Sony INZONE H6 Air – Recensione di 199 grammi di comodità

199 grammi e i driver delle MDR-MV1! Le Sony INZONE H6 Air suonano meglio di quanto il prezzo suggerisca, ma l'apertura totale è un compromesso che devi accettare.

Editoria & Trasparenza

Unità hardware fornita in prestito temporaneo; il campione verrà restituito al produttore dopo i test.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

Le Sony INZONE H6 Air sono cuffie da gaming cablate, aperte e da 199 grammi, che costano 1€ al grammo, 199€. Le ho provate per un mese e, da come puoi capire dal titolo, sono estremamente comode.

Hanno un difetto grosso che, se ti riguarda, puoi chiudere la recensione adesso. No scherzo, continua a leggerla tutta: non isolano da niente, proprio niente. Quindi se dovrai utilizzare in una stanza rumorosa beh, sentirai qualsiasi cosa attorno a te.

Se invece la tua postazione è attrezzata con un rivoluzionario pezzo di hardware che si chiama porta, e puoi anche chiuderla, continua a leggere fino alla fine perché dentro queste cuffie c’è un driver da 40 mm derivato dale MDR.MV1, cuffie open-back da studio di Sony. Anche il microfono è tra i migliori che io personalmente abbia provato.

Sony ha fatto una cosa che in questo momento pochi osano fare: niente wireless, niente ANC, a favore del caro e vecchio cavo, un peso ridotto e una qualità audio che cuffie di pari segmento difficilmente ottengono.

Aperto cambia tutto

Prima di parlare di come suonano le Sony INZONE H6 Air, ti spiego la differenza tra cuffia aperta e cuffia chiusa e soprattutto quello che succede all’interno. Già lo saprai, ma per chi non lo sa vale la pena spiegarlo.

In una cuffia chiusa il driver ha dietro di sé una camera sigillata. Quell’aria intrappolata fa due cose: aumenta la pressione sulle basse frequenze e ti fanno pompare i bassi, ma genera anche riflessioni interne che sporcano i medi e schiacciano la scena dentro la tua testa. È il motivo per cui con tante cuffie da gaming ti sembra che i suoni nascano da un punto tra un orecchio e l’altro invece che attorno a te.

Sony INZONE H6 Air quella camera non ce l’ha. La scocca dei padiglioni è in alluminio dotato di quello che Sony chiama Graduated Hole Design, cioè una foratura a densità variabile che lascia respirare il retro del driver.

Niente pressione, niente riflessioni, e il risultato è che i suoni si posizionano fuori dalla tua testa. Il rovescio della medaglia però è facilmente intuibile, se l’aria passa da entrambi i sensi, inevitabilmente passa anche il rumore.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

Sulla carta le specifiche sono queste:

  • Impedenza 28 Ohm
  • Sensibilità 99 db/mW

Tradotto, riesci a gestirle con qualsiasi cosa, dal jack del controller della PlayStation 5, al telefono, senza bisogno di amplificatore esterni.

Le Sony INZONE H6 Air sono le cuffie più comode che abbia provato

Il mio cinismo e la mia età che inesorabilmente avanza difficilmente mi faccio emozionare per un prodotto, ma queste cuffie in parte ci sono riuscite. Da utente Apple sono infognato e rigidamente all’interno del loro ecosistema, tanto che come cuffie uso prevalentemente le AirPods Max. Un mese con INZONE H6 mi ha fatto detestare completamente i cuscinetti della cuffia della mela morsicata.

199 grammi senza cavo e microfono, più 12 grammi se colleghi l’asta. Detta così sembrano solo numeri da scheda tecnica, ma una volta indossate è li che senti il peso di questi numeri, infatti non si sentono.

Puoi fare sessioni di gaming lunghissime quanto vuoi, difficilmente sentirai la testa appesantita. Poi, se hai la mia stessa sfortuna di dover indossare gli occhiali, i cuscinetti in memory foam si adattano talmente bene che l’asta del tuo dispositivo di visone di realtà (non volevo ripetere occhiali un’altra volta) non ti darà fastidio.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

Dopo lunghe sessioni a Path of Exile 2 e una miriade di mostri disintegrati (ho una build Monaco con skill di ghiaccio che fa il devasto) mi son quasi dimenticato di avere delle cuffie in testa.

Merito, oltre al peso e ai cuscinetti in memory foam, è anche la forza di chiusura, che è estremamente bassa. Le Sony INZONE H6 Air poggiano comodamente sulla testa, senza stringerla. Avendo anche un design aperto, le orecchie “respirano” e durante le calde notte estive, faticherai a sudare.

Un piccolo difetto, se così vogliamo chiamarlo dato che dipende molto dai punti di vista, è il meccanismo di regolazione dell’archetto, infatti bisognerà premere i due innesti sui lati per poterle regolare. Fastidioso se hai bisogno di una regolazione veloce, ma almeno rimarranno sempre nella loro posizione.

