Ashes of the Singularity – Anteprima

Finalmente ci siamo. Dopo mesi di attesa, annunci e proclami altisonanti, le nuove DirectX 12 sono tra noi! Sono veramente quella rivoluzione che tutti quanti si aspettano e che i giocatori vorrebbero? Rendono anche un vecchio 386 una vera e propria game machine? Vorremmo davvero potervelo dire, ma purtroppo non ne siamo in grado. Andiamo però con un attimo più di calma e facciamo un passo alla volta. Lo scorso 22 ottobre, dopo un lungo periodo durante il quale è stato solo una tech demo per benchmark, Ashes of the Singularity è finalmente arrivato su Steam, seppure ancora sotto forma di Early Access. Per chi non lo sapesse, lo strategico in tempo reale a tema fantascientifico e sviluppato dai ragazzi di Oxide Games può infatti forgiarsi di essere il primo gioco a sfruttare le nuove DirectX 12durante vere e proprie sessioni di gaming e non più solo ed esclusivamente per fare dei test. Ricevendo il nostro bel codice, come si è comportato alla prova dei fatti Ashes of the Singularity? Quali sono stati i miglioramenti apportati dalle nuove librerie? Siamo sincereri: purtroppo, per ora, possiamo solo dirvi quello che NON ha apportato l’utilizzo delle nuove D-X 12. Sfortuna vuole, che entrambe le nostre configurazioni di prova non fosserp adeguatamente preparate per questa prova, dato che da una parte avevamo a disposizione una PC con una scheda grafica AMD 290X e quindi indicata per il test, ma con ancora il vecchio sistema operativo Windows 7, dove non è possibile adoperare le D-X 12. L’altro PC aveva sì installato il nuovo Windows 10, ma, dato che monta una scheda video “verde”, la GTX 760, non abbiamo potuto riscontrare i benefici effettivi della nuova tecnologia. Se avete seguito da vicino le vicende, saprete infatti bene cheAshes of the Singularity è stato sviluppato in stretta collaborazione con l’azienda di Sunnyvale e che Oxide Games è stata accusata, in modo nemmeno troppo velato, di avere in qualche modo penalizzato Nvidia e le sue schede video.

Oltre alle Direct-X c’è di più

Direct X o non Direct X, la nostra partecipazione a questa pre-beta ci ha permesso di farci una prima opinione su Ashes of the Singularity. Non appena avviato il titolo, la prima cosa che è apparsa sui nostri schermi è stato un bel avviso dove venivamo avvertiti che il codice che stavamo per provare era ancora in una fase arretrata e che quindi avrebbe potuto mettere sotto severo stress i nostri PC ed uccidere i nostri animali domestici (Sì, c’è scritto suul serio). Fortunatamente, nessuno dei nostri componenti si è fritto e, un pò ce la tiriamo, Ashes of the Singularity ha viaggiato tranquillamente sopra i 45 fps, senza cali vistosi nemmeno nelle fasi più concitate, con quasi tutte le opzioni grafiche settate al massimo, ad esclusione dei filtri anti-aliasing, settati solo a 2X. Se abbiamo potuto smentire le minaccie di PC messi in ginocchio da Ashes of the Singularity, d’altro canto ci siamo trovatiperfettamente d’accordo sull’arretratezza del codice, soprattutto per quel che riguarda i contenuti, piuttosto limitati, di questo early access. Nel momento in cui vi scriviamo le uniche due modalità di gioco disponibili sono le classiche schermaglie contro l’IA e le battaglie online PvP. Nonostante non sia presente nessuna campagna – e ci chiediamo se sarà mai presente – sia lo skirmish mode sia il multiplayer ci hanno permesso di notare le enormi potenzialità di Ashes of the Singularity, nel quale i molti appassionati di strategia riconosceranno facilmente dei forti richiami a titoli del passato, uno su tuttiSupreme Commander. Proprio come quest’ultimo, Ashes of the Singularity mette in campo vastissimi e spettacolari scontri tra una smisurata quantità di mezzi terrestri, aerei tecnologicamente evoluti ed enormi velivoli, il tutto condito da una spettacolare visione di esplosioni, raggi laser ed effetti di luci. A tutto queso, aggiungete poi un comparto audio davvero di primissimo piano, sia per quel che riguarda le voci fuori campo sia per quel che riguarda i suoni che provengono dagli scontri e dalle battaglie. A riportarci sulla terra, e a ricordarci che stavamo ancora giocando ad un titoli under construction, ci hanno pensato però svariate compenetrazioni tra i poligoni, specie fra le truppe, una IA ancora piuttosto deficitaria e un pathfinding ancora molto incerto. Fidatevi però di una cosa: questi scivoloni passano in secondo piano quando, dopo aver impostato lo zoom alla massima distanza, vedrete sul vostro schermo centinaia di truppe lanciarsi missili e colpi da un punto all’altra della mappa, mentre tutto esplode e piovono proiettili da ogni dove. Solo le unità non esplodono una volta distrutte, ma semplicemente spariscono… Vai a capire il perché.

