Tomodachi Life: Una vita da sogno – Recensione

Recensito su Nintendo Switch

Tomodachi Life: Una vita da sogno

Avere la vita che si è sempre sognato non è così facile. A meno di non essere un Mii, il celeberrimo avatar introdotto in epoca Wii tramite il Canale Mii, con cui ogni persona aveva la possibilità di creare il suo – o un altro – personaggio virtuale e usarlo a proprio piacimento nei giochi supportati.

L’idea dei Mii, semplice nel funzionamento, apparve incredibile per il pubblico di massa. Usarli in vari giochi Wii come Wii Sports, Wii Sports Resort, Wii Play, fino a giochi di altri franchise nintendiani come Mario Kart Wii e Mario Sports Mix, fu qualcosa di magico ai tempi.

C’è stato poi Tomodachi Life, nato nel 2014 su Nintendo 3DS (il secondo capitolo dopo Tomodachi Collection, disponibile solo in Giappone), che ha proposto sul piatto il gameplay dall’aria “coziness” dei simulatori di vita incorporato a una dose di follia, assurdità e totali logiche fuori dagli schemi. Ed è questa particolarità a rendere Tomodachi Life un titolo unico nel suo genere, troppo bizzarro da sbellicarsi dalle risate in ogni attimo.

Una recensione che ci fa vivere la vita dei sogni

Il fatto che Nintendo abbia annunciato Tomodachi Life: Una vita da sogno nel 2025, sancendo il ritorno della nota serie life sim, non è stato un puro caso dovuto al destino, per quanto altamente inaspettato. Il primo capitolo è stato un buon successo su 3DS, ragion per cui arriviamo al dunque:

Perché non farne un nuovo capitolo per la seconda console più venduta – attualmente – nella storia dei videogiochi?

Ecco qui che Tomodachi Life: Una vita da sogno prende concretezza nel pensiero della grande N, complici oltretutto il giocarci in portabilità e la crescita costante dei simulatori di vita in termini di popolarità. Vedete quello che hanno combinato titoli come Pokémon Pokopia, Animal Crossing: New Horizons, The Sims 4 e altri simili…

Di Tomodachi Life: Una vita da sogno vi avevo già offerto su queste pagine un’anteprima delle prime 3 ore di gioco, assaggiandone i passi iniziali e gli sblocchi dei primi servizi sull’isola. Vi avevo anche puntualizzato il fatto che, essendo orfano del capitolo per il 3DS, non avrei esposto le differenze tra i due giochi.

Chiaro che in questa recensione non troverete paragoni tra i due Tomodachi Life in termini di contenuti e migliorie per la suddetta ragione. Sarà semplicemente un responso fatto su misura per i nuovi arrivati, magari incuriositi dalla natura del titolo fatta di deliri di varia natura con protagonisti i Mii. Per i veterani sarà comunque una buona opportunità nel capire le novità presenti in Una vita da sogno rispetto al predecessore.

Tomodachi Life: Una vita da sogno - Recensione
Ogni Mii che create in Tomodachi Life: Una vita da sogno vivrà la sua vita dei sogni in base alle vostre azioni nei loro confronti

Primi passi nell’isola che c’è

Impostate le prime opzioni tra regione geografica e valuta principale, Tomodachi Life: Una vita da sogno ci ricorda che la data e l’orario equivalgono alla realtà. Non preoccupatevi in alcun modo di questo, essendo che tutto sarà regolato dal sistema della vostra console, specialmente nei passaggi dall’ora legale a quella solare e viceversa. Ma soprattutto, la data influirà sui contenuti del gioco, ad esempio nei periodi di festività come Pasqua e Natale.

Superata la fase introduttiva è arrivato il momento di popolare l’isola che abbiamo battezzato con un nome a propria scelta (la fantasia giocherà sorprendenti scherzi, sappiatelo!). Qui entra in gioco l’editor che tanto riassapora i tempi andati del Canale Mii, più espanso nella personalizzazione e con pieno supporto al touch screen delle console ibride di Nintendo.

Oltre alla definizione della corporatura e del viso, al Mii possiamo stabilire il sesso principale e il suo orientamento, incluso il “non binario” per una maggior inclusività nei rapporti sociali. Infine possiamo regolare specifici valori parametrici per delineare i suoi tratti vocali e la sua personalità, nonché stabilire gli eventuali gradi di parentela con altri Mii e la data di nascita, i quali avranno un impatto importante nell’economia del gioco.

A proposito delle voci riprodotte tramite un sintetizzatore e con pieno supporto all’italiano, è possibile modellare la pronuncia dei nomi e delle parole usate nelle conversazioni. Posizionando correttamente gli accenti si ottiene un esito molto soddisfacente, il che rende ottime le chiacchiere in Tomodachi Life: Una vita da sogno pur con i limiti derivanti dalla voce sintetizzata, scelta che mi sento di definire ragionevole per via dell’alta personalizzazione del gioco.

Un’isola realmente personale

Una volta realizzato il Mii bisogna collocare la casa negli spazi appositi dell’isola. Ed ecco pronto il primo abitante, il secondo, il terzo e così via, creati alla medesima maniera.