Cuffia aperta che non isola niente

Qui non c’è modo di girarci intorno e non ho intenzione di farlo. Dalle Sony INZONE H6 Air entra tutto. Tastiera meccanica, ventole del PC, chi ti parla dalla porta, la vicina che urla. Tutto, in pratica. E allo stesso tempo esce tutto quello che stai ascoltando, quindi se hai qualcuno in stanza, sentirà la tua partita.

Cavolo, Sony non ha introdotto ANC, è un difetto gravissimo… ma non è così. Il design aperto non supporta la cancellazione del rumore, è fisicamente impossibile, quindi se vuoi una cuffia con ANC guarda altrove. Consideralo pure un difetto, ma è soltanto una scelta di design voluta e pensata da Sony.

Come suonano le Sony INZONE H6 Air

Bene, molto bene, suonano davvero bene e sinceramente una volta tolte dalla scatola non me lo sarei aspettato, ma ci torniamo più avanti. Su Crimson Desert la prima cosa che ho notato è che i suoni ambientali stanno intorno alla mia testa invece che dentro. C’è aria tra un elemento e l’altro e quando ti muovi in uno spazio aperto, e la profondità è credibile.

Su Assassin’s Creed IV Black Flag Resynced si sente ancora meglio, perché il gioco lavora tantissimo sul mare e sulle voci dell’equipaggio, e ti ritrovi anche su a cantare i canti canti marinareschi insieme alla ciurma della Jackdaw (come se già non lo facessi, eh?). I bassi sono stati una bella sorpresa. Di norma una cuffia open-back sotto i 100 Hz molla, perché senza camera sigillata si perde il rinforzo di pressione. Qua invece il colpo arriva secco e definito, senza andare a coprire i medi.

Non sono invasivi e disturbanti come si possa trovare su di una cuffia chiusa, ma sono ottimi, si sentono davvero bene e non vanno a coprire le altre frequenze. Una cuffia con bassi molto potenti, in genere vanno a coprire difetti che la cuffia non riesce a gestire pienamente.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

I medi sono la parte migliore, ed è lì che si vede la parentela stretta con le MDR-MV1. Voci e dialoghi emergono con naturalezza, e per capire quanto sia un buon lavoro, ho fatto una prova ascoltando della buona musica, in particolare un genere: il POWER METAL!

La band scelta sono i PowerWolf ed è la peggior scelta possibile da fare. Qua troviamo contemporaneamente l’organo da chiesa, i cori a più voci sovraincisi, il baritono operistico di Attila Dorn, due chitarre ritmiche e un doppio pedale che non si ferma mai. La maggior parte delle cuffie da gaming ci fa una pappa unica, in cui senti “il muro” e basta. Le H6 Air no. L’organo resta dietro e distinto dai cori, le chitarre ritmiche non si mangiano la voce, e il rullante continua a passare sopra la cassa invece di sparirci sotto. Se sei di quelli che le usa anche per la musica, questo è il motivo per cui puoi farlo senza rimpianti.

Degli alti sono meno innamorato e te lo dico chiaramente. Ci sono e sono presenti, ma in certi passaggi mi sono sembrati un filo irregolari, con una punta di durezza che su tracce già aggressive di loro alla lunga stanca. Con l’equalizzatore si ammorbidisce, però è un carattere che ti porti dietro.

Un microfono che fa bene il suo lavoro

Il cardioide staccabile montato su queste cuffie è tra i migliori che abbia provato su un headset, punto. Non “buono per essere un headset”. Buono e basta.

Su Discord, in serate lunghe con la solita gente, mi è stato chiesto più di una volta se avessi cambiato microfono. La voce viene ripresa piena e naturale, senza quell’effetto telefono compresso che ancora oggi affligge prodotti analoghi. L’asta è flessibile e resta esattamente dove la pieghi invece di tornare lentamente indietro mentre giochi, e sulla capsula c’è l’antivento.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

Poterla staccare quando non serve è comodo ogni volta che esci con le cuffie al collo e non hai voglia di sembrare un operatore di call center.

Il limite è il rovescio della sua sensibilità: nonostante il pattern cardioide, raccoglie parecchio di quello che gli succede intorno. Con una tastiera meccanica rumorosa i tuoi compagni la sentiranno. Puoi appoggiarti alla soppressione del rumore di Discord, che funziona, ma ti mangia un po’ di quella naturalezza per cui il microfono è bello da sentire.

INZONE Hub e la stranezza dell’Audio Box USB-C

Qui arriva la parte in cui Sony si complica la vita da sola.

