Intel nuova falla hardware
Condividi

Ricercatori alla VU University di Amsterdam hanno scoperto una nuova vulnerabilità sui processori Intel che si trovano in quasi tutti i computer moderni. La falla rende possibile recuperare dati sensibili (come password o informazioni bancarie) direttamente dalla memoria. Un attaccante che lanciasse codice senza privilegi su di una macchina vulnerabile potrebbe utilizzare i problemi di sicurezza MDS (Microarchitectural Data Sampling) per estrarre informazioni dal kernel stesso del sistema operativo, dai processi, dal Software Guard eXtensions (SGX) enclave, e dalle operazioni definite CPU-internal.

Intel nuova falla hardware

I ricercatori lo hanno definito un attacco Microarchitectural Data Sampling (MDS) verso le strutture dati della microarchitettura della CPU, come i buffer dedicati alle istruzioni di load, store, e line fill. Si tratta di zone di memoria usate dalla CPU per l’elaborazione rapida di decodifica, lettura e scrittura all’interno del processore. Per riuscire nell’exploit della vulnerabilità, è sufficiente nascondere una manciata di righe di programma malevolo, ad esempio su un sito web. Il visitatore che seguisse il link fornirebbe automaticamente le informazioni all’attaccante.

Secondo Herbert Bos, professore di Systems and Network Security presso la VU e co-scopritore della falla, la ricerca mostra che i processori odierni sono divenuti talmente complessi  che i produttori di chip sono impossibilitati a controllarne per intero la sicurezza. L’anno scorso ha visto scoperte due importanti falle nei processori: Spectre and Meltdown. Entrambe sono state arginate, ma la soluzione appare provvisoria. Dal momento che la vulnerabilità è nell’hardware, risulta piuttosto difficile dea correggere senza modificare il processo produttivo. E infatti, le attuali soluzioni si basano esclusivamente su scorciatoie software, che però rischiano di vanificare le ottimizzazioni del microcodice rallentandolo.

Intel RIDL flaw

Dal canale YouTube di GameSource

Xbox nel caos: chiusure di studi e Game Pass a rischio [Sourcecast s26: e13]

Iscriviti al canale →

Ciò che viene definito come Zombieload, RIDL e Fallout può essere utilizzato per attaccare le potenziali vittime. E i computer con processori Intel sono purtroppo vulnerabili. Si valuta che circa i tre quarti di tutti i desktop ed i laptop giacenti nei negozi, nelle case e negli uffici saranno indifesi. Nel caso della nuova vulnerabilità, di tipo RIDL (Rogue In-Flight Data Load ), si tratta di un problema specifico sui chip Intel. smartphone e tablet, così come notebook e desktop equipaggiati con processori AMD, sono virtualmente immuni.

Un primo tentativo di chiudere la falla, proposto dai ricercatori della VU, consisteva nel disabilitare l’Hyper-Threading dei processori. Tale operazione, limitando il colloquio inter-core gestito dal sistema operativo, avrebbe abbattuto i rischi di leak di informazione. Ma la nuova soluzione proposta dal ricercatore sembrava intervenire soprattutto sui processori di ottava e nona generazione, mentre la falla appariva attiva già dai processori distribuiti nel 2011. “Si tratta di una raccomandazione Intel”, si giustificavano i ricerccatori.

La situazione però assume connotazioni da giallo quando la stessa Intel, poche ore dopo la comunicazione, smentisce l’Università: Intel non ha mai raccomandato di disabilitare l’Hyper-Threading. Di seguito il comunicato di Intel relativo alla sezione “mitigazione” sulla pagina MDS:

Una volta che questi aggiornamenti vengono applicati, potrebbe essere appropriato, per determinati utenti, considerare alcuni step addizionali. Ciò include quei clienti che non possono garantire di utilizzare software trusted sui propri sistemi, e che usano il Simultaneous Multi-Threading (SMT). In tali casi, il cliente dovrebbe considerare in che maniera utilizzi l’SMT per il proprio carico di lavoro particolare, valutando il proprio sistema operativo o il provider di ambiente virtuale, ed il security threat model per il loro ambiente specifico. Dal momento che tali fattori possono variare considerevolmente da cliente a cliente, Intel non raccomanda di disabilitare il proprio Hyper-Threading, ed è inoltre importante comprendere che tale operazione di disabilitazione non garantisce, da sola, protezione contro gli attacchi di tipo MDS.

Nel frattempo Intel ha svelato una nuova problematica nell’esecuzione speculativa di tipo side-channel nei propri processori. Tale vulnerabilità affligge tutti i processori tranne quelli di ottava e nona generazione, che già contengono in hardware soluzioni contro il problema.

Google disabilita hyperthreading

Google sembra essere uno dei clienti selezionati che ha trovato il rischio di mantenere attivo l’HT semplicemente troppo pericoloso. L’azienda ha infatti pubblicato sul sito di Chromium che l’HT sarà disabilitato in Chrome OS versione 74:

Per proteggere gli utenti, Chrome OS 74 disabiliterà l’Hyper-Threading per default. Per la maggioranza dei nsotri utenti, il cui flusso di lavoro è sostanzialmente interattivo, ciò mitigherà il rischio di sicurezza di MDS senza una evidente rallentamento. La nuova versione Chrome OS 75 conterrà ulteriori correzioni.

Per saperne di più:

 

Condividi l'articolo
WhatsApp

GameSource su Google Aggiungici alle tue fonti preferite: Google ti mostrerà più spesso i nostri articoli.

Aggiungi alle fonti preferite
L'autore

Luigi Morelli nasce a Roma nell'anno 1962, e resta affascinato sin dalla più tenera età dalle domande della Scienza; non fa tuttavia eccessiva distinzione tra formazione tecnologia ed umanistica, dal momento che il sapere costituisce un modello isomorfo della realtà. Inizia a lavorare come revisore tecnico presso il Movimento Postale nell'anno 1982, e passa alla consulenza informativa a Settembre 1987. Dal 1990 inizia la sua collaborazione continuativa con le più importanti riviste di informatica nazionali, mentre la sua attività di consulente gli permette di accumulare esperienza sia nel campo sistemistico che applicativo. Da sempre cerca di coniugare il lato ludico di Matematica e Scienza dell'Informazione.

Prossimo articolo

Redmi K20: in rete una prima foto del dispositivo

Leggi →
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!