Final Fantasy XV Comrades – Provato

Che la recente e titanica fatica di Square Enix avrebbe avuto un’espansione multiplayer dedicata era cosa risaputa sin dall’annuncio del Season Pass e già da tempo era stato mostrato un prototipo del sistema di creazione avatar per la componente online del titolo; quello che nessuno (o quasi) si aspettava invece, era l’annuncio di un test online dedicato a Final Fantasy XV Comrades – questo il nome ufficiale della modalità multigiocatore – riservato ai possessori del Season Pass o della Digital Deluxe Edition.

La finestra temporale inizialmente prevista andava dal 3 all’8 Agosto ma, a causa di gravi problemi nel matchmaking che rendevano quasi impossibile creare squadre con personaggi controllati da giocatori e non da IA, Square Enix ha annunciato una patch correttiva e indetto un secondo periodo di test, dall’11 al 13 Agosto.

Final Fantasy XV Comrades


“A game of no consequence”

L’aggiornamento ha effettivamente risolto la problematica, ma ha anche messo alla luce come il quindicesimo titolo dell’amata saga soffra di carenza cronica di “buona la prima”: tra patch di approfondimento narrativo, flop di Justice Monsters Five per dispositivi mobile, proseguendo col rinvio delle Exotute Magitek per la loro discutibile (e non ufficializzata) somiglianza con le uniformi dei Power Rangers di Lionsgate, si è arrivati oggi a questo ennesimo, doloroso parto di gattini ciechi da una gatta frettolosa.

Potenzialmente Final Fantasy XV Comrades ha tutte le carte in regola per risultare divertente anche nel medio-lungo periodo, per quanto la build giocabile presentasse evidenti limiti sia al gameplay che alla personalizzazione del proprio avatar, limiti che si spera verrano rimossi del tutto nel prodotto finito.

Final Fantasy XV Comrades


“Permit me to stand on ceremony and introduce myself nonetheless”

Il sistema di creazione dell’alter ego offriva solamente due estetiche di default per ciascun sesso e un numero sparuto di acconciature, mentre si è rivelata di buon livello la possibilità di modificare forma e dimensione sia dei tratti facciali che della corporatura. I set disponibili (puramente estetici) erano quattro e ciascun “pezzo” era combinabile con altri appartenenti a set diversi e personalizzabile nella colorazione.

Inoltre, per la gioia di tutti, era presente anche un costume da chocobo, anch’esso colorabile e in grado di risolvere in modo rapido e divertente l’annoso problema di chi perde ore e ore in un menu di editing, rimanendo sempre e comunque scontento del risultato.

Final Fantasy XV Comrades


“Not so tough without your borrowed toys, are you?”

Il test chiuso offriva tre missioni, suddivise a loro volta in due o tre fasi, tra le quali era possibile modificare l’equipaggiamento del personaggio e ottenere i buff di gruppo, similmente a come già visto negli accampamenti di Final Fantasy XV con le ricette di Ignis.

È già stata annunciata l’introduzione, nell’edizione completa, dei quattro protagonisti del gioco base, il che fa pensare che in futuro anche altri personaggi del titolo potrebbero far capolino in vece di “Campioni”, magari con equipaggiamenti e abilità uniche e determinate condizioni per essere impiegati. Nel test tuttavia, l’unico stile di gioco disponibile era quello dell’avatar, il quale riprendeva per filo e per segno (90% delle animazioni comprese) il sistema di gioco del principe Noctis.

Final Fantasy XV Comrades


“Your head can do more than wear a crown, use it!”

Le uniche differenze riguardavano l’uso di una magia scudo al posto della “schivata fantasma”, la sostituzione degli – abusatissimi – consumabili con una magia curativa con effetto ad area e l’uso di un “sigillo” come accessorio che, in maniera simile ma molto più significativa rispetto agli outfit di Final Fantasy XV, altera le statistiche del giocatore e lo rende più efficace per questo o quell’altro tipo di approccio: scendere in campo col Sigillo dell’Oracolo, ad esempio, fa crollare HP e attacco del personaggio, ma rende le sue cure molto più efficaci.

La magia offensiva standard risultava un quasi inutile consumo di MP, mentre molto più interessanti si sono rivelati gli attacchi arcani legati alle abilità dell’arma equipaggiata e utilizzati dopo un attacco warp andato a buon segno. Il consumo dei punti magia al momento sembra limitare molto l’utilizzo degli incantesimi, ma questo potrebbe esser stato dovuto al basso livello degli avatar rispetto a quello dei nemici da affrontare, boss in primis.

Final Fantasy XV Comrades

La versione di prova di Final Fantasy XV Comrades prevedeva un numero limitato di armi e sigilli, ma fin da subito si è colto il potenziale per creare combinazioni davvero interessanti fra le abilità delle armi e i rispettivi bonus e malus dei sigilli, meccanica molto più elastica rispetto a delle classi standard e che permette di variare lo stile di combattimento tra una fase della missione e l’altra senza troppe difficoltà.

Resta da vedere quanto e come questa componente tattica risulterà effettivamente utile nella versione definitiva, visto che il test era estremamente permissivo in tal senso.