Mano a mano che create nuovi Mii in Tomodachi Life: Una vita da sogno, l’isola si estende proporzionalmente alla crescita della popolazione, consentendo di aggiungere un ulteriore lotto di terra e allargare così lo spazio d’interazione degli abitanti con nuove abitazioni, spiagge, natura e servizi.

Questi ultimi saranno le principali fonti di sostentamento e miglioramento della qualità di vita dei Mii. C’è un supermercato per l’acquisto di cibo e bevande, il negozio d’abbigliamento per i vestiti, l’emittente televisiva per le notizie classiche o straordinarie, la ruota panoramica come centro d’attrazione, lo studio di design per creare qualsiasi tipo di cosa (con supporto al touch screen), e così via.

Personalizzare l’isola tramite il Pianificatore è molto divertente e facilmente intuitivo nell’approccio, ottimo per coloro che non vogliono sorbirsi mille spiegoni a causa di una complessità inutile. Come anche creare i volti dei Mii a mano libera, oppure gli oggetti, gli elementi estetici e urbanistici tramite lo studio di design, risulta ben immediato.

In questi casi la fantasia artistica dei giocatori e giocatrici entra di prepotenza nell’equazione del gameplay di Tomodachi Life: Una vita da sogno. Dalle persone reali fino ai personaggi immaginari (chissà, un’isola con personaggi Nintendo, Xbox o PlayStation, “strizzatina d’occhio”), il vostro spirito d’immaginazione vi dirà cosa creare. Ma il bello saranno le relazioni tra i Mii, che vedremo tra poco.

La Fontana dei Desideri

Tra le altre cose caratteristiche di Tomodachi Life: Una vita da sogno, la Fontana dei Desideri rappresenta il principale sistema di progressione del gioco, il cui rango massimo, vi anticipo da subito, è elevatissimo, ammesso che abbia davvero un rango massimo.

La Fontana dei Desideri funziona da raccoglitore di Batuffoletti, sfere di luce dorata prodotte dai Mii ogni volta che i loro bisogni vengono soddisfatti. Alleviare lo stato di tristezza e rabbia, mangiare cibi preferiti, dare vestiti o oggetti di loro gradimento e tante altre azioni a beneficio del Mii, producono queste sfere e aumentano il budget di denaro per le spese.

Riempiendo il serbatoio con i Batuffoletti si sale di un rango. Un aumento che renderà disponibile un Desiderio, il quale permette di sbloccare espressioni per i Mii, oggetti urbanistici, buoni viaggio e molto altro. Di elementi ce ne sono un buon numero, anche se a un certo punto il senso di progressione tende a diminuire una volta sbloccati tutti.

Diciamo che la mancanza di una sorta di sistema di obiettivi si sente, anche se minima, soprattutto quando hai un gameplay loop così solido e tendente all’infinito. Non escludo l’eventualità di contenuti post-lancio che estenderebbero le ore dell’esperienza, il che sarebbe ottimo.

C’è da dire tuttavia che il ritmo di Tomodachi Life si adatta perfettamente da persona a persona. Per un simulatore di vita, il cui essere “coziness” è l’aspetto prioritario, non c’è niente di meglio di ciò. La fretta non è assolutamente essenziale visti i contenuti, si può giocare anche solo quella mezz’ora volante e fare due/tre attività, giusto per tenersi impegnati nei momenti liberi. A briglia sciolta, come si suol dire, e il tutto con una progressione quanto di più organica ci sia.

Tomodachi Life: Una vita da sogno - Recensione
Tomodachi Life: Una vita da sogno ci regala i suoi momenti surreali. Per dire, un anziano disinvolto in un ballo freestyle da strada

Un palcoscenico di socialità dalle mille e una notte

Arriviamo al vero cuore pulsante di Tomodachi Life: Una vita da sogno: gli aspetti sociali. E qui le mie risate sono volate in ogni momento del gioco.

Premetto che del primo Tomodachi Life sapevo della presenza di situazioni e scenari sociali così assurdi e ai limiti di ogni logica, conditi da quel taglio leggero ed esilarante. Premetto inoltre che, per immedesimarmi al meglio in tali meccanismi, ho volutamente creato dei Mii basati su amici e conoscenti, chiamando poi l’isola con il nome di un luogo serale da me spesso frequentato.

Neanche a dirlo, il risultato è stato positivo. Una vita da sogno mantiene fede alle caratteristiche ben note a chi ha giocato il predecessore per il 3DS senza alcuna esitazione. Tra infatuazioni, amicizie e delusioni, il più delle volte ho riflettuto intrinsecamente sulle situazioni capitate nel gioco se fossero successe anche realmente. Pensare che durante la mia partita non sono mancati scenari dai risvolti identici alla realtà, con annesse altre risate.

E chi è che decide l’evoluzione di questi intrighi da “soap opera” pomeridiana? Ovviamente noi, i direttori d’orchestra della vita dei Mii.

