htol#NIQ: The Firefly Diary

Con un nome così complicato come htol#NIQ: The Firefly Diary in molti avranno strabuzzato gli occhi pensando a di cosa possa trattare un videogame con un titolo così stravagante. Niente paura. The Firefly Diary, chiamato nella Terra del Sol Levante Hotaru no Nikki, ossia diario della lucciola, è un nuovo platform con parecchi elementi puzzle targato NIS America in cui assumeremo il controllo di piccole lucciole antropomorfe in stile chibi, immerse in una serie interminabile di enigmi e labirinti. Premesse che senza dubbio avranno quantomeno incuriosito più di qualcuno. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

htol#NIQ: The Firefly Diary Recensione

Un mondo di labirinti

Nel gioco avremo modo di impersonare Mion, una dolce fanciulla con lunghi capelli bianchi e dei curiosi rami che le spuntano dalla fuente chioma. Mion si risveglia improvvisamente e inaspettatamente al fondo di un labirinto sotterraneo con un’amnesia assoluta che le impedisce di ricordare per quale motivo si trovi là. Una cosa è certa: il luogo in cui ci ritroviamo per caso non è per nulla ameno e anzi pieno di pericoli e insidie. Importante evidenziare però che non controlleremo direttamente Mion bensì i suoi due guardiani, ossia due lucciole di nome Lumen e Umbra, rispettivamente verde e rosa.

Potrete muovere Lumen sia con il touch screen frontale che con lo stick sinistro e questo porterà a muovere a condurre Mion in qualsiasi direzione. Lei infatti è pressoché indifesa e quindi avrà bisogno di una guida costante per qualsiasi tipo di direzione, che si tratti salire o scendere una scala oppure spingere oggetti per risolvere degli enigmi come nel caso di scatole.

htol#NIQ: The Firefly Diary Recensione

Il mondo delle ombre invece è ciò che caratterizza Umbra, come lo stesso nome potrebbe tranquillamente farvi intuire. Sfiorando il touch pad posteriore della vostra Playstation Vita infatti oppure ancora premendo il tasto triangolo entreremo nel cosiddetto mondo delle ombre dove potremo appunto far aggirare Umbra all’interno di questo scenario di tenebra. Umbra è legata a Mion e perciò dovrete spesso posizionarla in modo che la sua ombra formi una specie di sentiero attraverso le altre ombre in modo così da interagire con gli oggetti evidenziati che altrimenti sarebbero inaccessibili. Potrebbe capitarvi infatti di magari spingere una leva o tagliare una corda che vi aiuterà successivamente nel mondo della luce.

Alla ricerca della memoria perduta

Lo scopo principale del titolo è quello di esplorare questi splendidi scenari molto artistici e sempre in bilico tra una luce timida spesso derivante da una candela e ombra e ritrovare così preziosi frammenti di memoria che una volta raccolti faranno risplendere lo schermo di luce propria. Il tutto superando labirinti e intriganti enigmi che richiederanno parecchio impegno, strategia e pazienza per essere portati a termine. Questi ricordi sono legati all’infanzia di Mion e tramite filmati in pixel graphic potremo scoprire maggiori dettagli sulla misteriosa fanciulla, cresciuta da due individui, un uomo e una donna, che sembrerebbero essere due scienziati. La storia rimane comunque sempre misteriosa fino alla fine, grazie alle parti non dette o non raccontate in maniera voluta e rappresenta quindi un forte incentivo a continuare fino alla fine per scoprire il passato e le sorti di Mion. Toccherà a noi quindi scoprire ultimando tutti gli enigmi fino in fondo che cosa ha portato Mion da passare dal un’infanzia tranquilla a questo autentico incubo. Gli ambienti infatti, benché come già detto artisticamente di fattura pregevole, sono comunque parecchio pericolosi e caratterizzati da trappole come seghe circolari, colonne di fuoco, piante carnivore e soprattutto mostri di tenebra dai lucenti occhi rossi.

htol#NIQ: The Firefly Diary Recensione

Quanto descritto finora potrà sembrare piuttosto banale a livello di trama quanto facile ma possiamo tranquillamente affermare che questo titolo è uno dei più impegnativi quanto ben strutturati nel suo genere. Inaspettatamente è presente anche una forte componente gore dato che Mion morirà in vari modi piuttosto brutali spargendo parecchio sangue a schermo. I pericoli vengono inoltre sia dal mondo fisico che dal regno delle ombre con i suoi nemici molto spesso invisibili. Il gioco procederà spesso attraverso dinamiche di trial and error proprio perché sarà sufficiente un solo colpo a uccidere Mion. Inoltre il tempismo sarà fondamentale per superare gli ostacoli perché molto spesso dovremo attendere che le ombre si allineino in maniera perfetta per evitare ad esempio una sega elettrica o un mostro affamato.

Anche le battaglie con i vari boss, tutte parecchio impegnative, divertenti e soprattutto intelligenti, rappresenteranno un ottimo diversivo al normale andamento del gioco. In aggiunta a tutto questo, dopo che avrete superato ad esempio foreste di piante carnivore utilizzando una sosia di Mion come esca oppure fasi in cui diventerete degli zombie a causa di alcune spore di funghi velenosi, dovrete anche esercitare al meglio la vostra memoria a causa di complicatissimi labirinti. Il gioco in questo modo vi terrà impegnati sicuramente per più di dieci ore. A contribuire alla difficoltà generale del titolo ci si mette anche la sapiente calibrazione dei controlli tarati per non permettere mai in nessun caso alcun tipo di errore. Vi ritroverete spesso ad esempio a compiere azione che non avreste voluto solo per una pressione involontaria di qualche tasto o del touch screen.

[signoff icon=”quote-circled”]Un titolo artisticamente ben realizzato e longevo a causa delle sue dinamiche di trial and error che inaspettatamente vi rapirà per parecchie ore. Vale sicuramente la pena di provarlo, a patto che abbiate parecchia pazienza. [/signoff]

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