Il software INZONE Hub, che si scarica gratis, gira solo su PC Windows e funziona solo se colleghi l’Audio Box USB-C in dotazione. Se attacchi il jack diretto, che tu sia su PC, su PS5 o su Switch, le cuffie suonano benissimo ma non hai accesso a nulla. Su Mac non c’è supporto, e in un mese di editing me ne sono ricordato spesso.

Quello che offre è completo: equalizzatore a 10 bande con preset dedicati agli FPS, uno sviluppato con i sound designer di PlayStation Studios per giochi di ruolo e avventura, controllo della gamma dinamica, gestione microfono con sidetone e App Sync, che carica automaticamente un profilo di equalizzazione quando lanci un gioco specifico.

Il 360 Spatial Sound invece mi ha lasciato tiepido. La procedura è simpatica, ti fotografi le orecchie con lo smartphone e il sistema costruisce un profilo personalizzato sulla tua conformazione. L’ho fatta, l’ho rifatta, ho ascoltato con e senza. Una differenza c’è, ma non è il salto che ti aspetteresti dopo tutta quella cerimonia.

In alcuni momenti la collocazione dei suoni si fa più precisa, in altri il risultato suona meno naturale dello stereo puro, che su una cuffia aperta è già ottimo di suo. Ho finito per giocarci quasi sempre senza e dimenticare il software e utilizzarle solo con il Jack.

E adesso la stranezza vera. Sony dichiara una risposta in frequenza di 5 Hz – 80.000 Hz con il collegamento analogico e di 10 Hz – 20.000 Hz passando dall’Audio Box USB-C. Sulla carta col dongle butti via metà delle frequenze della cuffia. All’ascolto la differenza è molto meno drammatica di quanto il numero suggerisca, visto che sopra i 20.000 Hz siamo comunque fuori dalla gamma udibile, però il compromesso resta assurdo da accettare: per avere il software rinunci alla specifica migliore, per avere la specifica migliore rinunci al software.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

Costruzione eccellente, anche se non sembra

Questo commento è un appunto più di percezione che di sostanza, però te lo devo dire perché è la prima cosa che ho pensato aprendo la scatola. Le Sony INZONE H6 Air sono costruite bene.

La scocca dei padiglioni è in alluminio, i pad sono di qualità, cavo e adattatore sono curati. Eppure prendendole in mano non trasmettono i 200 euro che costano. Le forme sono spartane, e la cuffia non mi ha immediatamente trasmesso il fatto di essere un prodotto premium: la questione che siano solo cablate alimenta quel sospetto di prodotto economico che invece non sono per niente. Chi le vede in negozio accanto a un wireless più scenografico allo stesso prezzo rischia di farsi l’idea sbagliata.

Il cavo però, a conti fatti, è un vantaggio. Con un jack da 3,5 mm TRRS lungo due metri le colleghi ovunque: PC, Mac, PS5, Xbox, Switch, controller, handheld, telefono, mixer. Niente da appaiare, niente batteria, niente firmware che tra tre anni smette di funzionare. I due metri bastano per la scrivania ma non per il divano, quindi se giochi da lontano metti in conto una prolunga.

A livello di ergonomia è presente anche una rotella per la gestione nel volume, posizionato in basso al padiglione sinistro, e un pulsante per mutare il microfono se qualcuno entra di soppiatto nella tua postazione da gaming. Anch’esso posizionato nel padiglione sinistro ma in alto.

Sony INZONE H6 Air cuffie gaming

A chi sono rivolte le Sony INZONE H6 Air

Le Sony INZONE H6 Air costano 199€ e sono un prodotto specializzato che non prova nemmeno a piacere a tutti, il che di questi tempi è quasi coraggioso.

Le compri se giochi al PC in una stanza tua e silenziosa, se passi tante ore con le cuffie in testa e sei stufo di sentirle, se porti gli occhiali, se ti interessa più la scena sonora della botta nei bassi, se usi lo stesso paio anche per musica e lavoro, e se parli con qualcuno mentre giochi, perché quel microfono da solo vale una fetta del prezzo.

Non le compri se condividi lo spazio con altre persone, se giochi in salotto lontano dalla console, se ti serve il wireless per muoverti o se vuoi isolarti dal mondo.

Io in un mese ci ho preso gusto. Non hanno sostituito le AirPods Max per l’ascolto puro né le M50x per il lavoro di precisione, ma sono diventate le cuffie che scelgo per prime quando accendo il PC. Che per un headset da gaming è il complimento che conta di più.

8.5
Comodità e suono che poche cuffie sanno eguagliare

Pro

  • Suono eccellente
  • Microfono davvero buono
  • Peso piuma
  • Cuscinetti in memory foam
  • Materiali ottimi
  • Non le sente anche se hai gli occhiali
  • Cuffia aperta ma...

Contro

  • non ha ANC
  • Design che sà un po' di cheap
  • Software un po' rognoso
  • Se collegate con USB C vengono tagliate molte frequenze
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