un cilindro colorato glieli farà trasportare alla Cipolla (il luogo dove nascono e sono rinchiusi i Pikmin) dove ne verranno alla luce altri, a seconda della grandezza della bestia o del numero scritto sull’oggetto colorato.
Durante il gioco avremo varie missioni da svolgere, ma c’è un unico vero obiettivo che rimane universale per tutta la durata dell’esperienza: la raccolta di frutta. La nostra esplorazione del pianeta è estremamente strategica, anche in termini di tempo impiegato, poichè questo non è infinito. Essa è divisa in giornate, da mattina a sera, e al termine di queste dovremo consumare un pasto. Naturalmente questo significa che non possiamo prendercela comoda e non abbiamo tutto il tempo del mondo: la nostra priorità è trovare alla svelta frutti nascosti in giro, così da aumentare le razioni giornaliere sulla nave e avere, in questo modo, più tempo a disposizione per svolgere le altre mansioni, così da evitare di terminare tutto il cibo ed incappare in un Game Over. In ogni caso il gioco viene salvato alla fine di ogni giornata, e se vediamo che le cose non stanno andando molto bene, possiamo in qualunque momento tornare indietro nel tempo e riprendere la partita dall’inizio di un qualsiasi giorno passato.

La grande particolarità che differenzia i giochi di Pikmin passati da questo è proprio il fatto che possiamo muovere contemporaneamente 3 personaggi. Con la pressione di un tasto passiamo da uno all’altro, e ognuno di loro può comandare le sue creaturine, fermo restando che possono essercene in campo al massimo 100 nello stesso momento. In questo modo si può risparmiare tempo lavorando insieme in punti differenti della mappa, in un multitasking adatto comunque soprattutto ai più esperti, ma rende possibile anche arrivare in zone altrimenti impossibili da raggiungere normalmente. Lanciando, per esempio, un proprio compagno dalla parte opposta di un dirupo e allo stesso modo alcuni Pikmin, che questo possa utilizzare per l’esplorazione. Questo era possibile anche in Pikmin 2 in cui controllavamo 2 personaggi, ma salendo a 3 è possibile raggiungere posti ancora più lontani.
Ci sono 5 tipi di Pikmin in questo capitolo: i rossi sono resistenti al fuoco e sono i più forti in battaglia, i gialli resistono all’elettricità, fanno da conduttori elettrici, e vengono lanciati più in alto del normale, i blu sanno nuotare e battersi coi mostri sottomarini. Poi rispetto a Pikmin 2 sono stati tolti il bianco e il viola per aggiungere altre due varietà, il Pikmin Roccia che è molto pesante e infligge ingenti danni se lanciato sopra dei mostri, capace di distruggere barriere di cristallo e poi quello alato, una specie rosa in grado di volare e battersi con nemici del suo stesso tipo e trasportare oggetti “tagliando” il percorso, nonostante la loro forza bellica sia la minore di tutte le specie.


La Nintendo in questo caso ci lascia piena libertà riguardo il tipo di controller che possiamo usare. Tra le opzioni disponibili ci sono il Gamepad Pro, come facevamo sulla Gamecube, Wiimote + nunchuk come su Wii nelle versioni New Control di Pikmin e Pikmin 2, oppure con il Wii U Gamepad. In tutti e 3 i casi, sullo schermo del Gamepad, apparirà una mappa della zona molto dettagliata. Premendo su di essa possiamo mettere in pausa il gioco, controllare le parti già esplorate, e anche settare un punto che vogliamo far raggiungere ad un nostro personaggio, così inizierà a muoversi da solo, dandoci tempo intanto di controllare gli altri due ed effettuare altri lavori. Sul Gamepad, presente anche nel gioco stesso, sotto forma di un tablet di informazioni chiamato KopPad, potremo anche sfruttare alcune funzioni come le foto, il numero di Pikmin dispersi, o dettagli sulla frutta raccolta.
Naturalmente i lavori dei nostri personaggi e delle creture non andrà sempre spedito, ma spesso incontreranno mostri da combattere e veri e propri boss, dalla difficoltà non indifferente. Cosa comunque che non può che far piacere.

Troviamo anche delle interessanti modalità multigiocatore, oltre la Storia. In Missioni potremo (sia in singolo che in 2 giocatori), svolgere alcuni minigiochi come raccolta frutta, attacco ai mostri, o un Time Attack contro i boss già sconfitti nella modalità principale. Ne troviamo poi una esclusivamente multigiocatore chiamata Bingo, in cui i due personaggi hanno una tabella dove al posto dei numeri ci sono frutti e mostri. Scopo di ognuno è riuscire a portare alla base i giusti frutti o cadaveri di modo da fare una linea sulla tabella e aggiudicarsi la vittoria sull’avversario.
 


Tre generazioni per migliorare

I primi due giochi di Pikmin sono usciti ormai molto tempo fa, e su Wii abbiamo avuto solo due porting. Solo ora abbiamo un nuovo capitolo vero e proprio, e i miglioramenti tecnici si vedono eccome. Graficamente Pikmin 3 è una gioia per gli occhi: i personaggi son modellati e animati davvero molto bene e gli ambienti sono dettagliatissimi, con perfetti giochi di luce e messe a fuoco, che rendono tutto molto suggestivo. Il comparto audio presenta musiche simpatiche e adatte, così come un doppiaggio di semplici versi alieni che lasciano capire solo i nomi propri, quando vengono pronunciati.  Per quanto riguarda la longevità, bastano una dozzina di ore a completare la storia. Avrebbero potuto inserire più zone e allungarlo, ma nonostante ciò, anche finendo la modalità principale, ci si ritrova solo circa a metà della strada per ottenere il 100% del progresso, poichè lo scopo secondario è ottenere tutti i frutti del pianeta e tutti i file informativi da leggere sul KopPad. Alla fine la durata è almeno doppia, senza considerare le missioni e il multiplayer.


In conclusione

Pikmin 3 è senza ombra di dubbio un gioco da non perdere, se si ha una Wii U. Un titolo che non è errato considerare il primo della serie della rinascita della console Nintendo, grazie ad uno stile inconfondibile ed un divertimento che pensiamo sempre non possa mai essere replicato, invece ogni volta ci sbagliamo. Forse non può essere considerata una Killer Application per il solo fatto che Pikmin non è mai stata una serie ricercata, come lo è ad esempio Zelda, ma meriterebbe di esserlo per la cura che è stata posta in questa produzione. Un ottimo comparto tecnico per un gioco intelligente e che fa divertire ed impegnare ogni singolo istante. L’unico difetto forse è che finisce prima di quanto vorremmo.

 

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