Final Fantasy XV Comrades


“I’m afraid you’re out of luck”

Se è quindi presto per giudicare Final Fantasy XV Comrades come prodotto finito, è praticamente impossibile esimersi dal stroncare le manchevolezze tecniche e concettuali della prova online, che se osservato a mente fredda fa dubitare di quale sia stata la sua effettiva utilità e di quanto, invece, non sia stato persino controproducente a livello d’mmagine e “hype”.

Innanzi tutto i problemi di matchmaking, che hanno reso frustrante e pressocchè inutile la prima tranche del test, in quanto salvo rarissimi casi i giocatori non erano in grado di collaborare e, una volta fallita l’associazione a un gruppo, gli utenti restavano incastrati in un limbo di “ricerca giocatori” fittizio, da cui era impossibile uscire se non forzando la chiusura dell’applicazione da console e riavviando il software.

Final Fantasy XV Comrades

Ad aggravare la situazione, durante l’attesa ogni altra interazione con l’ambiente e i menu, fosse anche la semplice “cancella ricerca party”, era inaccessibile. Unica maniera per testare le varie missioni era creare un proprio party, fallire nella ricerca dei giocatori (ricerca peraltro della ridicola durata di 50 secondi) e farsi assegnare dei compagni controllati dalla tremenda IA di gioco, importata direttamente dall’originale Final Fantasy XV.

È ovvio che ci siano stati casi di matchmaking andati a buon fine, ma già il solo parlare di “casi” in un test pensato ad hoc per provare delle feature multiplayer dovrebbe far riflettere.

Final Fantasy XV Comrades


“Ah, you should have seen the look on your face…”

Per fortuna Square Enix è corsa ai ripari e con una patch di un centinaio scarso di megabyte ha risolto il problema, azzerando anche i prima frequenti crash del software e rendendo accessibile il menu di modifica dell’equipaggiamento durante la ricerca dei giocatori.

Il guaio, a quel punto, è stato un altro: dopo l’esperienza assai negativa delle giornate precedenti, la finestra di prova dell’11-13 Agosto si è rivelata quasi del tutto spopolata, visto che comunque con o senza alleati “in carne e ossa”, una volta compreso il metodo per far comunque partire le missioni in compagnia di bot, il contenuto del test era davvero poco e giocabile in massimo un paio d’ore e gli utenti davvero interessati alle meccaniche multiplayer avevano già avuto modo di provare ogni arma e missione.

Final Fantasy XV Comrades

Gli unici rimasti all’interno dei due server di gioco erano i ritardatari, i testardi e/o i masochisti, gente spesso abbastanza confusa e spaesata da non rendersi conto di star giocando col microfono attivo (con prevedibili, comiche o imbarazzanti conseguenze) o talmente distratta da non dichiararsi “pronta” per avviare la missione, lasciando quindi scorrere minuti su minuti di attesa snervante per sé e per gli altri, per poi abbandonare la partita.

Smarriti in questa massa di Kingsglaive dalle capacità cognitive pari a quelle di un non-morto, era anche presente qualche buon samaritano e martire, giocatori “normali” in grado di donare un raggio di luce e speranza al futuro multiplayer di Final Fantasy XV, per quanto in numero talmente esiguo da non riuscir mai a comporre un party interamente “umano” nel corso dei tre giorni di prova.

Final Fantasy XV Comrades


“The pain will prove you mortal”

Da una parte, la cattiva gestione del matchmaking ha segnato gravemente il traffico di utenza tra la prima e la seconda sessione di prova; dall’altra, una feature consapevolmente inserita nel test ne ha ridotto la concreta utilità.

Al termine di ogni missione, a prescindere dall’esito, il giocatore viene espulso dal server e rimandato alla schermata del menu principale, senza che nulla di ciò che ha fatto e guadagnato rimanga in memoria. Questo è comprensibile nel caso di vere e proprie demo, ma trattandosi di un test, l’utente consapevole si aspetta di poter, appunto, testare il prodotto, sperimentando combinazioni e variabili all’interno delle – già poche – missioni, ripetendole con le armi guadagnate con il sangue, il sudore… E la paziente attesa di un party.

Final Fantasy XV Comrades

Così non è stato: per quanto sia accettabile il blocco del level up e un reward “fittizio” in termine di valuta di gioco (che comunque per l’assenza di negozianti nell’attuale build sarebbe comunque inutile) è abbastanza deludente come le armi effettivamente a disposizione siano meno di due per tipo e che quindi oltre a sperimentarne il moveset, peraltro ripescato a piene mani dal gioco base e quindi già conosciuto, Final Fantasy XV Comrades offra poco o nulla di originale e in grado di intrigare in modo concreto.

Final Fantasy XV Comrades


Final Fantasy XV Comrades potrebbe rivelarsi una modalità di co-op online divertente e in grado di offrire una prospettiva diversa degli eventi occorsi nel periodo di time gap presente all’interno di Final Fantasy XV. Purtroppo, la demo tecnica si è rivelata poco originale nei contenuti e talmente piena di problemi tecnici da far pensare a una realizzazione affrettata e poco curata, che di certo non risulta un buon biglietto da visita per il prodotto finito e men che meno invoglia a consigliarne l’acquisto. Non resta che aspettare un’eventuale test online aperto al pubblico nel prossimo futuro e sperare in numerose aggiunte e migliorie, o annunci e trailer latori di buone nuove.

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