Qualche errore di gioventù

Lasciamo con rammarico un attimo da parte il comparto tecnico per concentrarci su quello che ha da offrire Ashes of the Singularity dal punto di vista della strategia e della tattica. Come detto poco sopra, per ora abbiamo potuto solo testare le sfide in PvE, fino ad un massimo di sei giocatori e quelle PvP online, ma già da queste prime fasi sono emersi sia alcuni punti di forza sia altri di debolezza nel titolo sviluppato da Oxide Games. Uno degli aspetti fondamentali del gioco è la struttura della mappa, sulla quale sono disposti nei nodi cruciali, che il giocatore dovrà cercare di assicurarsi per avere un quantitativo sempre maggiore di metalli e materiali radioattivi, le uniche risorse presenti sullo scenario. Questi punti sono stati sapientemente disposti lungo la mappa e la loro struttura a ragnatela fa sì che gli attacchi possano venire da tutte le direzioni. Allo stesso modo voi potrete tranquillamente decidere se lanciare continui e frequenti attacchi di disturbo dietro le linee nemiche, piuttosto che innalzare solide barriere difensive, composte dalle classiche torrette di ogni tipo e specie, per assicurarvi il mantenimenti dei punti strategici della mappa. Gli sviluppatori hanno invece seguito vie più tradizionali per quel che riguarda il sistema di reclutamento e di costruzione delle varie tipologie di edifici, anche se una interfaccia ancora piuttosto “criptica” non favorisce di certo la comprensione di quali siano le unità migliori per determinati attacchi, piuttosto che la letture di quale sia la loro reale potenza di fuoco o la loro resistenza agli attacchi nemici. In ogni caso le interfacce sono sempre uno degli ultimi aspetti sui quali gli sviluppatori si concentrano e spesso, durante le varie build prima della versione 1.0, esse vengono più volte stravolte.


Ancora decisamente presto per sbilanciarsi

Allo stato attuale, Ashes of the Singularity può contare solo ed esclusivamente su un’unica fazione, chiamata PHC, vale a dire i Post Human. Al di là del fatto che tutte le battaglie mettano in campo i medesimi edifici e le medesime truppe, quello che ci ha fatto storcere maggiormente il naso è stato il design poco ispirato dei mezzi di combattimenti, tutti quanti piuttosto anonimi, senza carattere ed attualmente disponibili solo in una scarsa manciata. Potendo utilizzare un ampio zoom è quindi un vero peccato accorgersi di quanto siano ancora poco definite le unità, le quali sono tra l’altro molto simili tra di loro, sia esteticamente sia nella loro visualizzazione nel menù di sinistra e questo genera non poca confusione durante gli scontri. Per fortuna, oltre che avvalerci del classico CTRL+tasto numerico per creare dei gruppi, Oxide Games ha introdotto anche un nuovo sistema, chiamato Meta-Units, il quale permette di unire un gruppo di unità per formarne uno più grande e da gestire in modo univoco, evitando quindi al giocatore quei tediosi momenti di micro-gestione. Infine, Ashes of the Singularity si distingue per un livello di difficoltà piuttosto elevato e le schermaglie contro l’IA, le quali possono durare anche parecchi minuti se non ore, si sono sempre rivelate molto avvincenti e, la lentezza degli spostamenti delle truppe nello scenario, riesce ad essere pareggiata dai ritmi sempre incalzanti degli scontri, dove non vi è mai un attimo di pausa e di respiro. Oxide Games ha optato per un gameplay che costringe il giocatore a prendere delle decisioni nell’immediato e lo costringe sia ad attaccare continuamente sia a difendersi dalle frequenti offensive nemiche.

Tirando le somme su Ashes of the Singularity, se da un lato possiamo dire di essere felici di avere fra le mani un prodotto per davvero tecnologicamente avanzato, un pioniere del futuro, per quel che riguarda la bontà del gioco in sé è ancora presto per poter dire se il prodotto di Oxide Games saprà affermarsi o meno nel gotha degli strategici.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento