Valorant – Uno sguardo allo sparatutto Riot Games

Un nuovo sceriffo sta arrivando un città.

Lo scettro del miglior First Person Shooter competitivo è da tanti, troppi anni, stretto nelle mani di Valve. Il suo Counter-Strike ha saputo in 20 anni rinnovare le sue vesti, tenere il passo con i velocissimi tempi dell’industria videoludica e perfino abbracciare la strategia Free To Play quando il suo momento è giunto.

In tanti hanno provato a detronizzare l’imperatore, chi concorrendo per il primato seguendo il sentiero tracciato, chi tentando di rinnovarne la formula inventando nuove meccaniche e ibridando il genere. È il caso dell’Overwatch di Blizzard, che introduce eroi e abilità in uno sparatutto all’insegna di strategie d’attacco e difesa per il dominio della mappa in corso. Per un importante colosso videoludico è dopotutto comprensibile la volontà di uscire dal genere nel quali si è forti e provare a dettare le sue leggi sul mercato.

È il caso di Riot Games, che durante i festeggiamenti del suo decimo anniversario ha rivelato la sua mano, mostrando carte davvero molto interessanti. Partendo dal teaser di Project A, lo sparatutto che si è rivelato essere il Valorant sul quale ci concentreremo in questa sede, ci ha mostrato del footage di un picchiaduro e perfino dell’ottimo Legends of Runeterra, il card game che stiamo già giocando in questi giorni.

Valorant - uno sguardo allo sparatutto di Riot Games

L’ombra che Riot è stata in grado di gettare sul mondo del videogaming competitivo è così imponente da estendersi perfino alle esperienze single player, con due titoli in arrivo: stiamo parlando di Ruined King: a League of Legends Story e di CONV/RGENCE: a League of Legends Story. Se a questo fortunato mix di elementi aggiungiamo il reveal della serie animata Arcane, abbiamo una ricetta in grado di soddisfare i palati più esigenti. In questi 10 anni Riot ha saputo creare un’incredibile ambientazione attorno al suo MOBA, che sfruttarlo per dare vita a una serie di prodotti paralleli ambientati a Runeterra è la naturale evoluzione di un brand che ha distinguersi e farsi amare grazie all’incredibile cura e rispetto per il suo mondo di gioco.

Non è questo il caso di Valorant, sparatutto di Riot Games che potremo provare con mano durante l’estate del 2020 e che decide di distaccarsi narrativamente dall’ambientazione Runeterra, proponendoci un misterioso mondo futuristico e distopico. Scelta coraggiosa questa, che propone a tutti gli effetti una nuova IP, l’unica a discostarsi dal mondo di League, del quale di rimane solamente l’assonanza con Valorant: la zona settentrionale di Runeterra.

Valorant - uno sguardo allo sparatutto di Riot Games

Dai teaser e gameplay trailer che abbiamo visionato è chiaro che le principali fonti di ispirazione di Valorant siano Overwatch e Counter-Strike: Global Offensive. L’influenza di Overwatch (e di titoli simili, naturalmente) è concretizzata dalla presenza di eroi differenti tra i quali scegliere, ognuno caratterizzato da un parco abilità passive e attive e dotazioni uniche, in grado di portare tanta diversità sul campo di battaglia.

Possiamo asserire che tutto il resto sia figlio diretto dell’esperienza maturata da Counter-Strike. A partire dalla letalità delle armi da fuoco, che promettono di uccidere l’avversario con pochissimi proiettili inferti, distanziandoci enormemente dagli Hero Shooters che vedono valanghe di bossoli cadere in terra prima che un giocatore cada sconfitto, per passare alla struttura dalla mappa caratterizzata dai Bomb Sites.

Valorant - uno sguardo allo sparatutto di Riot Games

La modalità competitiva di Counter-Strike vede due squadre fronteggiarsi in un elaborato match di guarie e ladri (in questo caso terroristi), dove una parte dovrà cercare di raggiungere una delle due location disponibili dove piazzare un esplosivo, mentre l’altra cercherà con tutte le sue forze di impedire ai terroristi di finalizzare il diabolico piano. Alla meglio dei 30 round e una volta raggiunti i 16 si invertono le parti.

In Valorant abbiamo visto in azione la stessa modalità, con una struttura di mappe molto simile, ma con addirittura tre site dove piazzare l’esplosivo. A conti fatte l’aumento di spazio di gioco è più che normale se consideriamo le abilità degli eroi, che da quello che abbiamo potuto scorgere avranno un enorme focus sul Map Awareness e sullo zoning del team nemico. Abbiamo visto i campioni generare cupole di nebbia, muri di fuoco e scie velenose: avere più opzioni su mappa è vitale per proporre strategie dinamiche ed imprevedibili.

Valorant - uno sguardo allo sparatutto di Riot Games


Se a questa formula aggiungiamo il ben consolidato sistema di acquisto a inizio round di armi e armature, al quale andiamo a sommare l’economia e l’acquisto delle abilità, l’entusiasmo di provare con mano un vero e proprio erede spirituale di CS:GO con poteri speciali e verticalità non può che far scaturire un irrefrenabile entusiasmo. Valorant ha tutte le carte in regola per imporsi sullo scenario competitivo e divenire un nuovo punto di riferimento per lo scenario FPS competitivo. Rimanete con noi e seguite i canali ufficiali Riot Games per rimanere sempre aggiornati.

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