Un diamante è per sempre, o chi trova un amico…

L’improvvisa cottarella dei Mii arriva nelle circostanze meno previste, includendo incontri con gli sconosciuti. Qui possiamo stabilire se assecondare il cuore colpito dalla freccia di Cupido, oppure smontare quel momento al miele. Scegliendo la prima, il Mii entra in un tunnel dell’amore da cui si diramano tante vie, a seconda di come abbiamo deciso il grado d’interazione e frequenza d’incontro con l’altro Mii.

Anche le amicizie svolgono un ruolo importante nella vita sociale dei Mii, per quanto l’evoluzione sia diversa dalla storia d’amore che, come appena detto, percorre diversi sentieri. In entrambe le circostanze, e non solo in quelle, i Mii possono chiedervi consigli sul da farsi, ad esempio la scelta dell’argomento per rompere il ghiaccio o altre opzioni.

I tranelli però si nascondono dietro l’angolo e un Mii può perfino infatuarsi di un altro senza preavviso, mettendo in dubbio la prima cotta. Siamo sempre noi ad avere la patata bollente in mano, anche se in rari casi può succedere che il Mii prenda di volontà sua una decisione.

Non vi spoilero nient’altro di ciò che può succedere nel gioco. Sappiate solo che un amore può diventare qualcosa di ancora più grande o, alla peggio, far precipitare un Mii nel baratro della depressione. Oppure possono nascere belle amicizie o potrebbero insorgere ostilità a seguito di una litigata. Ce ne sono per tutti i gusti.

I Mii si affezionano a voi

Se da una parte le relazioni sociali sono il fulcro centrale del gameplay di Tomodachi Life: Una vita da sogno, dall’altra i Mii possono parallelamente stringere affetto verso voi stessi. Ognuno di essi ha un Livello di felicità, che determina appunto il grado di contentezza del personaggio in base alla vostra attenzione dedicatagli.

Salendo di Livello, il Mii riceverà una ricompensa, così da renderlo unico e distinguibile dagli altri. Quando arriva a un certo Livello, si aggiungono altri tipi di ricompense, nonché la possibilità di farvi simpaticamente chiamare – a vostra scelta – per soprannome.

Tomodachi Life: Una vita da sogno - Recensione
In Tomodachi Life: Una vita da sogno ci sono i minigiochi. Tipo il bowling con i birilli umani e tanti altri

La vita dei sogni sul fronte estetico e tecnico

Dal punto di vista visivo, Tomodachi Life: Una vita da sogno è bello da vedere nella sua semplicità. La palette cromatica dai toni vivi ben figura sia in modalità dock che nella modalità portatile di Switch 1, quest’ultima con una risoluzione a 720p. Su Switch 2 i valori sono ovviamente maggiori, raggiungendo i 1080p anche senza la funzione del “potenziamento modalità portatile” introdotta dall’aggiornamento 22.0.0.

Sul versante tecnico il gioco si presenta generalmente solido nei suoi 30 fotogrammi al secondo sulla precedente generazione di Switch, nonostante sia capitato qualche calo nelle situazioni di maggior carico. Per quanto in portabilità il frame rate sia sensibilmente migliore, nel complesso si può dire che fortunatamente non è risultato lesivo all’esperienza finale.

Infine, tengo a precisare che Tomodachi Life: Una vita da sogno supporta la comunicazione wireless locale, che per ovvie ragioni non ho potuto testare con mano.

Tomodachi Life: Una vita da sogno in definitiva…

Tomodachi Life: Una vita da sogno è un titolo tanto “coziness” quanto genuinamente divertente. Basterebbe questa frase striminzita per descrivere la sua qualità complessiva, nonostante dal punto di vista della progressione e attività di gioco si percepisce, almeno sul lungo termine, un senso di ridondanza lieve ma evidente. Ad ogni modo, il gameplay loop risulta solido, convincente e immediato nell’approccio, con un ritmo nella progressione tranquillo e rilassante che non mette alcuna fretta, come giusto che sia per un qualsiasi simulatore di vita.

Al netto di qualche piccolo calo di frame rate che comunque non penalizza l’esperienza di gioco, direi ben riuscito il ritorno di Tomodachi Life con questo nuovo capitolo, forse tardivo visto il ciclo di vita finale di Nintendo Switch 1, però allo stesso tempo propedeutico in virtù dell’enorme base installata della console e della popolarità crescente dei simulatori di vita. Sarà una scoperta sorprendente per molti, una conferma per i veterani e un’ottima alternativa ai giochi simili e maggiormente popolari su Switch 1 e Switch 2.

[Tomodachi Life: Una vita da sogno è disponibile dal 16 aprile 2026 su Nintendo Switch 1. Per provare il gioco prima di un eventuale acquisto, trovate una versione demo nel Nintendo eShop]

8.5
Il ritorno della pazza saga life sim pieno di risate e - soprattutto - di fantasia creativa.

Pro

  • Il gameplay loop è ben strutturato
  • Immediatezza degli editor dell'isola e dei Mii
  • Personalizzazione altissima
  • I contesti sociali sono sempre esilaranti e fuori di testa
  • Contenuti e progressione ricchi e adattabili alle esigenze dei giocatori...

Contro

  • ... sebbene alla lunga si può avvertire un po' di ridondanza
  • Qualche calo di frame nelle situazioni di maggior carico
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